Giappone vieta il festival Hanami al Fuji per overtourism durante la fioritura dei ciliegi

Silvana Lopez

9 Aprile 2026

Tokyo, 9 aprile 2026 – Una foto del Monte Fuji, incorniciato dal rosso vivo del tempio Sengen e dai delicati ciliegi in fiore, ha trasformato Fujiyoshida in un vero e proprio punto caldo del turismo internazionale. Da settimane, e con una crescita che si nota ogni giorno di più in questo aprile, la piccola città e il vicino parco Arakurayama Sengen sono presi d’assalto dai visitatori. Perché? Tutti vogliono scattare quella stessa immagine, vivere quell’atmosfera catturata e rilanciata sui social – soprattutto Instagram e TikTok. Così il turismo social sta cambiando non solo i ritmi ma anche le regole di convivenza in questa zona che fino a poco tempo fa era tranquilla.

Un’inquadratura diventata virale

Da un po’ di tempo gira sempre la stessa foto simbolo della primavera giapponese: il Monte Fuji sullo sfondo, davanti la pagoda a cinque piani del tempio Arakura Sengen, con i rami dei sakura che sfiorano l’obiettivo. L’immagine ha spopolato grazie a travel blogger come Aya Nakamura e influencer stranieri, convincendo migliaia di turisti a includere Fujiyoshida nel loro viaggio. Le autorità locali osservano questo “fenomeno mai visto” con un misto di sorpresa e curiosità. Nei weekend, dalla prima mattina, si forma già una lunga fila sulla scalinata di 398 gradini che porta al belvedere. Tutto ordinato ma con qualche tensione tra chi sistema treppiedi e chi punta al selfie perfetto.

L’impatto sul territorio

I dati dell’Ufficio del Turismo locale parlano chiaro: tra il 1° e il 7 aprile più di 24mila persone hanno visitato la zona della pagoda, cinque volte tanto rispetto allo stesso periodo del 2019, prima della pandemia. I negozi e i caffè attorno al parco hanno allungato gli orari di apertura. “Non avevamo mai visto così tanta gente già dalle prime ore del mattino”, racconta Akiko Suzuki, titolare di una piccola pasticceria: “C’è chi passa solo per una bottiglia d’acqua o un dorayaki, ma spesso poi si ferma anche mezz’ora a chiedere consigli su dove scattare”. L’aumento dei visitatori si traduce subito in benefici economici, ma emergono anche problemi concreti.

Tra rispetto e limiti

Le autorità di Fujiyoshida hanno lanciato appelli per il rispetto delle regole locali. Nei cartelli trilingue si legge: “Non salite sulle aiuole”, “Evitate rumori molesti nelle ore più tranquille”. Alcuni abitanti hanno segnalato fotografi troppo invadenti o bivacchi notturni non autorizzati. Il sindaco, Hiroshi Yamaguchi, chiarisce: “Non vogliamo spegnere l’entusiasmo, ma serve rispetto per l’ambiente e la privacy”. Per questo alcune aree sono ora sorvegliate da volontari e forze dell’ordine; sono stati istituiti percorsi obbligati e spazi delimitati per le foto.

Il ruolo dei social media

In Giappone il termine “SNS tourism” è ormai sulla bocca di tutti. Sono i viaggi fatti per replicare immagini diventate virali online. Secondo uno studio della Nippon Foundation, pubblicato su Nikkei Asia a marzo 2026, quasi il 42% dei turisti under 30 provenienti da Corea del Sud e Taiwan sceglie la destinazione dopo averla vista su Instagram. “Quando vedo quella foto penso subito: voglio esserci anch’io”, racconta Lisa Chen, ventitreenne taiwanese incontrata sotto i ciliegi in fiore. E non sono solo gli stranieri: anche tanti giovani giapponesi arrivano apposta per mettere la loro firma sull’immagine.

Prospettive tra opportunità e sfide

L’assessore al turismo locale, Kenji Mori, mette in luce il nodo centrale: “Questa è un’opportunità unica per far conoscere Fujiyoshida nel mondo. Ma sappiamo bene che senza regole rischiamo problemi”. Si stanno valutando nuove misure per gestire i flussi nei momenti di punta – magari prenotazioni online o limiti giornalieri agli ingressi. Alcuni residenti chiedono addirittura aree senza fotografi o fasce orarie riservate agli abitanti.

Per ora il flusso non dà segnali di calo. Anzi, con l’arrivo della Golden Week – la settimana festiva tra fine aprile e inizio maggio – è previsto un nuovo boom di visitatori. Gli hotel tra Fujiyoshida e Kawaguchiko sono quasi pieni da giorni. “È bello vedere il nostro paesaggio diventare famoso”, dice un anziano davanti alla pagoda, “ma speriamo che resti sempre un luogo dove si respira pace”.

L’effetto social sta insomma cambiando volto alla città molto più di qualunque campagna pubblicitaria tradizionale. Ma come spiegano le autorità locali, tutto dipenderà da come turisti e cittadini riusciranno a trovare un equilibrio. Il Fuji è sempre lì – immobile – mentre intorno cresce un via vai che pochi avrebbero immaginato fino a pochi anni fa.

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