Milano, 2 marzo 2026 – “Go with a plan. Come back with a story”. È questo lo slogan che domina, scritto in blu su sfondo bianco, la nuova campagna internazionale di Lonely Planet, svelata questa mattina in via Solferino, proprio nel cuore pulsante di Milano. L’intento è semplice ma ambizioso: offrire ai viaggiatori non solo guide aggiornate e pratiche, ma una selezione di consigli iconici, idee nuove e storie raccolte da chi quei luoghi li ha vissuti davvero. Non più solo itinerari o fotografie; ora al centro ci sono esperienze, incontri e narrazioni autentiche.
Le novità nella guida: tra suggerimenti e storie di viaggio
L’iniziativa, appena lanciata anche in Italia, propone un modo diverso di raccontare il viaggio rispetto ai soliti manuali. “Abbiamo coinvolto decine di contributor locali”, ha detto Richard Evans, responsabile editoriale per l’Europa. “Non volevamo più solo liste di attrazioni, ma racconti veri su cosa succede quando entri in una città a occhi chiusi o accetti un consiglio preso al volo in un caffè”. L’obiettivo è restituire una narrazione autentica: dalle trattorie storiche di Bologna ai tramonti sulle saline di Trapani, passando per le librerie nascoste nei vicoli di Lisbona.
I dati forniti dalla casa editrice parlano chiaro: nel 2025 le vendite delle guide cartacee in Italia sono tornate a salire dopo anni difficili. “I lettori cercano esperienze personalizzate e punti di vista meno filtrati”, ha aggiunto Evans. Ed è proprio lì che punta questa nuova strategia.
Consigli personalizzati e mete fuori dai circuiti
Non si parla solo delle capitali più famose o delle mete da cartolina. “I nostri autori hanno scelto anche esperienze lontane dai percorsi tradizionali”, racconta Giulia Benedetti, contributor italiana che ha curato le pagine sul Centro Italia. “In Abruzzo, per esempio, consigliamo la bottega di un liutaio che apre solo il martedì mattina e offre il caffè agli ospiti. Vicino a Narni, invece, raccontiamo la festa dei Ceri: una tradizione poco conosciuta dai turisti”.
Nel materiale distribuito spuntano nomi precisi: la trattoria Melograno a Siena, l’antico forno Garzilli a Palermo, la libreria indipendente “Settemila Pagine” nel quartiere Prati a Roma. Ogni suggerimento arriva con una breve storia e spesso con una citazione raccolta sul posto. “È un modo per restituire umanità al viaggio”, spiega Benedetti.
Esperienze curate da esperti: il valore aggiunto dei contributor
Uno dei punti forti della campagna è affidare i contenuti a viaggiatori esperti e non a semplici redattori. “Il nostro team ha passato settimane nelle destinazioni”, conferma Evans. Le testimonianze raccolte sul campo danno colore alle proposte. Come quella, raccontata tra le righe da Luca Ferrari, della sensazione davanti alla Basilica di San Francesco ad Assisi al tramonto: “Sembrava che il tempo si fermasse per un attimo”.
Poi c’è l’aggiornamento costante: tutte le raccomandazioni vengono riviste ogni sei mesi, con controlli sul campo e online. La piattaforma digitale propone anche contenuti esclusivi, come video-interviste con osti e artigiani del posto.
Turismo e narrazione: il viaggio come racconto personale
Una ricerca del Centro Studi Turismo e Territorio mostra che il 74% degli italiani sotto i 35 anni preferisce raccogliere storie piuttosto che fotografie o souvenir. Lonely Planet ha preso molto sul serio questo dato nel costruire la sua offerta. La scommessa è puntare sulla parte emotiva del viaggio, fatta di scelte spontanee e incontri inattesi.
“Dopo anni passati a pianificare tutto con lo smartphone”, riflette Benedetti, “molti stanno tornando ad affidarsi ai racconti diretti. Si lascia spazio alla sorpresa”. Qualcuno nella sala stampa annuisce convinto. Il progetto – assicurano – non vuole attrarre solo turisti stranieri in Italia, ma anche italiani alla ricerca di mete meno battute.
Prospettive future e impatto sul mercato delle guide
Lonely Planet punta in alto: diventare il riferimento non solo per chi viaggia per la prima volta ma anche per chi cerca il gusto del viaggio lento e vero. Il prossimo passo? Una serie di podcast – “Back with a story” – dove i contributor racconteranno episodi vissuti durante i loro viaggi.
Sul mercato si avvertono già segnali: secondo la Federazione Italiana Editori, nei primi due mesi del 2026 le vendite di guide con un taglio narrativo sono salite del 12%. Dati ancora parziali, certo, ma qualcosa si muove davvero.
Chi partirà nei prossimi mesi avrà una scelta importante: affidarsi agli algoritmi o lasciarsi guidare da una storia vera? Solo così forse tornerà con qualcosa da raccontare davvero.