Atene, 16 gennaio 2026 – Fare trekking in Grecia vuol dire perdersi in paesaggi che cambiano a ogni passo, camminare su sentieri ben curati e scoprire piccoli borghi che spuntano all’improvviso come rifugi inattesi lungo il percorso. Negli ultimi mesi sono sempre più numerosi gli appassionati che scelgono di esplorare le montagne dell’Epiro, addentrarsi tra le famose Meteore o percorrere le colline dell’Arcadia. Qual è il momento migliore? I locali, soprattutto chi gestisce case tradizionali tra Karpenisi e Papingo, lo sanno bene: «Ogni stagione ha il suo perché, ma l’autunno regala colori unici, che altrove non si trovano».
Paesaggi che si trasformano ad ogni curva
Spesso basta poco — una curva o una salita — perché il panorama greco cambi completamente. Un attimo sei immerso nella macchia mediterranea, con cespugli di timo e fichi d’India tutt’intorno. Dopo venti minuti di cammino il bosco si fa più fitto e il verde assume sfumature diverse. Lungo la strada incontriamo qualche vecchio pastore diretto a Kastraki: le sue capre avanzano lente mentre il sole allunga le ombre sui massi delle Meteore.
L’offerta dei sentieri in Grecia si sta allargando. C’è chi parte dal Peloponneso, chi preferisce la penisola di Pilio vicino a Volos. Per molti stranieri l’attrazione principale restano le isole: Creta, ad esempio, offre il percorso della Gola di Samaria. «Riceviamo richieste continue da gruppi italiani», racconta Eleni Papadopoulou, guida del posto. «Vogliono vivere la natura autentica, non solo visitare i monumenti». Gli orari variano con le stagioni, ma in primavera le escursioni partono soprattutto tra le 8 e le 10 del mattino.
Sentieri segnati e borghi che accolgono
La rete dei sentieri escursionistici greci — molti nati dalle vecchie vie dei pastori — viene aggiornata regolarmente da piccoli consorzi e gruppi di volontari. Cartelli in legno, bandierine rosse e bianche e indicazioni spesso in doppia lingua (greco-inglese). In alcune zone la segnaletica non è perfetta, ma i percorsi si seguono senza problemi soprattutto tra Zagori e la catena del Tymphistos.
Le soste nei villaggi non sono solo per riposarsi. Capita spesso di fermarsi in una piazza nel pieno della siesta: tutto tace tranne i vecchietti seduti sotto la pergola del kafenio con un bicchierino di tsipouro sul tavolo. A Megalo Papingo “To Petrino”, una pensione a conduzione familiare, offre camere semplici e una colazione fatta di pane caldo e miele locale. I prezzi? Una doppia si trova intorno ai 40 euro a notte, dicono alla Federazione albergatori della Grecia continentale.
Cosa portare con sé: l’essenziale per camminare sicuri
Camminare sulle montagne greche non richiede attrezzature da spedizione alpina. Bastano delle buone scarpe da trekking, una borraccia (l’acqua nelle fontane di montagna è quasi sempre potabile) e un cappello per proteggersi dal sole estivo. Le temperature variano parecchio: ad agosto nelle zone basse si arriva facilmente a 32°C; sulle cime del Pindo invece può tirare un vento gelido anche a giugno. La Hellenic Rescue Team segnala che «negli ultimi tre anni gli incidenti sono calati del 12% grazie a più informazioni disponibili». Un consiglio? Avvisate sempre qualcuno prima di partire: molti sentieri restano isolati per ore.
Tra natura e storia: esperienze che restano nel cuore
Il trekking in Grecia è molto più che semplice fatica fisica. Spesso i sentieri incrociano rovine antiche — torri vecchie, monasteri abbandonati o chiese bizantine coperte di muschio. Le Meteore sono una tappa irrinunciabile: Patrimonio Unesco dal 1988, sei monasteri ancora attivi arroccati su speroni rocciosi che dominano la valle del Peneo.
A spiegare il fascino del posto è Dimitris Kalogiannis, escursionista di Salonicco: «Quando arrivi su quei terrazzi sospesi tra cielo e terra sembra davvero che il tempo si fermi». Ed è proprio in quei momenti — quando tutto tace — che la Grecia rivela la sua anima più autentica, lontana dai turisti.
Un viaggio fatto su misura per chi ama camminare
Chi sceglie la Grecia a piedi trova ritmi diversi dal solito turismo mordi e fuggi. Qui contano i tempi lenti, gli incontri casuali, sapori semplici come la feta con origano o la zuppa avgolemono dopo una giornata fuori casa. I collegamenti migliorano ogni anno: treni fino a Kalambaka per chi vuole scoprire la Tessaglia; autobus locali per raggiungere villaggi fuori dalle rotte più battute.
Non serve essere campioni né avventurieri incalliti. La Grecia accoglie chi sa ascoltare — camminando piano sulla polvere rossa delle colline o nel bosco fitto dei cipressi — il battito antico di una terra che ancora custodisce gelosamente i suoi segreti.