15 gennaio 2026 – Il passaporto oggi rappresenta molto più di un semplice documento di viaggio: è un simbolo che racchiude in sé storia, identità nazionale, legami culturali e persino indicazioni geopolitiche. Le diverse tonalità delle sue copertine, che variano dal bordeaux al blu, dal verde al nero, non sono frutto di scelte casuali, ma rispecchiano affiliazioni a blocchi politici, tradizioni religiose o strategie diplomatiche.

I colori del passaporto e il loro significato geopolitico
La maggior parte degli Stati sceglie tonalità scure per la copertina del passaporto, una scelta che unisce praticità ed eleganza istituzionale: i colori scuri nascondono meglio l’usura e i segni del tempo, oltre a conferire un’aura di autorevolezza. Tuttavia, tra i colori più diffusi emergono quattro macro-categorie con valenze specifiche:
- Il bordeaux è associato prevalentemente ai Paesi dell’Unione Europea. Questo colore simboleggia un’eredità culturale profonda e un’identità condivisa. È il caso della Turchia, che ha adottato il bordeaux per il proprio passaporto al fine di segnalare la volontà di avvicinarsi agli standard europei.
- Il blu, invece, è predominante nelle Americhe e nei Paesi del Mercosur, come Brasile e Argentina. Il Regno Unito, dopo la Brexit, ha scelto di abbandonare il bordeaux comunitario per tornare al blu scuro tradizionale, un gesto altamente simbolico che riafferma la sua sovranità nazionale.
- Il verde è comune negli Stati a maggioranza musulmana, tra cui Arabia Saudita, Marocco e Pakistan, dove il colore è sacro nella tradizione islamica. Lo adottano anche Paesi africani appartenenti all’ECOWAS, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale.
- Il nero è il più raro, spesso riservato ai passaporti diplomatici o a nazioni come la Nuova Zelanda e alcune africane quali Zambia, Burundi e Ciad, che con questa scelta intendono sottolineare austerità e solennità.
Il passaporto italiano: storia e innovazioni tecnologiche
L’Italia ha formalizzato il passaporto moderno nel 1967, ponendo fine a una situazione di grande eterogeneità documentale. Oggi il design e le caratteristiche sono regolati dal Decreto Ministeriale del 29 novembre 2005, che impone l’uso dello stemma della Repubblica Italiana e iscrizioni in oro sulla copertina bordeaux, colore che conferma l’appartenenza all’Unione Europea.
L’Italia si distingue a livello mondiale per l’innovazione nella sicurezza anti-contraffazione. Ogni pagina del passaporto è realizzata con tecnologie avanzate: la presenza di una pagina in policarbonato contiene il microchip con i dati biometrici e l’identità digitale. Tra le pagine è presente un motivo grafico dedicato al Colosseo, simbolo della continuità storica e culturale italiana, in linea con le direttive europee.
Standard internazionali e tutela contro le falsificazioni
Sebbene la scelta del colore sia una prerogativa nazionale, la quasi totalità delle altre caratteristiche è dettata dall’Organizzazione Internazionale per l’Aviazione Civile (ICAO), agenzia ONU che garantisce la compatibilità e la leggibilità universale dei documenti. Gli standard tecnici sono rigorosi: materiali resistenti ma flessibili, inchiostri stabili tra -10 °C e +50 °C, resistenza a umidità variabile dal 5% al 95%, e sofisticati sistemi di filigrana, microtesti e reazioni alla luce UV per prevenire contraffazioni.
Il passaporto è così un perfetto equilibrio tra sicurezza tecnologica e identità nazionale visibile, dove la copertina rappresenta l’ultimo baluardo della sovranità politica e culturale di uno Stato.