Le migliori escursioni vicino a New York City: scopri i sentieri imperdibili fuori dalla città

Luca Mangano

12 Gennaio 2026

New York, 12 gennaio 2026 – New York City è famosa per i suoi grattacieli, il traffico che non si ferma mai e l’odore di pretzel agli angoli delle strade. Ma chi l’avrebbe detto che qui, tra Central Park, il Bronx e gli angoli meno frequentati di Staten Island, la natura selvaggia continua a respirare? Anche in posti impensabili – a pochi passi dalla Fifth Avenue o vicino ai moli di Brooklyn – si aggirano animali che fino a qualche decennio fa sembravano lontani anni luce dalla metropoli.

La natura in città: dati e presenze insospettabili

Quello che colpisce di più negli ultimi anni è l’aumento degli avvistamenti. Il Department of Environmental Conservation dello Stato di New York conta almeno una ventina di specie di mammiferi stabili nei cinque distretti della città. Tra tutte, spiccano i cervi dalla coda bianca, che soprattutto su Staten Island sono tornati a farla da padrone: nel 2025 ne sono stati contati circa 2.500. Gli esperti spiegano che molto dipende anche dalla presenza fitta di parchi urbani e aree verdi, sempre più vaste.

Non ci sono solo cervi. In primavera e autunno, vicino al ponte di Verrazzano o nelle zone umide del Jamaica Bay Wildlife Refuge, si possono vedere uccelli migratori come aironi, falchi pescatori e gufi. “Durante la pandemia – racconta Jessica Wong, guida ambientale a Brooklyn – abbiamo notato un aumento delle specie visibili, probabilmente per meno traffico e rumori. Persino i procioni hanno perso un po’ di timidezza”.

L’equilibrio fragile tra uomo e fauna

Ma questa convivenza non è senza problemi. C’è chi in città apprezza la biodiversità urbana; altri invece si lamentano per i danni ai giardini o per il rischio incidenti stradali, specialmente in zone come Richmond Avenue o vicino al Greenbelt. Il sindaco Eric Adams, durante una recente conferenza a Gracie Mansion, ha spiegato che il Comune sta seguendo da vicino l’evoluzione della fauna per trovare un equilibrio tra “le esigenze della comunità e la tutela dell’ambiente”.

Nel 2024, il Dipartimento dei Parchi di New York ha lanciato nuovi programmi per controllare la popolazione dei cervi con sterilizzazioni mirate, così da ridurre gli incidenti: solo su Hylan Boulevard l’anno scorso sono stati segnalati più di 40 scontri con animali. Nel frattempo, le scuole iniziano a portare i bambini fuori dalle aule, direttamente nei boschi cittadini. “I bambini restano incantati quando vedono uno scoiattolo rosso o ascoltano il verso vero di un gufo”, dice Lizandro Perez, insegnante alla PS 45.

Un polmone verde nascosto tra cemento e asfalto

Oltre ai grandi parchi famosi – su tutti Central Park – ci sono aree meno note ma ricche di vita. Il Pelham Bay Park nel Bronx ospita zone umide, foreste decidue e persino una piccola colonia di volpi rosse. Nel cuore del Queens c’è invece il Forest Park, che in autunno diventa una distesa dorata frequentata da picchi, scoiattoli grigi e tartarughe.

“Ogni mattina faccio due passi lungo il sentiero del Kissena Park”, racconta Malcolm Lee, pensionato del quartiere Flushing. “Solo ieri ho visto una famiglia di anatre con i piccoli correre tra le canne”. Immagini così stridono con quella vecchia idea della metropoli lontana dalle stagioni.

Le ragioni di un ritorno: ambiente e cambiamenti sociali

Dietro questa convivenza c’è un mix di fattori: più spazi verdi, progetti per migliorare l’ambiente urbano e – dicono alcuni biologi – persino i cambiamenti climatici. “Alcune specie trovano qui condizioni migliori rispetto alle campagne intorno”, spiega Richard Hernandez della Columbia University. Meno pesticidi nei parchi pubblici aiutano insetti e uccelli; gli inverni più miti rendono la città meno ostile anche agli animali più schivi.

Non mancano però le difficoltà. I rischi legati alle zoonosi e alla convivenza uomo-fauna restano argomenti caldi nel dibattito pubblico. Per ora però New York sembra diventata quasi senza accorgersene un laboratorio naturale a cielo aperto.

Un’altra faccia della metropoli

All’alba o al tramonto, quando la luce dorata si riflette sulle vetrate della One Vanderbilt, la natura prova a riprendersi spazi che credevamo perduti. A pochi passi da Times Square o lungo i sentieri nascosti del Van Cortlandt Park, la città mostra il suo volto più inatteso: quello degli animali selvatici che convivono con milioni di persone. Chi guarda bene può scoprire che tra cemento e asfalto si nascondono storie silenziose di sopravvivenza – piccole e grandi – che raccontano un’altra faccia di New York.

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