Guida per principianti alla Guyana: scopri il paese multietnico ricco di fauna rara e avventure uniche

Luca Mangano

26 Febbraio 2026

Georgetown, 26 febbraio 2026 – Guyana, paese sudamericano affacciato sull’Atlantico e custode di una biodiversità quasi intatta, resta per molti una macchia bianca sulle mappe del turismo mondiale. Eppure, tra foreste pluviali abitate da specie rare e città dove convivono culture diverse, qui si stanno muovendo i primi passi verso un’apertura internazionale. Sono le 9 del mattino sulla costa di Georgetown, il sole è già alto: poche auto, qualche taxi in giro e gente che attraversa la piazza principale per andare al mercato del pesce.

Un paese che pochi conoscono davvero

Guyana, per dimensioni, ricorda il Regno Unito ma conta poco meno di 800mila abitanti secondo il censimento aggiornato al 2024. Eppure in pochi sanno esattamente dove si trova tra Venezuela, Brasile e Suriname. Anche tra chi ci vive spostarsi oltre il proprio villaggio è un fatto raro. “Qui non siamo abituati a muoverci molto,” dice Richard, insegnante a New Amsterdam. “Ognuno resta legato al proprio quartiere.” Si avverte un forte senso di appartenenza ma anche una certa diffidenza verso ciò che è estraneo.

Ciò che rende la Guyana davvero speciale sono le sue tante anime: comunità di origine africana e indiana, minoranze indigene e cinesi, con l’eredità coloniale britannica che si sente ovunque. L’inglese è la lingua ufficiale, ma nei vicoli di Bartica si mescolano creolo e dialetti portoghesi. L’economia si regge soprattutto sull’agricoltura – riso e zucchero in testa – mentre la recente scoperta di petrolio al largo della costa ha acceso sogni ma anche qualche timore.

Un tesoro naturale tra foreste e fiumi

La natura della Guyana è uno dei patrimoni meno toccati del Sud America. Secondo Conservation International, oltre l’80% del territorio è ancora coperto da foreste pluviali primarie. Animali come il giaguaro, l’aquila arpia o l’armadillo gigante vivono indisturbati tra i fiumi Essequibo e Demerara. “Abbiamo una ricchezza incredibile che pochi conoscono,” racconta Grace James, attivista ambientale di Lethem. “Ogni mese emergono segnalazioni di specie nuove.”

Lontano dalle città la vita scorre lenta: i villaggi indigeni Macushi e Wapishana mantengono ritmi tradizionali. Al mattino si pesca nei torrenti, si raccolgono frutti spontanei come anacardi o breadfruit. Solo da pochi anni alcuni tour operator – soprattutto olandesi e canadesi – hanno cominciato a proporre viaggi in queste zone poco frequentate: escursioni in barca nella riserva di Iwokrama o trekking fino alle Kaieteur Falls, tra le cascate più alte al mondo.

Turismo ai primi passi: speranze e insidie

Nonostante tutto, il turismo in Guyana è ancora agli inizi. Secondo il Ministero del Turismo locale nel 2025 gli arrivi internazionali non hanno superato le 35mila unità – quasi nulla rispetto a Suriname o ai colossi come Brasile e Colombia. Gli hotel di catene straniere si contano sulle dita di una mano: chi arriva sceglie guesthouse familiari o piccoli lodge ecologici su palafitte.

Le infrastrutture sono ancora fragili: fuori Georgetown le strade sono sterrate, la connessione internet spesso salta (eccetto nelle zone petrolifere dove ExxonMobil ha installato ponti radio ad alta capacità). Non mancano episodi spiacevoli: furti occasionali vicino al porto o truffe ai danni di turisti poco esperti – niente però che abbia fermato la crescente voglia di avventura degli europei.

Multiculturalismo vero: sfide quotidiane

La vera forza della Guyana sta nella sua convivenza multiculturale. Qui Diwali indiano e Mashramani nazionale (la festa della Repubblica) si festeggiano con pari entusiasmo. A tavola si mescolano curry speziati con piatti creoli come il pepperpot; nei negozi convivono riso basmati importato dall’India e farine locali prodotte dai Kalina. “Non abbiamo una cucina sola,” spiega Sharon Khan, chef locale. “Ogni famiglia porta avanti le proprie tradizioni.”

Nei giorni recenti al mercato di Stabroek – confusione, odore intenso di pesce affumicato e voci sovrapposte – si percepisce una vitalità sospesa, trattenuta ma vera. È allora che capisci come la Guyana, sconosciuta alla maggior parte delle persone, sia uno degli ultimi baluardi autentici dell’America del Sud. Un posto dove il futuro si gioca tra natura intatta e identità condivisa.

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