Málaga, 7 gennaio 2026 – Nel cuore dell’Andalusia, a due passi dal Mediterraneo, Málaga si sta affermando come una meta per soggiorni più lunghi. Fino a pochi anni fa era solo un punto di passaggio per chi visitava Granada, Siviglia o Cordoba. Oggi, invece, sempre più persone scelgono di fermarsi qui. Molti viaggiatori decidono di trattenersi, alcuni addirittura ritornano. Non sono più solo i turisti di passaggio: coppie, gruppi di amici e famiglie con bambini piccoli trovano motivi validi per restare giorni o addirittura settimane in questa città che sembra aver ritrovato nuova vita.
Málaga: una città che vive tra musei e arte
Málaga è la città dei musei, lo si sente ripetere spesso, dagli aeroporti alle chiacchiere dei residenti. Il Museo Picasso, a pochi minuti da Plaza de la Merced – il quartiere dove nacque Pablo nel 1881 – attira appassionati d’arte da tutto il mondo. “Non pensavo che qui ci fosse un movimento artistico così vibrante,” racconta Elisa, 34 anni, di Milano, mentre osserva una tela meno nota del maestro. Oltre al Picasso, la città ospita almeno una ventina di musei: il Museo Carmen Thyssen, il Centre Pompidou Málaga con il suo celebre cubo colorato, la Collezione del Museo Ruso. E poi c’è il Museo de Málaga, spesso suggerito dai locali per capire meglio la storia del posto.
L’atmosfera è rilassata senza essere noiosa; perfetta anche per chi arriva per lavoro o studio. Università attive, festival letterari e musicali, piccoli teatri e jazz club arricchiscono la scena culturale oltre le grandi istituzioni. E non mancano i mercatini all’aperto: ogni sabato mattina in Calle Alcazabilla bancarelle cariche di ceramiche artigianali e tapas pronte da assaggiare.
Spiagge in città e vie piene di vita
A pochi passi dai musei si apre il lungomare La Malagueta, dove il 6 gennaio – giornata limpida quest’anno – famiglie e gruppetti di giovani si sono ritrovati per la prima passeggiata del 2026. “Qui l’inverno sembra solo una pausa,” sorride Antonio, pescatore nato nel quartiere El Palo. La sabbia accoglie sportivi già all’alba; i chiringuitos con sedie di plastica e tovaglie colorate servono pesce alla brace.
Nel centro storico invece si perde lo sguardo tra viuzze lastricate: Calle Larios con le sue boutique e caffè eleganti; Plaza de la Constitución con fontane che attirano i bambini curiosi. Solo allora si capisce quanto tutto sia a portata di mano: la cattedrale rinascimentale con la sua torre sola (l’altra mai completata per mancanza di fondi), l’Alcazaba che domina la città vecchia, i ristoranti di pesce dove – tra boquerones fritti e un bicchiere di vino bianco locale – ci si sente quasi a casa.
Gusto che conquista ogni palato
Un salto al mercato centrale Atarazanas è d’obbligo durante un soggiorno a Málaga, soprattutto nelle prime ore della mattina. Tra banchi in marmo si mischiano profumi di olive nere, prosciutti appesi e agrumi freschi delle campagne vicine. Prezzi alla portata: una tapa costa dai due ai tre euro; un piatto completo quasi mai più di dieci euro. “Qui la qualità non manca mai,” conferma Carlos Díaz, cuoco ventisettenne cresciuto tra Malaga e Jaén. La sera molti preferiscono i locali del Soho – quartiere in crescita famoso anche per i murales firmati Obey e D*Face – oppure godersi la terrazza panoramica del Parador de Gibralfaro.
Più giorni per scoprire davvero Málaga
Le nuove linee ferroviarie ad alta velocità che collegano Madrid (2 ore e 40 minuti) e Siviglia stanno spingendo molti a scegliere Málaga come base per esplorare il sud della Spagna. All’aeroporto – dicono gli addetti ai desk – aumentano le richieste su trasporti locali e sistemazioni per periodi più lunghi. I numeri lo confermano: nel 2025 le presenze oltre i cinque giorni sono cresciute del 15% rispetto all’anno precedente secondo l’ente turismo locale. Una tendenza che ha cambiato anche l’offerta: nuovi boutique hotel nel centro storico, case vacanza rinnovate nei quartieri meno turistici come Pedregalejo o Huelin e spazi coworking con vista mare.
Alla fine della giornata, poco prima delle otto di sera, il sole cala dietro le mura del Castello di Gibralfaro. I bar si riempiono di voci diverse: inglese, tedesco ma anche accenti italiani e portoghesi. Málaga resta la porta d’ingresso all’Andalusia, ma oggi è anche una città dove vale la pena fermarsi. Senza fretta. Anche solo per un giorno in più.