Napoli, 9 gennaio 2026 – Napoli entra nella top 10 delle città europee più autentiche. Lo certifica la nuova classifica diffusa oggi da European Travel Pulse, realtà che segue le principali mete del Vecchio Continente basandosi su esperienze dirette e opinioni di viaggiatori da tutto il mondo. Il riconoscimento, arrivato poco dopo le 10 del mattino, mette in luce l’energia della città e il modo in cui qui – più che altrove, dicono i dati – tradizioni, turismo e vita di tutti i giorni si intrecciano senza filtri, regalando a chi arriva un “racconto vero di sé”, come hanno sottolineato gli stessi curatori.
Energia e contrasti: la forza di Napoli
Dai Quartieri Spagnoli a via Toledo, passando per i vicoli del centro storico, la ricerca ha premiato la “convivenza spontanea tra turisti e residenti”. Un aspetto decisivo, secondo Chiara Parisi, coordinatrice della commissione che ha stilato la classifica. “A Napoli – ha spiegato al telefono da Parigi – non c’è il filtro del folklore costruito a tavolino. La città mostra i suoi contrasti, non nasconde le sue rughe. E per chi viene da fuori questa sincerità vale tanto”.
Gli esperti di European Travel Pulse hanno visitato Napoli in tre momenti tra aprile e ottobre 2025. Nel report si parla di scene concrete: bancarelle improvvisate a Forcella già alle otto del mattino, ragazzini che giocano a pallone nelle piazzette tra motorini parcheggiati a ridosso dei muri, pasticcerie affollate prima delle dieci. Non solo monumenti quindi. Una “vivacità ordinaria” – come la chiamano nel dossier – che si vede in gesti semplici: una battuta gridata dal balcone o una pizza appena sfornata davanti al cliente.
Tra turismo e vita quotidiana: un equilibrio delicato ma reale
Il rapporto evidenzia come Napoli riesca a tenere un equilibrio delicato tra accoglienza dei turisti e routine locale. Non è facile. Ma qui il rischio dell’“effetto cartolina” è meno presente rispetto ad altre grandi città italiane o europee. “Non si vedono quasi mai scenografie costruite apposta per i turisti. Le processioni religiose o i matrimoni improvvisati davanti a San Gregorio Armeno succedono davvero, anche quando nessuno scatta foto”, scrivono gli autori dello studio.
Lo confermano anche le parole di chi vive la città ogni giorno. Salvatore Rizzo, panettiere in via dei Tribunali da vent’anni, racconta: “I forestieri ci sono sempre. Ma noi non cambiamo nulla. La nostra giornata parte alle cinque e mezza, la porta resta aperta anche se fuori si forma una fila che gira l’angolo”.
I numeri: turismo in crescita e preferenze chiare
La ricerca presenta dati precisi: oltre 6 milioni di presenze turistiche nel 2025, con un +11% rispetto all’anno precedente. Il tempo medio di permanenza si aggira intorno ai tre giorni. Tra le mete preferite spiccano il Museo Archeologico, Castel dell’Ovo e i mercati storici come Porta Nolana. Ma a colpire sono soprattutto le zone meno battute: Rione Sanità, piazza Mercato, le scale di Montesanto.
Nel ranking accanto a Napoli ci sono città come Porto, Valencia e Marsiglia. Il metodo ha preso in considerazione non solo i giudizi online, ma anche la presenza di attività autentiche (artigiani, botteghe di quartiere), il rapporto qualità-prezzo e la capacità di mantenere vive tradizioni antiche.
Reazioni dalla città: tra orgoglio e qualche dubbio
Il sindaco Gaetano Manfredi ha espresso soddisfazione: “Essere riconosciuti per la nostra verità quotidiana è un motivo d’orgoglio”, ha detto ai cronisti nella sala giunta di Palazzo San Giacomo alle 11.15. Poi ha aggiunto: “Dobbiamo fare in modo che questa autenticità non venga stravolta da un turismo troppo invasivo”.
Tra gli operatori turistici si levano però voci più caute. Carmela Russo, guida turistica, commenta: “Siamo felici del riconoscimento, ma bisogna stare attenti. L’autenticità va difesa con cura. Non possiamo diventare una semplice vetrina per selfie”.
Che cosa cambia da ora in avanti
Per gli esperti questo premio può influenzare le scelte di viaggio nei prossimi mesi. “La reputazione online conta sempre più. Quando una città viene vista come ‘vera’, attira un tipo diverso di visitatori”, sottolinea Marco Guidi, docente di Turismo all’Università Federico II.
Intanto già stamattina c’era più gente del solito all’ingresso della Cappella Sansevero. Alcuni americani in fila hanno detto: “Non cercavamo la Napoli ‘da cartolina’. Volevamo quella vera”. E sembra proprio che l’abbiano trovata.