Pond Hockey in Italia: Dove Giocare sul Ghiaccio Naturale, con il Renon in Testa

Giulia Ruberti

6 Gennaio 2026

Milano, 6 gennaio 2026 – Su un laghetto alpino, con il ghiaccio sottile e il silenzio d’inverno che avvolge tutto, ragazzi e adulti si inseguono dietro a un disco nero. È il pond hockey, la versione più vera e spontanea dell’hockey su ghiaccio, giocata all’aperto tra amici. In Canada lo chiamano “lo sport nazionale”. Da qualche anno, però, grazie a inverni più freddi e a una passione che non si spegne, anche in Italia laghi e piccoli specchi d’acqua si trasformano in campi improvvisati. E così, nelle valli delle zone olimpiche alpine, gli appassionati cercano stagni abbastanza solidi da reggere pattini, bastoni e sogni di gloria.

Dove si gioca il pond hockey in Italia

Tra i posti più frequentati c’è la zona di Cortina d’Ampezzo, teatro delle prossime Olimpiadi invernali 2026. Qui laghi come il Misurina diventano veri campi all’aperto nei giorni più freddi. Ma non solo Cortina: anche ad Anterselva, in provincia di Bolzano, i laghetti ghiacciati fanno da sfondo perfetto. Niente organizzazioni formali: serve solo che il ghiaccio sia spesso abbastanza – almeno 10 centimetri secondo chi vive sul posto – e poi il passaparola tra amici fa il resto.

I “veterani” raccontano che la magia sta proprio nella semplicità del gioco. Andrea, quarantenne di Belluno, sorride ricordando: “Da ragazzi aspettavamo che il ghiaccio tenesse. Il primo a metterci piede era sempre il più leggero”, dice ridendo. Serve poco: un paio di pattini, un disco, qualche bastone, poi spazio all’improvvisazione. Si gioca senza regole fisse, senza linee segnate, con porte fatte spesso di sassi o zaini.

Un fenomeno che cresce con le Olimpiadi

L’avvicinarsi delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 ha dato nuova energia a questo movimento. L’Associazione Italiana Ice Hockey conferma: nell’ultimo inverno le richieste su dove giocare all’aperto sono salite del 30%. In Trentino e Alto Adige i club locali organizzano sempre più spesso tornei amatoriali, giornate per chi è alle prime armi e laboratori per bambini.

Il bello del pond hockey è proprio la libertà che offre. Nessuna arena chiusa o arbitro ufficiale, solo un accordo tacito tra chi scende sul ghiaccio. “È uno sport che avvicina le persone. Qui non conta chi sei o da dove vieni: l’unico obiettivo è divertirsi”, spiega Lorenzo Basso, istruttore FISG (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) a Bolzano.

Ghiaccio sicuro e rispetto della natura

Il rischio maggiore resta il ghiaccio troppo sottile. Ogni anno arrivano avvisi dalle amministrazioni comunali e dalla Protezione Civile per invitare alla prudenza. A Cortina sono gli operatori turistici stessi a indicare i punti sicuri. Nei fine settimana di gennaio e febbraio la polizia locale controlla i principali laghi.

C’è poi l’attenzione per l’ambiente. Le autorità ricordano che si può accedere ai laghi solo se non si danneggiano le rive e se non si lasciano rifiuti in giro. Alcuni comuni come Dobbiaco hanno creato zone precise dove è permesso pattinare, delimitandole con cartelli informativi.

Il pond hockey italiano cresce ma resta una passione “di nicchia”

In Canada, secondo Hockey Canada, ogni inverno circa 1,3 milioni di persone scendono sui laghetti per giocare a pond hockey dal Quebec alla British Columbia. In Italia i numeri sono molto più piccoli – alcune centinaia di appassionati fra Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto – ma la curiosità sta aumentando soprattutto tra i giovani.

Alessandro, studente universitario di Trento, racconta: “Da film sembrava lontano dalla nostra realtà. Poi ho provato davvero e ora ogni inverno aspetto il freddo per tornare sul lago”. Spesso questa passione si trasmette in famiglia: genitori che hanno giocato da ragazzi coinvolgono figli e nipoti nelle partite improvvisate.

Come informarsi prima di scendere sul ghiaccio

Chi vuole provare può trovare informazioni sui siti dei comuni montani o chiedere alle associazioni sportive locali. Sul sito della FISG vengono aggiornate le condizioni dei laghi praticabili per il pond hockey, insieme ai consigli sulla sicurezza.

In fondo è più di uno sport: è socialità pura e contatto diretto con la natura. Nelle ore limpide del primo pomeriggio o quando cala la sera e il ghiaccio scricchiola sotto i pattini – come dicono quelli delle Dolomiti – sembra che il tempo si fermi davvero qui. E forse è proprio questo il segreto della sua crescente popolarità tra le montagne italiane.

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