Le 8 isole più belle d’Italia: dove soggiornare, mangiare e cosa visitare

Luca Mangano

28 Marzo 2026

Napoli, 28 marzo 2026 – Dove dormire, cosa mangiare e cosa vedere sulle isole più belle d’Italia: è una domanda che ogni anno si fanno migliaia di viaggiatori, italiani e non. Dal fascino senza tempo di Capri alle atmosfere tranquille di Procida, passando per i colori accesi di Pantelleria e l’energia di Ischia, le isole italiane restano una delle mete preferite per chi vuole staccare la spina dalla città e immergersi nella natura e nelle tradizioni locali.

Capri, tra scorci celebri e sapori antichi

Capri è forse l’isola più fotografata del Golfo di Napoli. La mattina presto – quando ancora non è invasa dai turisti – la Piazzetta si sveglia lentamente tra i rumori dei bar che aprono e il chiacchiericcio dei residenti. Qui l’accoglienza cambia volto: dal lusso discreto del Quisisana (via Camerelle, camere doppie da 500 euro in primavera) alle soluzioni più semplici vicino a Marina Grande. “Da noi si punta sulla semplicità,” racconta Paola, che gestisce una piccola guesthouse vicino ai Giardini di Augusto.

In cucina si ritrovano sapori autentici: la torta caprese al cioccolato e mandorle, i ravioli capresi con caciotta locale e maggiorana. Un piatto che “ti porta subito al mare”, spiega Antonio Russo, chef del ristorante Da Gelsomina ad Anacapri (via Migliera, piatti dai 22 euro). E poi ci sono i sentieri da non perdere: come quello che arriva fino all’Arco Naturale, immerso tra ginestre e profumi di salsedine.

Ischia, terme e spiagge tra le più amate

Per chi cerca relax e benessere, Ischia è molto più delle sue acque termali. Strutture storiche come il Regina Isabella a Lacco Ameno rimangono un punto di riferimento (camere doppie da 390 euro), ma cresce anche l’offerta dei piccoli B&B tra Forio e Sant’Angelo. Ogni anno a maggio sull’isola si celebra la “Festa di San Vito” con processioni e mercatini lungo via Roma.

A tavola, l’isola risponde con piatti forti: il famoso coniglio all’ischitana, cucinato nelle terracotte locali e servito con patate novelle e pomodorini. “La carne va lasciata cuocere piano piano, altrimenti perde il profumo delle erbe,” confida Tiziana Iacono, chef dell’Osteria del Corso. E poi c’è il pesce fresco pescato a Casamicciola, che ogni mattina viene venduto sul porto appena attraccano le barche.

Procida, la quiete tra case colorate

Meno mondana delle sorelle maggiori, Procida vive a ritmo lento. “Qui sembra che tutto si fermi,” dice Luigi Romano, pescatore al porto della Corricella. Per dormire non mancano camere con vista mare (B&B Terra Murata da 110 euro a notte) o vecchie case di pescatori trasformate per gli ospiti.

La cucina? Si spazia dalle linguine ai ricci nei ristoranti sul porto all’insalata di limoni procidani condita solo con olio extravergine e menta fresca. Camminando nel pomeriggio tra le viuzze della Chiaiolella capita spesso di incontrare artisti al lavoro o bambini che giocano a pallone vicino al Palazzo d’Avalos.

Pantelleria, tra vulcani e vigneti

Più a sud nel Mediterraneo, Pantelleria offre paesaggi intensi e scuri. Gli alloggi tipici sono i dammusi – case in pietra lavica pensate per riparare dal vento africano (prezzi medi: 120–180 euro a notte in bassa stagione). Il tramonto sul Lago di Venere resta uno dei momenti più belli dell’isola: “D’inverno siamo pochi qui,” racconta Valeria Renda del B&B Cala Levante, “ma ad aprile tutto cambia.”

In tavola arrivano profumi decisi: i cuscus preparati con pesce fresco e verdure dell’orto oppure il famoso cappero di Pantelleria IGP presente in quasi ogni piatto. I vigneti coltivati ad alberello – quelli da cui nasce il passito – resistono ancora con fatica ma sono un orgoglio locale. Chi visita l’isola non può perdere una passeggiata naturale allo Specchio di Venere o una sosta alle saune naturali della Grotta Benikulà.

Le altre perle: Elba, Egadi e Tremiti

Ognuna ha la sua personalità forte. L’Elba conquista con spiagge dorate e borghi come Marciana Marina; sulle Egadi, Favignana attira chi ama il mare cristallino e le tonnare storiche; alle Tremiti, la riserva marina intorno a San Domino è meta ambita per subacquei da tutta Europa.

In tutte queste isole c’è un filo comune: natura potente, sapori veri e un’accoglienza autentica. Lo confermano i viaggiatori al ritorno – mostrando foto rubate all’alba o raccontando pranzi improvvisati sui porticcioli. Ed è proprio questa varietà che fa la vera forza delle isole italiane: un mosaico di voci diverse sospeso tra mare, storia e convivialità quotidiana.

Change privacy settings
×