Milano, 16 gennaio 2026 – Manca meno di un mese all’avvio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 e la città è in fermento, pronta a scrivere una pagina nuova nel panorama sportivo mondiale. Tra tecnologie all’avanguardia e scelte logistiche che stanno già facendo discutere, i giorni che ci separano dalla cerimonia d’apertura del 6 febbraio alle 20:30 a San Siro si fanno sempre più intensi. Sarà l’inizio di un’edizione destinata a lasciare il segno – in un senso o nell’altro – nella storia dei Giochi.
Innovazione tecnologica senza precedenti
Negli ultimi giorni gli organizzatori hanno voluto mettere in evidenza il forte investimento sulle tecnologie digitali e la sostenibilità. Un esempio? Per la prima volta si userà un sistema di riconoscimento biometrico per far entrare atleti e spettatori nelle sedi principali. “Stiamo provando tutto passo dopo passo,” ha spiegato Alessandro Martire, responsabile della sicurezza del Comitato Organizzatore. Basta mostrare il volto davanti alle telecamere agli ingressi degli impianti – dalla Fiera di Milano al palaghiaccio di Cortina – e via, niente più lunghe attese ai controlli tradizionali.
Ma non è tutto. Insieme al Politecnico di Milano e vari partner privati, si useranno droni per monitorare in tempo reale il traffico tra le sedi lombarde e venete. I dati arriveranno subito alla centrale operativa, pensata per gestire meglio i flussi dei tifosi ma anche per accelerare i soccorsi in caso di incidenti lungo le strade tra Milano, Cortina, Bormio e Val di Fiemme.
Location iconiche, tra storia e futuro
Un aspetto che salta subito all’occhio è la distribuzione delle sedi di gara. Da una parte c’è Milano, simbolo dell’Italia moderna e cuore economico; dall’altra Cortina d’Ampezzo, che torna a ospitare i Giochi dopo ben 70 anni dalla prima volta nel 1956. “L’emozione è enorme,” racconta Luisa De Lorenzi, negoziante in corso Italia. “Non sono solo gli atleti a viverla, qui tutta la comunità si sente coinvolta.”
Gli eventi principali si svolgeranno alternando luoghi storici – come il trampolino olimpico di Cortina – a strutture completamente nuove. A Milano è stato inaugurato il PalaItalia Santa Giulia, un’arena moderna con oltre 16mila posti pensata per l’hockey su ghiaccio e le grandi cerimonie. La pista da pattinaggio è equipaggiata con sensori climatici che mantengono la temperatura giusta, qualunque sia il tempo fuori.
Una sfida logistica su scala nazionale
Dividere le gare tra quattro regioni (Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia) non è cosa da poco: porta con sé una complessità mai vista prima in Italia per un evento sportivo così grande. Il presidente del comitato organizzatore, Giovanni Malagò, parla chiaro: sono attesi più di 1 milione di visitatori nei primi dieci giorni. Per questo sono stati potenziati i treni lungo l’asse Milano-Brescia-Verona-Belluno.
Chi arriva dall’estero potrà contare su Malpensa aperto 24 ore su 24 per tutta la durata delle Olimpiadi. “Siamo prontissimi ad accogliere delegazioni da tutto il mondo,” dice il direttore dell’aeroporto, Enrico Bianco. A Cortina invece funzioneranno navette dedicate ogni ora per collegare gli impianti con gli alberghi principali della zona.
Sostenibilità sotto la lente
La parola d’ordine è anche qui sostenibilità ambientale. Osservatori indipendenti hanno già dato uno sguardo ai nuovi impianti: tutti costruiti o rinnovati seguendo criteri “green”. Il villaggio olimpico di Milano ospiterà 1.400 atleti in edifici a energia quasi zero (NZEB), mentre in Veneto molti impianti useranno energie rinnovabili per il riscaldamento.
Non sono però mancate le polemiche. Alcuni gruppi ambientalisti locali hanno espresso dubbi sugli effetti dei cantieri in zone delicate delle Dolomiti. “Aspettiamo dati precisi sull’impatto ecologico,” ha detto in pubblico Elena Zorzi, portavoce dell’associazione “Salviamo le montagne”.
Attesa e aspettative
Milano fa ora il conto alla rovescia verso una sfida che va ben oltre lo sport: un momento che porterà gli occhi del mondo sull’Italia come paese capace di ospitare grandi eventi internazionali. Le luci a San Siro si accenderanno alle 20:30 del 6 febbraio e intorno c’è una domanda che pesa: cosa resterà davvero delle Olimpiadi 2026?