Moldova meta da record per turismo enogastronomico: scopri l’itinerario slow di 1.500 km tra cantine e sapori autentici

Simona Carlini

18 Febbraio 2026

Chişinău, 18 febbraio 2026 – La Moldova sta iniziando a farsi notare come una delle mete emergenti per il turismo enogastronomico in Europa. Da qualche mese, grazie a un progetto dell’ente nazionale del turismo, il paese offre un itinerario di oltre 1.500 chilometri che tocca cantine storiche, piccoli villaggi rurali e paesaggi ancora autentici. L’obiettivo è chiaro: attrarre viaggiatori in cerca di esperienze lente, fuori dai soliti percorsi turistici.

Strade del vino e villaggi fuori dal tempo

Pochi lo sanno, ma la Moldova può vantare una delle tradizioni vitivinicole più antiche d’Europa: secondo gli archeologi qui la vite cresceva già tremila anni fa. Il percorso — la cosiddetta “Strada del Vino” — passa per le regioni di Codru, Ştefan Vodă e Valul lui Traian. I nomi delle cantine storiche stuzzicano la curiosità: Cricova, Milestii Mici, Purcari. Cricova, a una ventina di minuti da Chişinău, conserva oltre un milione di bottiglie in una vera e propria “città sotterranea” scavata nel tufo; Milestii Mici ospita la più grande collezione di vini al mondo, secondo il Guinness World Records.

Ma non si tratta solo di assaggi. Lungo la strada decine di villaggi sembrano fermi nel tempo: vecchie case in legno blu, forni a legna ancora accesi, donne che intrecciano tappeti. “Vogliamo mostrare come vive davvero la nostra gente e le sue tradizioni”, racconta Ana Turcanu, referente dell’associazione Moldova Rural Experience.

Sapori autentici e accoglienza locale

Il vero cuore di questo turismo lento è però nella cucina. Piatti semplici della tradizione contadina — niente fronzoli, solo ricette tramandate da generazioni: la placinta (torta salata ripiena di formaggio o mele), zuppe come la zeama di pollo e i famosi sarmale (involtini di foglia di vite o cavolo). Nei mercati settimanali di Căuşeni o Orhei si trovano piccoli produttori con miele d’acacia, formaggi freschi e conserve fatte a mano.

“La nostra forza è l’ospitalità — qui le porte sono sempre aperte”, spiega Maria Ceban, ristoratrice a Cricova. I numeri le danno ragione: negli ultimi sei mesi gli arrivi stranieri sono aumentati del 19% rispetto allo stesso periodo del 2024, dicono i dati dell’agenzia turistica nazionale.

Un turismo sostenibile e lento

Non si tratta solo di degustare vini o assaggiare piatti tipici. L’idea alla base dell’itinerario è promuovere un modello sostenibile: piccoli gruppi, spostamenti in bici o minivan, pernottamenti in guesthouse gestite dalle famiglie del posto. Il costo? Circa 60 euro a notte per camera doppia, colazione inclusa. Le attività vanno dalla vendemmia (settembre-ottobre) ai laboratori di cucina tradizionale. “Abbiamo voluto evitare gli hotel anonimi”, confida Ion Moraru, direttore del progetto. E intanto la richiesta cresce: il sito ufficiale della Strada del Vino segnala il tutto esaurito in diversi weekend primaverili.

Esperienze tra arte, natura e riti antichi

Il percorso riserva anche altre sorprese. In alcune tappe si possono visitare monasteri ortodossi — come quello rupestre di Orheiul Vechi, arroccato sul fiume Răut — o partecipare alle feste paesane dedicate al raccolto e alla vendemmia con musiche tradizionali. A sud, verso Găgăuzia e Cahul, i paesaggi cambiano: i vigneti lasciano spazio a steppe e boschetti. Qui cambia anche la lingua e la cucina; si incontrano minoranze gagauze e bulgare con usanze proprie.

Chi cerca natura può scegliere parchi come Codrii Riserva Naturale o sentieri lungo il Dniester per passeggiate a cavallo. A ogni sosta — quasi come un rito — non manca mai un bicchiere di vino rosso locale accompagnato da racconti di storia e memoria familiare.

Perché scegliere la Moldova

Non è solo questione di prezzo o autenticità. Chi ha già percorso l’itinerario — soprattutto viaggiatori tra i 35 e i 55 anni provenienti da Germania, Italia o Polonia — racconta di aver trovato un’atmosfera rilassata che fa sentire come “tornati indietro nel tempo”. Lorenzo Grassi, insegnante milanese in visita a Purcari confessa: “Si respira una calma diversa rispetto ai nostri ritmi”. Per molti è stata una scoperta: una destinazione europea ancora poco conosciuta.

Così la Moldova prova a ritagliarsi uno spazio nuovo nella mappa dei viaggi per chi cerca esperienze genuine. L’enogastronomia slow diventa uno strumento per far rivivere piccoli borghi che rischiavano lo spopolamento. Un viaggio semplice ma sincero tra vigneti antichi e tavole imbandite senza pretese ma con tanta storia da raccontare.

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