I viaggi in treno più spettacolari al mondo: dalle Alpi a Cape Town da fare almeno una volta nella vita

Silvana Lopez

11 Aprile 2026

Milano, 11 aprile 2026 – Salire su un treno d’epoca oggi non significa solo spostarsi da un luogo all’altro, ma fare un salto indietro nel tempo: carrozze di legno, allestimenti vintage e una velocità che lascia fuori dal finestrino il ritmo frenetico della vita moderna. Dall’Europa centrale alle colline italiane, attraversando i binari della Gran Bretagna fino al cuore dell’Africa Australe, i treni storici stanno vivendo una nuova primavera. E non è solo nostalgia.

Un viaggio che riporta indietro nel tempo

Appena si sale su uno di questi convogli l’atmosfera cambia subito: poltrone in velluto verde, lampade in ottone con paralumi di stoffa, scompartimenti separati. In alcuni casi si tratta di carrozze degli anni ’30 e ’50 restaurate con una cura quasi maniacale nei dettagli originali. «Non è solo un modo di viaggiare, è un’occasione per assaporare la storia», ha raccontato Luisa Peruzzi, direttrice della Fondazione FS Italiane, al momento della partenza del “Treno dei Sapori” da Brescia, sabato mattina alle 8.30 in punto. In Italia – dalla Lombardia alla Toscana, fino a Sicilia e Campania – ci sono almeno una dozzina di linee attive che offrono questo tipo di esperienza.

Europa Centrale, tra Alpi e città imperiali

In Svizzera, Germania e Austria l’offerta non manca: l’Orient Express, ora sotto la gestione francese di Accor, collega ancora Parigi e Venezia con tappe a Vienna e Budapest, mostrando i suoi interni lucidi e un servizio in carrozza che sembra uscito da un altro secolo. Non si corre per arrivare prima – raramente si superano i 70 km/h – ma si viaggia per godersi il tempo che si dilata tra paesaggi mozzafiato e chiacchiere sul treno. In Svizzera c’è il Glacier Express che attraversa le Alpi da Zermatt a St. Moritz in circa otto ore, seguendo curve strette e gallerie scavate nella roccia.

Dall’Italia alle Midlands: il fascino inglese tra tè e panorami

Oltre la Manica, in Gran Bretagna, sono più di venti le compagnie che gestiscono treni d’epoca. L’East Lancashire Railway, con partenza da Bury Bolton Street e arrivo a Rawtenstall, propone viaggi tra villaggi pittoreschi e brughiere spesso accompagnati da tè caldo servito su porcellane finemente decorate. «La domanda cresce ogni anno», ha detto John Harris, portavoce della Heritage Railway Association. In Scozia invece il Royal Scotsman parte regolarmente da Edimburgo Waverley, offrendo weekend sui binari in cui whisky locali e panorami delle Highlands sono protagonisti.

Africa Australe, binari nell’infinito

Ma è forse proprio in Africa australe che il concetto di “viaggio lento” trova la sua massima espressione. Il Rovos Rail, definito dalla compagnia “il treno più lussuoso del mondo”, copre i 1.600 chilometri tra Pretoria e Città del Capo in quattro giorni e tre notti, con soste per safari ed escursioni nelle riserve naturali. Le tariffe – secondo il sito ufficiale – partono da 1.200 euro a persona per la sistemazione base. Qui tutto procede con calma quasi irreale: dalle carrozze panoramiche si vedono giraffe e zebre attraversare le praterie mentre camerieri in divisa servono brunch “all’inglese” fin dalle nove del mattino.

Un pubblico sempre più vario

I dati della Federazione europea dei treni storici raccontano un boom: nei ultimi due anni i viaggiatori sono aumentati del 15%, soprattutto tra i turisti stranieri under 40. «Cercano un’esperienza diversa, una fuga dal digitale», osserva Peruzzi. Ma tra i passeggeri non mancano nemmeno appassionati di modellismo ferroviario o pensionati cresciuti con il mito delle locomotive a vapore. Gli operatori hanno adattato le offerte: cene gourmet nelle carrozze ristorante, musica jazz dal vivo, degustazioni di vini locali.

Un futuro tra restauro e sostenibilità

Nonostante il successo però tenere in piedi questi treni resta una sfida sia tecnica che economica: pezzi di ricambio difficili da trovare, norme di sicurezza sempre più rigide. «È una corsa contro il tempo», ammette Giorgio Rossi dell’Officina Grandi Riparazioni di Firenze. Diverse realtà – come Fondazione FS Italiane o il National Railway Museum britannico – collaborano per salvare questo patrimonio su rotaia. Sullo sfondo c’è anche la questione ambientale: locomotive a diesel o carbone sollevano dubbi sulle emissioni; così alcuni puntano a soluzioni ibride.

Intanto ogni fine settimana centinaia di passeggeri salgono su questi vecchi convogli per prendersi una pausa dalla frenesia quotidiana: «Il vero lusso oggi è avere tempo», ha confidato uno dei viaggiatori durante una sosta lungo la ferrovia della Val d’Orcia. Parole dette nel silenzio interrotto solo dal fischio dei freni a mano che raccontano bene lo spirito di questi viaggi nel passato.

Change privacy settings
×