Nairobi, 2 gennaio 2026 – Dal Masai Mara alle spiagge di Diani, passando per le fresche alture del Monte Kenya, il Kenya continua a essere una delle mete preferite dai turisti italiani e internazionali, anche in questo nuovo anno. Negli ultimi dodici mesi, dicono i dati del Kenya Tourism Board, più di 1,6 milioni di visitatori hanno scelto questo angolo d’Africa per una vacanza all’insegna di natura, cultura e relax. Un trend in crescita costante, soprattutto dopo che il Paese ha ritrovato un po’ di tranquillità post-pandemia, sottolineano dal Ministero del Turismo keniota. Ma cosa spinge davvero i viaggiatori a venire qui? Non sono solo i safari: le esperienze offerte sono molteplici e sorprendenti.
Vivere la natura keniota a 360 gradi
Appena atterrati all’aeroporto Jomo Kenyatta di Nairobi, il caos cittadino sembra lontano. In poche ore si arriva ai grandi spazi aperti. La tappa più famosa è senza dubbio il Masai Mara National Reserve. Da luglio a ottobre va in scena la celebre Grande Migrazione degli gnu: l’altopiano si riempie di turisti con binocoli e macchine fotografiche pronti a immortalare lo spettacolo. “Ci siamo alzati all’alba con l’aria fresca e pulita. All’improvviso sono cominciati ad arrivare centinaia di animali correndo davanti a noi”, racconta Francesca, tornata da pochi giorni a Milano.
Le agenzie locali più gettonate – come Basecamp Explorer e Saruni – propongono safari in jeep o addirittura a piedi, sempre accompagnati da ranger masai esperti. La sicurezza è una priorità assoluta: “Abbiamo aumentato i controlli nei parchi e nelle aree intorno”, ha spiegato all’alanews.it l’ufficio stampa della Kenya Wildlife Service.
Diani e Malindi: l’altra faccia del Kenya
Non tutti scelgono la savana. Lungo la costa sull’Oceano Indiano c’è chi punta al relax sulle spiagge di Diani, a circa 35 chilometri da Mombasa. Sabbia bianca, palme e resort che si alternano ai villaggi dei pescatori. A dicembre le temperature spesso superano i 30 gradi: “Qui fa caldo anche la sera”, racconta Ali, barman al Forty Thieves Beach Bar.
Non sono da meno le spiagge di Watamu e Malindi, molto amate anche dai turisti italiani. Ristoranti come La Rosada e Osteria portano sapori nostrani con vista mare. L’Ente del Turismo locale conferma che nel 2025 gli italiani sono stati oltre 60mila, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente.
Montagna, trekking e riserve meno conosciute
Il Kenya non è solo coste e savane: chi ama camminare si lascia attirare dal profilo imponente del Monte Kenya, seconda cima più alta dell’Africa con i suoi 5.199 metri. Nei villaggi alla base dell’altura l’aria è frizzante soprattutto tra giugno e settembre. James Kimani, guida locale, racconta che molti optano per il sentiero di Naro Moru: tre giorni fino al Lenana Point che richiedono buona forma fisica ma regalano panorami mozzafiato.
Ci sono poi riserve meno note agli stranieri ma amate dai residenti di Nairobi per scappate fuori porta nel weekend: quelle attorno al lago Naivasha o le colline verdi di Kericho dove crescono le piantagioni di tè.
Consigli utili e qualche curiosità
Viaggiare in Kenya è diventato più semplice negli ultimi anni: dal 2024 non serve più il visto per i cittadini Ue che restano fino a trenta giorni, conferma l’ambasciata italiana a Nairobi. Resta comunque consigliata la profilassi antimalarica, soprattutto per chi si sposta verso ovest o lungo i grandi laghi.
I prezzi? Un safari di tre notti nel Masai Mara parte da circa 450 euro a persona in bassa stagione; una notte in un resort medio a Diani costa dai 60 euro in su. Nei ristoranti locali – chiamati “nyama choma” – un piatto di carne alla brace si trova intorno ai 5 euro.
E parlando di cibo: il Nyama Choma (carne grigliata) è uno dei piatti preferiti dai turisti insieme a samosa speziate e birre locali come Tusker. “I clienti europei cercano sapori autentici ma vogliono anche stare tranquilli sulla qualità”, dice Peter Mwangi, chef a Nairobi.
Kenya: un viaggio tra paesaggi e culture
Oggi il Kenya si racconta come un mosaico dove convivono lodge moderni per stranieri e mercati tradizionali pieni di cesti fatti a mano, stoffe kikoi e spezie profumate. Negli ultimi mesi è cresciuta anche l’offerta legata al turismo responsabile: visite ai villaggi masai o progetti nelle scuole rurali sono sempre più richiesti.
Non è tutto rose e fiori – alcune zone restano sconsigliate dalle autorità per motivi di sicurezza – ma la voglia di scoprire qui è forte.
Chi parte ora trova un Paese pronto ad accogliere fra savane dorate e onde turchesi. Come recita un proverbio swahili sentito spesso nei lodge del Masai Mara: “Haraka haraka haina baraka” – la fretta non porta fortuna. Qui più che mai conviene andare piano e godersi ogni momento.