Atene, 25 gennaio 2026 – Chi arriva in Grecia non resterà deluso: il Paese continua a offrire quella miscela unica di isole da sogno, siti archeologici, taverne con vista sul mare e, soprattutto, un’accoglienza che non si dimentica. È una scena che si ripete ogni mattina: alle 8 il porto di Pireo si riempie di turisti. C’è chi stringe tra le mani una copia stropicciata dell’Odissea, altri che guardano con ansia il tabellone delle partenze per Mikonos e Santorini. Ma è solo con il sorgere del sole che si capisce davvero perché milioni di persone continuano a tornare qui.
Dalle isole all’entroterra: ogni angolo racconta qualcosa
Sulle Cicladi, il bianco delle case sembra quasi abbagliare, contrastando con l’azzurro intenso del mare. Eppure, dicono i gestori degli alloggi a Naxos e Paros, il turismo non è solo bellezza da cartolina. «Gli italiani cercano soprattutto silenzio, pane fresco e tempi lenti», confessa Stavros Papadopoulos, che gestisce una piccola pensione familiare a Parikia. Chi torna più volte lo sa bene: «La prima volta ti incantano le spiagge – racconta Paola, insegnante in vacanza – ma poi capisci che qui la gente ti tratta come un vecchio amico».
Non c’è solo il mare. Nell’entroterra greco si apre una rete di sentieri tra monasteri, uliveti e borghi poco battuti dal turismo di massa. E se Meteora si anima nei weekend, nelle taverne dei villaggi dell’Epiro si respira ancora la Grecia dei racconti: sedie scricchiolanti, bicchieri opachi e l’odore del pane cotto nel forno a legna.
Storia viva dietro ogni angolo
Dall’Acropoli di Atene ai templi dorici della Magna Grecia, la storia è sempre lì, spesso più vicina di quanto si immagini. All’imbrunire gruppi di studenti salgono verso l’Eretteo. Nikos Papas, guida del posto, indica con passione i dettagli scolpiti nella pietra: «Non si smette mai di scoprire – racconta – ogni visita regala qualcosa di nuovo». La sensazione è che qui la storia non sia mai andata via davvero. E non servono ingressi costosi: in molti centri minori come Corinto o Delphi basta un pomeriggio per trovarsi circondati da colonne antiche e storie millenarie.
Sapori autentici a prezzi onesti
Mangiare fuori in Grecia è un rito quotidiano. I costi? Nei quartieri popolari di Salonicco o nelle zone meno note di Creta un piatto abbondante di moussaka o una porzione di pesce fresco costa tra gli 8 e i 12 euro. A Santorini si spende qualcosa in più (una cena può arrivare anche a 30 euro), ma il fascino delle taverne resta intatto: tovaglie a quadri, caraffe di vino bianco della casa e conversazioni che partono per caso e finiscono con un brindisi.
L’ospitalità va oltre gli hotel. Spiega Maria Kallergi, cuoca sull’isola di Kos: «Se vieni d’inverno ti offrono un raki per scaldarti anche senza prenotazione». Un dettaglio che molti italiani raccontano al ritorno: il calore degli incontri spontanei, la consuetudine a sedersi al tavolo con chi non conosci.
Nuove rotte per un turismo diverso
Negli ultimi anni la Grecia ha puntato su percorsi alternativi: dal cicloturismo nel Peloponneso ai tour enogastronomici nell’isola di Lesbo. Progetti pubblici hanno dato nuova vita ad aree meno conosciute come Zagori o le piccole isole dell’Egeo settentrionale. Secondo il ministero del Turismo greco, nel 2025 oltre 5 milioni di visitatori hanno scelto queste mete “secondarie”, aiutando così a togliere pressione dalle destinazioni più famose.
La vera sfida resta la tutela dell’ambiente. «Il futuro passa dalla responsabilità», spiega al telefono Kostas Vrettos, direttore dell’ente turistico nazionale. «Abbiamo investito in mobilità elettrica sulle isole e offerto incentivi a chi sceglie strutture ecosostenibili».
Viaggiare in Grecia senza spendere troppo
La Grecia resta accessibile: voli diretti da Roma e Milano (con tariffe medie sotto i 90 euro nei periodi meno affollati), traghetti frequenti tra le isole principali e una vasta scelta tra campeggi e boutique hotel. Gli operatori sottolineano che qualità e prezzo continuano a fare la differenza.
In fondo, tra cultura millenaria, acque cristalline e un calore umano mai forzato, chi visita la Grecia finisce spesso per sentirsi parte di una storia collettiva. Ed è forse questo il vero motivo per cui tanti italiani – ma anche francesi e tedeschi – tornano sempre qui: perché ogni viaggio lascia dentro qualcosa che dura nel tempo.