Roma, 20 gennaio 2026 – Time Out ha appena pubblicato una lista di mete europee e spiagge tropicali che sfuggono ai soliti circuiti del turismo di massa. La selezione, comparsa online nelle ultime ore, punta a chi vuole viaggiare lontano dal caos delle destinazioni più gettonate. Qui, la natura incontaminata e i ritmi lenti fanno da padroni, promettendo esperienze più genuine e tranquille. Come spiegano dal magazine londinese, si tratta di rispondere a chi cerca “qualcosa di autentico”, non le solite “cartoline viste e riviste”.
Le nuove destinazioni europee preferite da Time Out
In Europa, Time Out ha messo in evidenza luoghi ancora poco conosciuti, dove il problema dell’overtourism – quel sovraffollamento che soffocca tanti posti famosi – sembra lontano anni luce. Tra questi, spiccano i Paesi Baschi spagnoli, con località come Hondarribia. Questo borgo marinaro sull’Atlantico sorprende per le sue case colorate e la cucina tradizionale a base di pesce fresco. Più a nord-est, in Lituania, Nida e la penisola curlandese offrono un vero tuffo nel silenzio: “Spiagge di sabbia finissima, pinete e solo il vento a fare compagnia”, racconta una viaggiatrice inglese raggiunta dalla redazione. Scendendo verso sud, la regione dell’Epiro in Grecia regala paesaggi intatti tra le montagne di Zagoria e le acque limpide del fiume Voidomatis, con pochi posti dove dormire e un’atmosfera tutta da scoprire.
Anche l’Italia trova spazio nella lista. Nel Molise, la costa tra Termoli e Petacciato è il rifugio ideale per chi vuole “spazi aperti e prezzi ancora accessibili” – un lusso sempre più raro nel nostro paese, soprattutto d’estate. Qui la gente si conosce per nome, il pesce arriva fresco dal porto ogni giorno e i tramonti si gustano senza fretta. Un residente di Campomarino racconta: “Lavoriamo tutti in paese, i turisti li accogliamo uno alla volta. Non è Rimini, ma va bene così”.
Spiagge tropicali fuori dal radar e fascino selvaggio
Oltre Europa, la caccia al “paradiso sconosciuto” porta lontano dalle mete più inflazionate. Le isole San Blas a Panama sono una delle proposte: qui vive la comunità indigena Guna Yala che gestisce queste spiagge bianche senza resort o strutture invasive. “Le palme ci sono davvero – dice Maribel Yala, operatrice locale – ma qui si dorme in capanne e ci si alza all’alba”. Nell’Oceano Indiano emerge Rodrigues, vicino alle Mauritius: sabbia dorata, mercatini artigianali e poco meno di 40mila abitanti che vivono soprattutto di pesca.
Tra le segnalazioni più insolite c’è anche Vanuatu nell’Oceania meno frequentata. È un piccolo arcipelago vulcanico dove “non ci sono semafori né grandi catene”, spiega il magazine. I visitatori passeggiano fra palme e colate di lava solidificata; il ritmo lo detta il mare. Secondo l’agenzia locale Discover Vanuatu gli arrivi sono cresciuti del 10% negli ultimi due anni ma restano contenuti: circa 30mila persone all’anno, soprattutto australiani.
Lontani dalla folla: cosa vogliono davvero i nuovi viaggiatori
I dati raccolti da Time Out confermano un trend chiaro: cresce la voglia di vacanze in posti tranquilli, lontani dalle folle tipiche dei centri più famosi. Complice anche l’aumento dei prezzi in queste zone e una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale. Molti intervistati spiegano bene cosa cercano: “Niente code ai musei o spiagge prese d’assalto”, racconta Tania Bellini, turista milanese incontrata durante un viaggio in Albania. È un bisogno condiviso soprattutto da chi ha tra i 30 e i 50 anni: prediligono calma e autenticità piuttosto che servizi standard.
Ci sono però anche difficoltà: raggiungere certe mete può essere complicato o costoso. I voli scarseggiano; a volte mancano bancomat o una buona rete telefonica. Ma per molti vale la pena affrontare questi piccoli ostacoli. Una giovane coppia francese nei villaggi greci confessa: “Abbiamo lasciato Mykonos per trovare questa pace qui. Sembra quasi che il tempo si sia fermato”.
Turismo sostenibile: la strada del futuro
Secondo gli esperti citati da Time Out, il turismo cambierà molto nei prossimi anni: meno fughe veloci, più attenzione alle comunità locali e all’ambiente che ci circonda. Il rischio però è reale: alcune di queste mete potrebbero diventare troppo popolari presto e perdere ciò che le rende speciali. Per ora però rimangono rifugi preziosi per chi cerca natura vera e silenzi autentici.
La lista completa è disponibile sul sito di Time Out. Gli esperti suggeriscono di scegliere con cura – magari iniziando proprio da questi luoghi ancora lontani dalle rotte battute dai milioni di turisti ogni anno.