Lucca, 2 febbraio 2026 – Le Mura di Lucca, che si snodano per oltre quattro chilometri nel cuore della città, restano il simbolo più riconoscibile del centro toscano, ieri come oggi. Da secoli sono non solo un esempio di architettura militare rinascimentale, ma anche un punto d’incontro per cittadini, turisti e studiosi. In queste settimane, tra passeggiate e iniziative culturali, è tornato al centro il tema della tutela e della valorizzazione di questo monumento.
Mura di Lucca: storia e identità tra passato e presente
Camminare sulle Mura di Lucca – una cinta imponente, larga fino a trenta metri in alcuni tratti – è una pratica quotidiana per molti lucchesi. Il giro completo si fa in poco più di un’ora a piedi, ma ogni giorno il percorso cambia: si spezza, si rallenta o si vive seguendo i ritmi della città. Costruite fra il 1504 e il 1645 dagli ingegneri militari della Repubblica di Lucca, le Mura erano nate come difesa. Oggi invece sono uno spazio verde aperto dove si incontrano studenti, famiglie, sportivi e turisti.
«Ci veniamo sempre dopo scuola», racconta Lorenzo, quindici anni, seduto su una panchina vicino a Porta Elisa. Un’abitudine comune a tanti suoi coetanei. Negli ultimi anni il Comune ha aumentato le attività didattiche lungo le mura: laboratori di storia e lezioni all’aperto che coinvolgono le scuole del territorio.
Un monumento riconosciuto in tutto il mondo
Non è raro vedere gruppi di turisti con la mappa in mano e lo zaino in spalla intenti a fotografare i bastioni o le antiche porte della città. Le Mura di Lucca sono infatti considerate a livello internazionale uno degli esempi meglio conservati di fortificazioni rinascimentali in Europa. Nel 2011 sono state inserite nella “Tentative List” dell’UNESCO come potenziale patrimonio mondiale. La candidatura è portata avanti dal Comune insieme alla Regione Toscana. «Le Mura non hanno solo un valore estetico: raccontano secoli di autonomia politica, resistenza e apertura culturale», spiega Ilaria Vietina, assessore comunale alla cultura.
Negli ultimi mesi si è riacceso il dibattito sulla manutenzione ordinaria e straordinaria del complesso monumentale. I lavori – su parapetti, fossati e muretti laterali – sono finanziati con fondi regionali ed europei. «È un impegno costante», dice l’architetto Marco Gattai dell’ufficio tecnico comunale, che segue da vicino i cantieri aperti tra settembre e dicembre.
Vivere le Mura: sport, eventi e nuove sfide
Oltre al valore storico e artistico, le Mura di Lucca sono oggi un vero polmone verde e uno spazio vitale per la città. Qui si organizzano eventi come la “Lucca Marathon”, fiere estive e mercatini di Natale. Al mattino presto si incontrano runner e gruppi di yoga; nel tardo pomeriggio chi porta a spasso il cane o cerca un momento di pausa dopo il lavoro. «Mi sento sicura qui, anche nelle sere d’inverno», confida Silvia Giannini, insegnante elementare.
Negli ultimi anni sono aumentate le iniziative per rendere più accessibili le Mura anche alle persone con disabilità: rampe nuove, segnaletica aggiornata e percorsi sensoriali facilitano l’esperienza a chi ha difficoltà motorie o visive. Però non mancano le difficoltà: la manutenzione continua richiede risorse importanti e una stretta collaborazione tra enti pubblici e privati.
Tutela e valorizzazione: uno sguardo al futuro
Il futuro delle Mura di Lucca dipende dalla capacità della città di trovare un equilibrio tra la protezione storica e le esigenze moderne. Progetti pilota – come la digitalizzazione delle informazioni storiche con QR code posizionati sui baluardi – puntano a coinvolgere soprattutto i più giovani, mettendo insieme tecnologia e tradizione. Intanto il flusso turistico resta alto: secondo l’ufficio turistico locale, nel 2025 la città ha superato quota 600 mila presenze.
«Ci vogliono investimenti continui», ha ammesso il sindaco Mario Pardini durante l’ultimo consiglio comunale. Solo così si potrà fare in modo che le Mura di Lucca rimangano un luogo vivo e accessibile a tutti. Per chi passa ogni giorno lungo quei camminamenti – magari distrattamente – fanno parte del paesaggio quotidiano; per chi arriva da lontano sono invece la porta d’ingresso a una storia che ancora parla al presente. Ed è proprio qui, tra pietre antiche e voci di ogni giorno, che la città trova la sua vera misura.