Il Delano Miami Beach riapre: la leggenda dell’ospitalità torna in grande stile

Giulia Ruberti

7 Agosto 2026

Miami Beach, 7 agosto 2026 – Alle 10 di questa mattina ha riaperto il Delano Miami Beach, dopo quasi due anni di lavori che hanno riportato in vita un vero simbolo dell’ospitalità americana nel cuore pulsante di South Beach. L’hotel, noto per il suo design Art Deco e per essere stato un punto d’incontro per star e artisti, torna sotto la gestione del gruppo immobiliare OKO Group, deciso a far rivivere lo stile che lo ha reso celebre negli anni ’90.

Il ritorno del Delano: attesa e curiosità a South Beach

Dall’alba, centinaia di persone si sono radunate lungo la Collins Avenue. I lavori, partiti a settembre 2024, hanno visto al lavoro l’architetto Sergey Skuratov, che ha voluto conservare la classica facciata bianca e le linee essenziali disegnate nel 1947 da Robert Swartburg, pur rivisitando gli interni con un tocco più sobrio e moderno. L’atmosfera ariosa dei grandi saloni con vetrate rimane intatta, ma come ha spiegato uno dei manager: “Abbiamo voluto riportare il Delano agli anni d’oro senza perdere di vista i tempi di oggi”.

Non si tratta solo di nostalgia. Tra le novità c’è una spa in stile giapponese e una lounge esclusiva per i clienti business. Due ristoranti, affidati allo chef peruviano Pedro Salas e alla giovane italiana Viola Cattaneo, puntano a portare sapori internazionali senza dimenticare i residenti storici.

Delano tra arte, musica e grandi nomi

Al civico 1685 di Collins Ave, il Delano ha vissuto almeno tre epoche diverse. Nato nel dopoguerra come rifugio per viaggiatori e politici (pare che la suite 407 fosse quella preferita da John F. Kennedy durante le campagne elettorali in Florida), è diventato negli anni ’90 il cuore della movida grazie alla svolta del designer francese Philippe Starck, che trasformò gli interni con specchi, marmi e poltrone extra large. La piscina – già visibile dall’ingresso – divenne una passerella naturale per star come Madonna, Lenny Kravitz e giovani stilisti.

Negli ultimi anni il declino causato dalla crisi del turismo post-pandemia e dai costi alti aveva messo in dubbio il futuro dell’hotel. “Per noi abitanti era come un amico chiuso in casa”, ha detto stamattina Michael Torres, residente dal ’81 a South Beach. Nonostante le difficoltà economiche e un lungo contenzioso terminato solo nel 2025, i nuovi proprietari hanno voluto tenere vivo lo spirito originale.

Spazi che parlano di passato e futuro

Entrando nell’atrio si notano subito cambiamenti: via l’oro delle decorazioni, spazio al legno chiaro e ai mobili fatti su misura da botteghe europee. La piscina resta il cuore pulsante: acqua tiepida a 28 gradi, cabine bianche bordate d’azzurro e dettagli vintage – dalle vecchie radio ai cocktail serviti nei bicchieri bassi.

Sono tornate anche le serate jazz del mercoledì, una tradizione nata nel ’98 ora arricchita da band locali e dj internazionali a rotazione. Le camere sono scese a 120 (prima erano quasi 200), lasciando spazio a suite più grandi con balconi sull’Atlantico. “Volevamo più luce naturale e più tranquillità”, racconta l’architetto degli interni.

Un’offerta su misura per tutti

I prezzi delle camere partono da circa 420 dollari a notte in bassa stagione fino a sfiorare i 900 nei mesi più gettonati (febbraio-marzo). Ma non è solo questo: ci saranno ingressi giornalieri alla piscina (90 dollari), brunch domenicali e abbonamenti dedicati ai residenti. “Non vogliamo essere solo un luogo di lusso per turisti”, ha sottolineato la direttrice commerciale durante l’inaugurazione. L’hotel offrirà anche convenzioni con musei locali e spazi coworking.

Puntare su una clientela mista – residenti, lavoratori digitali, nomadi creativi – sembra una scommessa chiara. Solo il tempo dirà se il nuovo Delano riuscirà davvero a riconquistare un ruolo centrale in una città sempre più competitiva. Per ora la folla davanti all’ingresso è lì a ricordarci che quel fascino leggendario non si è affatto spento.

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