Toronto, 27 gennaio 2026 – Viaggiare in Canada è un’esperienza che, a sentire chi l’ha fatto, richiede tempo e scelte precise. Con i suoi oltre nove milioni di chilometri quadrati, il secondo paese più grande al mondo non si attraversa in un colpo solo. Lo confermano i viaggiatori che arrivano dall’Europa all’aeroporto di Toronto Pearson già con un programma ben definito. Solo lì – magari sorseggiando un caffè al Gate 56, verso le otto del mattino – si capisce davvero che in Canada bisogna scegliere: costa atlantica o Pacifico, grandi città o il silenzio del nord.
Cosa vedere e quando partire
La maggior parte dei turisti arriva tra maggio e ottobre, mesi in cui il clima – soprattutto tra Toronto e Vancouver – permette di muoversi con più facilità. In inverno – racconta Marie Gauthier, receptionist a Montreal – “le strade si svuotano, molti evitano per il freddo”. Eppure proprio il gelo rende speciali posti come il Quebec e Montreal: le luci del centro storico si riflettono sul ghiaccio, mentre i mercatini di Place Jacques-Cartier aprono già alle dieci del mattino.
Chi cerca la natura punta di solito al Banff National Park (Alberta) o al Jasper, tra laghi e foreste popolate da alci e orsi bruni. Le distanze? Da Toronto a Banff sono più di tremila chilometri: in auto ci vogliono almeno 32 ore di guida. “Molti non si rendono conto di quanto sia vasto il paese,” spiega Peter McNeill, guida a Calgary. E aggiunge: prenotare un posto per dormire nei parchi, campeggi inclusi, è una corsa contro il tempo; chi vuole assicurarsi una piazzola per l’estate deve essere pronto già dal 19 gennaio.
Città, paesaggi e scelte
Ogni zona ha la sua anima. A Toronto, grattacieli e quartieri multietnici convivono con piccole osterie a Kensington Market, dove la mattina si sente il profumo dei bagel appena sfornati. A differenza di Toronto, Vancouver è un mix perfetto tra città e natura: si passa dalla spiaggia di English Bay ai sentieri di Stanley Park senza accorgersene. Montreal invece gioca su contrasti forti: palazzi moderni affiancano strade acciottolate e la Basilica di Notre-Dame attira visitatori anche d’inverno.
Ma è fuori dalle città che il Canada sorprende davvero. Le cascate del Niagara, a due ore da Toronto, richiamano ogni anno più di 12 milioni di persone: il fragore dell’acqua si sente forte anche d’inverno quando tra gennaio e febbraio si formano enormi blocchi di ghiaccio. Più a nord, nella zona dei Grandi Laghi, ci si sposta su traghetti d’estate o su strade innevate d’inverno; villaggi come Niagara-on-the-Lake conservano ancora le loro case in legno color pastello e negozi con marmellate fatte a mano.
Cucina, costi e pratiche
Chi arriva per la prima volta resta spesso sorpreso dalle porzioni abbondanti nei ristoranti. La colazione canadese è roba seria: pancake imbevuti nello sciroppo d’acero, bacon croccante e uova serviti fin dalle sette del mattino. A Montreal i bagel sono quasi un simbolo locale (lo “St-Viateur Bagel” apre all’alba), mentre nel Quebec la poutine – patatine fritte con salsa gravy e formaggio fuso – viene mangiata anche a colazione.
Quanto ai prezzi? Una cena normale a Toronto costa dai 20 ai 40 dollari canadesi a persona; conviene comprare qualcosa nei supermercati delle catene come Loblaws o Metro se si vuole risparmiare. Nei centri più piccoli spesso i ristoranti chiudono presto – anche alle 21 –, lasciando i turisti a districarsi tra distributori automatici o caffè da asporto. La mancia è quasi d’obbligo: va dal 15% al 20% del conto finale.
Spostarsi in Canada
Muoversi non è così semplice: i voli interni sono frequenti ma costosi. Un biglietto da Toronto a Vancouver può superare i 500 dollari nella stagione alta. Il treno? La compagnia VIA Rail offre un viaggio panoramico sulla tratta Toronto-Vancouver ma dura più di tre giorni ed è necessario prenotare con largo anticipo. Per molti l’auto resta la scelta più pratica; chi noleggia deve però tenere conto delle distanze: superare mille chilometri in una giornata non è raro.
In sintesi – parola di chi conosce bene il Canada – bisogna fare scelte chiare. “Meglio concentrarsi su due regioni,” consiglia Gauthier, “piuttosto che cercare di vedere tutto”. Un consiglio prezioso perché ogni viaggio in Canada lascia sempre qualcosa fuori… un ottimo motivo per tornare ancora una volta.