Monaco: i quartieri più fotogenici da scoprire nella perla della Costa Azzurra

Silvana Lopez

3 Agosto 2026

Monaco, 3 agosto 2026 – Stamattina, sotto un sole che alle nove già scaldava le terrazze di Boulevard Albert 1er, Monaco, il cuore pulsante della Costa Azzurra, ha accolto un nuovo flusso di turisti. Non sono arrivati solo per il lusso sfrenato e i superyacht, ma anche per scoprire i suoi angoli pittoreschi e una storia meno evidente, incastonata tra le strette vie del Rocher. Questa città-stato, famosa da decenni per il suo stile di vita esclusivo e la presenza discreta del Principe Alberto II, continua a essere un punto di riferimento internazionale. Non solo per chi cerca glamour e gioco d’azzardo, ma anche per chi vuole lasciarsi sorprendere dai dettagli nascosti tra vicoli e giardini pensili.

Tra lusso e tradizione: la doppia anima di Monaco

Quando si pensa a “Monaco”, l’immagine che viene subito in mente è quella delle supercar davanti al Casinò di Monte-Carlo, degli abiti eleganti nei foyer dell’Opera Garnier, o delle file di taxi in Place du Casino. Eppure, basta salire verso la città vecchia, su quella rupe che domina il porto da più di ottocento anni, per trovarsi in un labirinto di vicoli silenziosi. Tra le case dai colori pastello di Rue Basse e i profumi del mercato mattutino, si respira ancora un’aria quasi da piccolo borgo. «Molti vengono qui pensando solo al lusso, ma poi si innamorano dei dettagli», racconta Christophe Girard, guida locale da vent’anni. Girard indica una piccola piazza davanti al Palazzo dei Principi: pochi metri quadrati con aiuole ben curate e il cambio della guardia alle 11:55 in punto.

Turismo in crescita: numeri e prospettive

I dati pubblicati ieri dal Dipartimento del Turismo e dei Congressi monegasco parlano chiaro: nel primo semestre del 2026 il Principato ha segnato quasi un milione di pernottamenti, con una crescita del 7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A spingere questo aumento sono soprattutto i visitatori dall’Asia – Cina e Corea del Sud su tutti – attratti non solo dagli eventi mondani (su tutti il Gran Premio di Formula 1) ma anche dalla possibilità di scoprire angoli fotografici lontani dalle rotte più frequentate.

Gli operatori parlano apertamente dell’“effetto Instagram”: «Ci sono ragazzi che vengono qui solo per farsi scattare una foto sulla scala del Giardino Esotico», racconta Paola Bernardini, direttrice dell’hotel Columbus. «Ma alla fine restano affascinati dalla calma dei cortili nascosti e dalle botteghe storiche». Un trend che ha spinto l’amministrazione a investire nel restauro di alcune aree pubbliche come la promenade lungo Fontvieille o i piccoli musei marittimi.

Il fascino discreto dei quartieri storici

Passeggiando nelle viuzze del Rocher si incontrano scorci che sembrano fermi nel tempo: l’odore delle focacce calde in Rue Comte Félix Gastaldi, i lampioni art déco ancora accesi alla sera, le targhe bilingue apposte sui muri. Sui banchi delle panchine nei Jardins Saint-Martin, a pochi passi dalla cattedrale dove riposano Grace Kelly e Ranieri III, due turiste canadesi annotano i nomi di fiori che vedono solo qui: lantane, bouganvillee e agavi giganti. Uno spettacolo che sorprende chi arriva attirato dal mito del lusso sfrenato.

«La gente si aspetta solo supercar e tappeti rossi», ammette Jean-Luc Valente, commerciante in Place d’Armes. «Ma poi si ferma da me per comprare una baguette e scopre un’altra Monaco». Scene come questa si ripetono ogni giorno – dalla mattina presto fino al tramonto quando il profilo della Rocca si riflette tranquillo sulle acque del porto.

Sostenibilità e nuove sfide urbane

Con l’aumento del turismo e gli hotel pieni fino all’inverosimile, il Principato deve fare i conti con la gestione degli spazi e l’impatto sull’ambiente. Nei giorni scorsi è stato presentato un nuovo piano per aumentare le aree verdi (che già coprono oltre il 20% della città), puntando su progetti come la riqualificazione delle zone costiere di Larvotto e la riduzione delle emissioni prodotte dai mega-yacht. «Stiamo lavorando per una Monaco più verde e accogliente», ha detto Céline Caron-Dagioni, ministra dell’Ambiente.

Le sfide non mancano: prezzi degli immobili alle stelle – oltre 60 mila euro al metro quadro nel centro –, traffico complicato nelle ore di punta, bisogni sempre più pressanti sia dei residenti sia dei visitatori. Ma il Principato vuole mantenere quel mix unico tra eleganza formale e accoglienza sincera che lo rende una delle mete più ambite d’Europa.

Solo così Monaco potrà finalmente mostrare la sua anima nascosta. O almeno una buona parte di essa.

Change privacy settings
×