Giornalisti in prima linea: il confronto tra FNSI e FIEG sul nuovo contratto

Giornalisti in prima linea: il confronto tra FNSI e FIEG sul nuovo contratto

Giornalisti in prima linea: il confronto tra FNSI e FIEG sul nuovo contratto

Silvana Lopez

29 Agosto 2025

Negli ultimi anni, la situazione del settore giornalistico in Italia ha sollevato preoccupazioni crescenti, sia tra i professionisti del settore che tra i lettori. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) ha denunciato la stagnazione del contratto nazionale di lavoro per i giornalisti, fermo dal 2016, in un contesto in cui l’inflazione certificata dall’Istat ha eroso gli stipendi degli italiani del 19,3% negli ultimi nove anni. Questo scenario di crisi è aggravato dalla discrepanza tra il sostegno finanziario ricevuto dagli editori e la condizione lavorativa dei giornalisti.

La crisi del settore giornalistico

In particolare, gli editori hanno beneficiato di almeno 240 milioni di euro in aiuti statali, mentre il numero dei giornalisti regolarmente assunti è diminuito del 15%. Questo ha portato a un incremento del lavoro precario e sottopagato, con compensi medi per articolo che si attestano intorno ai 10 euro lordi. Un meccanismo che ha garantito alla maggior parte degli editori di continuare a realizzare profitti, a scapito della qualità del lavoro giornalistico e della sostenibilità del settore.

Da 15 mesi, la FNSI sta tentando di avviare un dialogo con la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) per rinnovare il contratto nazionale di lavoro. Le richieste del sindacato includono:

  1. Aumenti salariali dignitosi per recuperare il potere d’acquisto.
  2. Investimenti per i giovani professionisti.
  3. Linee guida per gestire la trasformazione digitale, compresa l’intelligenza artificiale.

L’importanza di un contratto equo

In un momento in cui la disinformazione e le fake news rappresentano una minaccia crescente per la democrazia e la libertà di informazione, la qualità del giornalismo deve essere preservata e potenziata. La Costituzione italiana sancisce il diritto di ogni lavoratore a una retribuzione equa, un principio che si applica in modo particolare ai giornalisti. Retribuzioni adeguate non sono solo una questione di giustizia sociale, ma anche di qualità dell’informazione. Un’informazione ben retribuita è più attenta e professionale, e quindi in grado di difendere i diritti dei cittadini.

Nonostante i tentativi di negoziare un accordo ponte per il rinnovo economico, l’atteggiamento della FIEG ha mostrato una netta contrarietà a qualsiasi modifica sostanziale del contratto. La richiesta di recuperare l’inflazione, pur condivisibile, non può essere l’unico obiettivo. La proposta della FIEG è stata considerata insufficiente rispetto ai rinnovi contrattuali ottenuti da altri settori, i cui redditi sono stati progressivamente aumentati grazie all’azione delle organizzazioni sindacali.

Le proposte della FIEG e le risposte della FNSI

Inoltre, la FIEG ha suggerito un nuovo salario d’ingresso per i neoassunti, destinato a essere inferiore, una mossa che non solo compromette le condizioni di lavoro, ma rappresenta anche una regressione rispetto ai diritti acquisiti. Le aziende hanno già beneficiato di prepensionamenti gratuiti dal 2022, e continuare a chiedere sconti su assunzioni obbligatorie è considerato inaccettabile dalla FNSI.

Dall’altra parte, la FIEG ha risposto alle critiche sostenendo che il contratto di lavoro giornalistico è rimasto ancorato a vecchi modelli organizzativi, presentando rigidità sia negli aspetti normativi che economici. La federazione degli editori ha proposto di lavorare insieme per una revisione complessiva del contratto, con l’obiettivo di introdurre misure che favoriscano le assunzioni dei giovani. Tuttavia, la FNSI ha rifiutato questa proposta, limitandosi a cercare un accordo economico per il recupero dell’inflazione.

In particolare, la FIEG ha sottolineato come il meccanismo degli scatti di anzianità previsto dal contratto nazionale abbia in realtà tutelato, almeno in parte, il potere d’acquisto dei giornalisti, mentre le aziende hanno dovuto affrontare un calo dei ricavi. La federazione degli editori ha dichiarato di essere aperta a riconoscimenti economici superiori a quelli attuali, sebbene in assenza di risparmi contrattuali.

Verso un futuro sostenibile per il giornalismo

Sulla questione dell’intelligenza artificiale, la FIEG ha espresso la propria posizione, affermando che la soluzione non deve essere la creazione di vincoli contrattuali ma piuttosto un approccio etico da parte delle aziende, che includa codici di condotta per tutelare sia i giornalisti che i lettori.

Nonostante l’apertura al dialogo da parte della FIEG, la FNSI ha espresso preoccupazione per l’atteggiamento finora di rifiuto da parte degli editori, sottolineando l’importanza di giungere a una soluzione condivisa per garantire un futuro sostenibile al settore del giornalismo. La questione del contratto dei giornalisti, quindi, rimane aperta e centrale, non solo per i professionisti del settore, ma per la qualità dell’informazione e la democrazia stessa nel nostro paese.

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