Nuove Tasse Turistiche in Europa 2026: Cosa Cambia per Viaggi e Soggiorni

Simona Carlini

6 Gennaio 2026

Roma, 6 gennaio 2026 – Chi ha in mente di viaggiare in Europa quest’anno deve prepararsi a qualche novità importante: tasse di soggiorno più care, nuovi contributi per l’ambiente e tariffe aggiornate per le principali attrazioni e i pernottamenti. Le amministrazioni delle grandi città europee spiegano che queste misure servono a regolare il numero di turisti e a finanziare la manutenzione di luoghi sempre più presi d’assalto. A Venezia, ad esempio, la stagione turistica è partita con nuovi prezzi e regole che, dicono le autorità, presto si faranno sentire ovunque.

Tasse di soggiorno in aumento nelle grandi città

Negli ultimi mesi, i Comuni di Barcellona, Amsterdam e Parigi hanno alzato le loro tasse di soggiorno, per avere più fondi da destinare a servizi pubblici, trasporti e progetti per l’ambiente. A Parigi, dal primo gennaio, chi prenota un hotel nel centro deve mettere in conto una tassa giornaliera che va da 4,50 a 10 euro, a seconda della categoria della struttura. Per una famiglia di quattro persone che resta una settimana, il conto sale anche di oltre 200 euro.

Secondo il Comune parigino, questo aumento era “necessario per garantire una qualità accogliente non solo ai visitatori ma anche ai residenti”. I dati dell’ufficio turismo sono chiari: nel 2025 la città ha incassato circa 145 milioni di euro da queste tasse. Per il 2026 la cifra prevista è ancora più alta.

Ad Amsterdam la novità riguarda sia gli hotel sia gli alloggi privati: la tassa è salita dal 7% al 12% sul prezzo totale della camera. L’associazione degli albergatori locali avverte che “potrebbe scoraggiare i turisti mordi e fuggi”. Il sindaco Femke Halsema precisa però che “non si tratta solo di fare cassa ma di migliorare la vivibilità e la sicurezza”.

Contributi ambientali nelle località più delicate

Le sorprese non finiscono qui. In alcune località molto fragili dal punto di vista ambientale, come le isole greche di Santorini e Mykonos, sono arrivati nuovi contributi ambientali per coprire i costi della gestione dei rifiuti e proteggere il paesaggio. L’importo va dai 3 ai 7 euro a notte a persona.

A Venezia, poi, la contestata “tassa d’accesso” – già sperimentata nel 2024 – ora colpisce anche chi visita la città in giornata: chi entra nella laguna tra le 8 e le 16 deve pagare una quota fissa di 5 euro (sono esentati residenti, pendolari e studenti). Il vicesindaco Andrea Tomaello spiega che “non è solo un deterrente ma serve a finanziare manutenzione e controllo”.

Anche altre mete stanno pensando a soluzioni simili. A Dubrovnik e nelle Cinque Terre si discute da mesi sull’introduzione di un ticket d’ingresso, almeno durante l’estate.

Biglietti più salati per musei e attrazioni

Un altro fronte caldo riguarda i biglietti delle principali attrazioni turistiche. Dal prossimo marzo il Louvre supera per la prima volta i 20 euro (18 se si prenota online con almeno due giorni d’anticipo). In Italia, ai Musei Vaticani il prezzo base sale a 25 euro, una cifra che – spiegano dal Ministero della Cultura – serve anche per coprire parte delle spese per conservare le opere.

A Barcellona la Sagrada Familia introduce una tariffa flessibile: si parte da 26 euro nei giorni feriali fino ad arrivare a 32 nei weekend e durante le feste. Un sistema simile è in prova alla Torre di Londra e al Museo Van Gogh.

Claudia Müller, portavoce dell’Associazione europea dei musei, sottolinea come “l’aumento sia dovuto soprattutto ai costi crescenti dell’energia e alla necessità di investire in nuove tecnologie”.

Reazioni dei viaggiatori: tra critiche e consapevolezza

Non sono mancate le reazioni tra i visitatori. Molti si lamentano dicendo che “viaggiare sta diventando un lusso”, come racconta Anja Bauer, turista tedesca incontrata davanti al Colosseo alle prime ore del mattino. Ma altri capiscono l’importanza delle misure: “Se serve a salvaguardare le città che amiamo, forse ne vale davvero la pena”, dice Marco Franchi, studente romano.

Le agenzie segnalano un aumento delle richieste verso destinazioni meno care dell’Est Europa o zone interne in Francia o Spagna. Secondo Travelindex il traffico verso mete come Cracovia o Valencia è cresciuto del 18% rispetto all’anno scorso.

Gli operatori invitano comunque a pianificare bene. Silvia Morlotti, presidente dell’associazione agenti viaggio italiana, raccomanda: “Controllate sempre le condizioni aggiornate prima di partire. Le differenze tra città possono essere davvero notevoli”.

Cosa aspettarsi nel 2026

Il messaggio che arriva dalle capitali europee è chiaro: chi sceglie l’Europa per viaggiare nel 2026 deve mettere in conto tasse extra, nuovi biglietti d’ingresso e regole spesso aggiornate. Una situazione ancora in evoluzione ma orientata a bilanciare turismo e tutela del territorio.

Ora resta da vedere come queste novità influenzeranno davvero le scelte dei viaggiatori. Il prossimo bilancio estivo darà forse qualche risposta concreta.

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