Roma, 8 gennaio 2026 – Il cielo notturno del 2026 sarà teatro di una serie di eventi astronomici destinati a far parlare appassionati e semplici curiosi. Superlune, eclissi e i tanto attesi lanci spaziali delle principali agenzie internazionali: un programma fitto di appuntamenti per chi alzerà gli occhi al cielo. A tracciare il quadro è stato questa mattina l’INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, nel corso di una conferenza alla sede di Monte Mario, poco dopo le 11.
Superlune e baci celesti: il cielo tra estate e autunno
L’INAF segnala che la prima superluna del 2026 arriverà nella notte tra il 19 e il 20 febbraio. Sarà visibile anche dalle periferie delle grandi città, se il tempo lo permetterà. «Si tratta di una luna piena che, trovandosi nel punto più vicino alla Terra, appare più grande e luminosa», spiega Francesca Forti, ricercatrice del centro romano. Un secondo passaggio ravvicinato è previsto per il 19 settembre.
Da non perdere nemmeno il cosiddetto “bacio celeste” tra Venere e Giove, atteso all’alba del 4 marzo: i due pianeti si avvicineranno così tanto da sembrare quasi un’unica luce sopra l’orizzonte est. L’Unione Astrofili Italiani sottolinea che solo con un cielo sereno sarà possibile vedere a occhio nudo questo spettacolo suggestivo. Per chi non è esperto sono già disponibili guide visive online, aggiornate anche sui social delle principali associazioni.
Eclissi solari e lunari: due appuntamenti da non perdere
Nel calendario del 2026 ci sono poi due grandi protagoniste: le eclissi. La prima è quella parziale di Sole, prevista per il 12 agosto. In Italia sarà visibile solo in parte: «A Roma vedremo una sottile falce ‘mangiata’ dal disco lunare, ma in Islanda e Groenlandia lo spettacolo sarà quasi totale», spiega ieri pomeriggio Luca Barbieri, astrofisico del Planetario di Milano.
Il secondo grande evento cade il 28 ottobre con un’eclissi totale di Luna, osservabile su tutto il territorio nazionale a partire dalle 22:14 circa. In quell’istante la Luna prenderà una colorazione ramata, che può cambiare in base all’atmosfera e alle polveri sospese nell’aria. «Chi vive lontano dalle luci cittadine godrà di uno spettacolo ancora più chiaro», ricorda Barbieri. Molti osservatori pubblici apriranno eccezionalmente per permettere a tutti di assistere.
Lanci spaziali: gli occhi puntati su Usa e Cina
Non solo eventi naturali nel cielo: nel 2026 ci saranno passi importanti anche nell’esplorazione spaziale. L’8 aprile è fissato il lancio della missione “Artemis III” della NASA, con l’obiettivo di riportare astronauti sulla Luna dopo oltre cinquant’anni. «La data potrebbe slittare per motivi tecnici, ma il conto alla rovescia è partito», ha detto ieri sera da Houston Mark Peterson, portavoce NASA.
Anche la Cina non resta ferma: proseguirà con nuove fasi del programma “Tianwen”, incluso il lancio automatico verso Marte di un modulo robotico. Le date però possono variare rapidamente a causa delle condizioni meteo nello spazioporto di Wenchang. Tutte le novità saranno diffuse sui canali ufficiali delle agenzie coinvolte.
La caccia allo scatto perfetto tra fotografie e social
Ogni volta che un fenomeno astronomico richiama l’interesse generale, aumentano le foto condivise online, scattate con smartphone o reflex digitali. Nei gruppi Facebook degli astrofili italiani già si trovano consigli su come regolare la macchina per evitare foto sovraesposte o sfocate durante superlune ed eclissi totali. «Non servono attrezzature professionali», racconta Elena Galbiati, appassionata da Chiavari, «basta sapersi mettere nel posto giusto al momento giusto».
Intanto planetari in tutta Italia organizzano serate a tema con laboratori per bambini e incontri divulgativi, spesso gratuiti, proprio durante le fasi salienti degli eventi annunciati. Da Milano a Palermo, passando per Torino e Napoli, la voglia comune resta quella di guardare più da vicino quello che succede sopra le nostre teste.