Napoli, 5 aprile 2026 – Dal 10 aprile al 25 giugno, quattro capolavori di Mozart, Rossini e Paisiello torneranno a far vibrare il cuore del Teatro di Corte, uno dei luoghi più suggestivi della città. Questa mattina, il Sovrintendente del Teatro di San Carlo, Stéphane Lissner, ha svelato un programma che vuole riportare l’opera da camera nella sua dimensione più intima e autentica, proprio nel centro storico di Napoli.
Un tuffo nella musica tra Settecento e Ottocento
Lissner ha spiegato in sala che la rassegna sarà un’occasione per rivivere l’atmosfera raccolta della musica da camera, con un cast giovane e tutto italiano tra interpreti e registi. Si parte il 10 aprile con “La serva padrona” di Giovanni Battista Pergolesi, un’opera breve ma fondamentale nel teatro musicale europeo. Poi toccherà al “Don Giovanni” di Mozart (17 aprile), seguito dalla “Cenerentola” di Rossini (7 maggio) e si chiude con “Il barbiere di Siviglia” il 25 giugno.
Non è una semplice replica – ha sottolineato Lissner – ma una vera e propria esplorazione: “Abbiamo creato un ciclo che parla con le sale, la loro storia e la tradizione napoletana. Ogni allestimento sarà curatissimo nei dettagli musicali e scenici, perché qui il pubblico sta davvero vicino agli artisti”.
Il Teatro di Corte: tra storia e vita nuova
Il Teatro di Corte, incastonato nel Palazzo Reale, non ospitava una stagione lirica completa da tempo. Le sue 400 poltrone in velluto rosso, illuminate dai lampadari antichi, offriranno uno sfondo unico dove – spiega la direttrice artistica Leda Cirillo – “l’opera torna a essere una storia da raccontare da vicino, fatta di voci, strumenti e gesti a pochi passi dagli spettatori”.
Il biglietto costerà 25 euro, con l’obiettivo di far tornare in teatro anche chi si è allontanato negli ultimi anni dagli eventi lirici. Cirillo ammette: “Serve abbattere i muri tra le generazioni”, puntando su tariffe speciali per under 30 e percorsi pensati per i giovani. Il debutto sarà trasmesso in diretta streaming sul sito del San Carlo: “Un esperimento per chi non potrà esserci dal vivo”.
Dietro le quinte: giovani protagonisti italiani
Alla direzione musicale si alterneranno nomi freschi come Marco D’Amelio e Claudia Cataldi, già apprezzati nel mondo cameristico. I cast sono formati da voci emergenti, molte provenienti dal Conservatorio di Napoli e dall’Accademia del San Carlo. Tra loro spiccano la mezzosoprano Federica Napoletano, già applaudita nel Rigoletto estivo, e il baritono Salvatore Greco.
Le scene saranno essenziali – quasi senza scenografie tradizionali – come ha spiegato il regista Valerio Onorato: “Vogliamo concentrare tutto su canto e parola. L’opera in forma da camera vive sui dettagli, sulla naturalezza dei movimenti e sull’immediatezza dell’empatia”.
L’attesa in città tra entusiasmo e qualche dubbio
In pochi giorni sono già arrivate oltre 800 prenotazioni per i primi due spettacoli, fanno sapere dal teatro. Sui social si leggono commenti pieni di entusiasmo ma anche qualche riserva: Carlo, studente ventiquattrenne di giurisprudenza scrive “Speriamo che la formula funzioni”. Più cauta Lucia Gallo, abbonata storica: “Il San Carlo è un’altra cosa, però chissà se si scopre qualcosa di nuovo”. La speranza della direzione è quella di dare vita a una stagione non solo musicale ma anche sociale, allargando il pubblico e trasformando il Teatro di Corte in uno spazio vissuto tutto l’anno.
“Napoli ha fame di bellezza condivisa”, ha concluso Lissner verso mezzogiorno. “Questa rassegna nasce proprio per rispondere a questo bisogno: ascoltare insieme, guardarsi negli occhi e lasciarsi sorprendere dalla forza della musica”. Gli spettacoli inizieranno sempre alle 20; info e prenotazioni sul sito ufficiale.
Nel Palazzo Reale già si respira curiosità. Sta per aprirsi una nuova pagina dell’opera da camera napoletana.