I borghi italiani attraggono sempre più turisti: nel 2026 previsti 21 milioni di visitatori

I borghi italiani più amati: le gemme da scoprire online

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Marco Viscomi

23 Gennaio 2026

Crescita record per i piccoli comuni turistici italiani (borghi): nel 2026 attesi oltre 21 milioni di arrivi e una spesa di 16 miliardi, trainati da turismo sostenibile e internazionale

 

Roma, 23 gennaio 2026 – Nel panorama turistico italiano del 2026, gli oltre 2.600 piccoli comuni italiani a vocazione turistica, altresì borghi, si apprestano a registrare numeri significativi, con previsioni di oltre 21,3 milioni di arrivi (+5,3% rispetto al 2025) e circa 79,9 milioni di presenze (+6,9%), stabili a una permanenza media di 3,7 giorni. Questi dati, elaborati dall’istituto Demoskopika, sottolineano il crescente ruolo strategico dei piccoli Borghi nella redistribuzione dei flussi turistici, soprattutto in contrasto con fenomeni di overtourism che coinvolgono grandi città come Verona, Venezia, Firenze, Roma e Napoli.

La forza turistica dei piccoli comuni e l’undertourism

L’analisi di Demoskopika evidenzia come il turismo nei comuni con meno di 5.000 abitanti rappresenti circa il 14% degli arrivi totali e il 15,3% delle presenze in Italia. Questo fenomeno, definito “undertourism”, non è marginale ma strutturale, intercettando una domanda turistica orientata verso esperienze sostenibili, autentiche e integrate con le comunità locali. Il contributo della domanda internazionale è decisivo: si stima che nel 2026 gli arrivi stranieri nei piccoli comuni supereranno i 10,2 milioni (+8%), con presenze che raggiungeranno i 40,3 milioni (+10%), mentre i flussi domestici cresceranno più moderatamente.

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Borghi, impatto economico e sostenibilità territoriale

Sul fronte economico, la spesa turistica generata da questi borghi potrebbe raggiungere un valore stimato di 16,2 miliardi di euro, pari all’11% della spesa turistica nazionale, con un incremento del 10,1% rispetto al 2025. La spesa media per soggiorno si aggira intorno ai 760 euro, segnalando una crescente capacità di attrarre turisti con una maggiore propensione alla spesa e di trattenere ricchezza sul territorio. Questo dato è particolarmente significativo in un contesto in cui molte destinazioni italiane affrontano difficoltà legate al sovraffollamento turistico, fenomeno noto come overtourism, che genera pressioni sociali, economiche e ambientali.

Le sfide dell’overtourism e le strategie di contenimento

Le grandi città d’arte italiane, tra cui Venezia e Firenze, continuano a sperimentare gli effetti negativi del sovraffollamento turistico, con conseguenze come l’aumento dei prezzi degli immobili, la perdita di residenti e la trasformazione del tessuto urbano in favore di attività destinate esclusivamente ai turisti. Per contrastare tali fenomeni, si stanno adottando misure come il numero chiuso in località balneari, limiti agli affitti brevi nelle aree UNESCO e l’introduzione di ticket d’ingresso in città ad alto flusso turistico. Questi interventi mirano a tutelare sia l’ambiente che la qualità della vita delle comunità locali, valorizzando al contempo il patrimonio culturale ed enogastronomico.

Parallelamente, il potenziamento e la promozione dei piccoli comuni rappresentano un’opportunità per diversificare l’offerta turistica, distribuendo i flussi in modo più equilibrato sul territorio nazionale e favorendo uno sviluppo più sostenibile e integrato. In questo contesto, la valorizzazione dei borghi italiani si conferma come una risposta efficace e strategica alle sfide poste dal turismo di massa.

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