Copenaghen è la città più felice del mondo nel 2026: la Finlandia resta leader della serenità nordica

Silvana Lopez

6 Aprile 2026

Roma, 6 aprile 2026 – Ieri è stata svelata la classifica dell’Happy City Index 2026, il ranking che ogni anno incorona le città più felici del pianeta, seguendo un metodo diverso rispetto al più noto World Happiness Report, che invece si concentra sulle nazioni. E nella lista di quest’anno spicca proprio Roma, come annunciato dagli organizzatori durante un evento online alle 15 ora italiana.

L’Happy City Index 2026: Roma si conferma tra le città più felici

Il nuovo Happy City Index, curato dal centro di ricerca londinese Urban Wellbeing Institute, ha piazzato Roma al nono posto nel mondo e al secondo in Europa, dietro solo a Copenaghen. La classifica – elaborata da un team internazionale guidato dalla professoressa Anna Williams dell’Università di Cambridge – ha esaminato 250 città, valutandole su indicatori concreti come qualità della vita, equilibrio tra lavoro e tempo libero, mobilità sostenibile e accesso agli spazi verdi.

Un risultato che ha sorpreso parecchio in Italia. «Non è solo questione di sole o storia», ha spiegato la Williams. «Conta molto l’impegno della comunità, i servizi pubblici funzionanti e quel senso di appartenenza che cresce». Secondo gli analisti, Roma ha fatto passi avanti soprattutto nei trasporti e nella qualità dell’aria, problemi seri fino a qualche anno fa.

I criteri e chi comanda la classifica

A guidare il podio mondiale nel 2026 è Melbourne, seguita da vicino da Copenaghen, Zurigo, Auckland e Vancouver. Per Roma è la prima volta nella top ten, superando altre grandi italiane come Milano (ventitreesima) e Bologna (trentottesima). La valutazione si basa sia su sondaggi annuali fatti ai residenti sia su dati ufficiali raccolti da organismi internazionali come OMS e ONU.

La professoressa Williams ci tiene a precisare: «Misuriamo la felicità urbana come la capacità di una città di offrire benessere diffuso a tutti i cittadini, non solo ai più ricchi». Nel conto entrano quindi anche salute mentale, spazi pubblici vivibili e servizi scolastici accessibili.

Le reazioni a caldo e cosa aspettarsi da Roma

Ieri pomeriggio il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha commentato così la notizia: «È un riconoscimento che premia gli sforzi fatti in questi anni per rendere la capitale più vivibile». Ha citato lavori concreti come la pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali e l’ampliamento delle piste ciclabili. «Di strada ce n’è ancora tanta – ha ammesso – ma il senso di comunità dei romani ha fatto davvero la differenza».

Sui social non sono mancati messaggi pieni d’orgoglio da parte dei cittadini e dei commercianti. Valentina, barista a Trastevere, racconta: «Si sente davvero un cambiamento nei quartieri, le persone sembrano più tranquille, si fermano a scambiare due parole. Non è solo merito dei turisti». Restano però le critiche su alcuni problemi irrisolti: raccolta rifiuti non sempre efficiente, mezzi pubblici troppo affollati in certi orari e disuguaglianze evidenti tra centro e periferia.

Happy City Index vs World Happiness Report

A differenza del World Happiness Report – che anche quest’anno vede al primo posto la Finlandia tra i Paesi più felici – l’Happy City Index punta lo sguardo sulle città, analizzando le realtà locali da vicino. I dati mostrano che fattori come le ore di luce disponibili o la presenza di eventi culturali accessibili fanno davvero la differenza nella felicità urbana.

«Non sempre una città ricca è anche una città felice», dicono gli autori del rapporto. In top ten ci sono realtà con redditi medi inferiori rispetto a metropoli come New York o Londra, rimaste invece fuori dalla top venti.

I prossimi passi: monitoraggio e nuovi progetti

Per l’Urban Wellbeing Institute questo indice è solo l’inizio. Il gruppo intende seguire nei prossimi mesi gli effetti delle politiche urbane messe in campo dalle amministrazioni delle città in classifica. A Roma sono già pronti progetti pilota per incrementare il verde urbano e promuovere forme di mobilità dolce.

Il rapporto si chiude con un messaggio chiaro: «Serve collaborazione tra istituzioni, cittadini e imprese per costruire una città davvero felice», scrive Williams. Una sfida aperta per Roma come per tutte le metropoli coinvolte nell’indice — una sfida che riguarda tutta la comunità urbana.

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