Pianosa è una delle isole più affascinanti e misteriose d’Italia: pianeggiante, silenziosa, protetta, è oggi una meta preziosa per chi cerca natura e bellezza.
Non serve attraversare l’oceano per ritrovarsi in un luogo fuori dal tempo. Basta salire su un traghetto diretto all’Arcipelago Toscano e puntare verso un’isola tanto insolita quanto affascinante, quasi completamente pianeggiante, tanto che gli antichi la chiamavano Planasia. Pianosa è una delle gemme meno conosciute del Mar Tirreno. Si trova a sud dell’Isola d’Elba, ed è la più vicina ad essa tra tutte le isole dell’arcipelago. In passato è stata vietata al turismo, perché ospitava un carcere di massima sicurezza, chiuso soltanto nel 1997. Questo ha reso l’isola inaccessibile per decenni, ma anche incredibilmente protetta. Oggi, grazie alla gestione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, Pianosa è rimasta intatta, selvaggia e pura, come poche altre località italiane.
Natura protetta, fondali mozzafiato e silenzio assoluto
Il primo impatto con Pianosa è il silenzio. Niente auto, nessun rumore artificiale: solo vento, mare e macchia mediterranea. Le coste sono basse, frastagliate, e il mare che le bagna è di un azzurro quasi irreale. I fondali sono tra i più ricchi e meglio conservati d’Italia, ideali per snorkeling e immersioni, ma anche solo per osservare la vita marina dalla superficie, nuotando con maschera e boccaglio.
A terra, la vegetazione è tipica delle zone aride: lentisco, rosmarino, cisto, ginepro fenicio e lo spazzaforno, un arbusto raro che cresce solo su suoli poveri e rocciosi. Ma è anche la fauna a sorprendere: tra i cespugli si aggirano pernici rosse, upupe, fagiani e almeno 30 specie di uccelli marini. Tra queste, spiccano il gabbiano corso, la berta maggiore e minore e persino il falco pellegrino, che nidifica tra le scogliere più inaccessibili.

Nonostante la sua bellezza, l’accesso a Pianosa è regolamentato: proprio per proteggerla, è visitabile solo con escursioni guidate o tramite percorsi pre-autorizzati. L’unica spiaggia balneabile è Cala Giovanna, una baia di sabbia chiara con acqua limpida e tranquilla. È un angolo di paradiso in cui ci si può fermare a fare il bagno, prendere il sole o semplicemente contemplare il paesaggio, ma sempre nel rispetto delle regole ambientali imposte dal Parco.
Chi vuole scoprire l’isola può partecipare a escursioni di trekking, giri in kayak, passeggiate in bicicletta o semplici camminate nel verde. Ogni attività è gestita da operatori autorizzati, proprio per garantire che il fragile equilibrio di Pianosa non venga alterato.
Il borgo ottocentesco, il carcere abbandonato e i reperti antichi
Uno dei luoghi più suggestivi di Pianosa è il suo borgo ottocentesco, oggi completamente disabitato, ma visitabile senza guida. Si tratta di un insediamento sospeso nel tempo, fatto di edifici neogotici, casette graffiate dal vento e un porticciolo solitario, che dà la sensazione di essere entrati in un set cinematografico dimenticato.
A completare il fascino dell’isola ci sono le catacombe cristiane, veri e propri labirinti sotterranei, e la villa romana di Agrippa, testimonianza della presenza imperiale sull’isola fin dall’antichità.
Il vecchio carcere di massima sicurezza, chiuso dal ‘97, domina ancora parte del territorio. Non è aperto alla visita libera, ma il solo sapere che qui furono rinchiusi alcuni dei detenuti più sorvegliati d’Italia, dà a Pianosa un’aura di mistero e rispetto.