Praga, 25 gennaio 2026 – La Repubblica Ceca si conferma tra le destinazioni europee più ricche di patrimonio UNESCO. Sono ben 12 i siti riconosciuti come tesori dell’umanità, sparsi tra centri storici, castelli, paesaggi naturali e architetture religiose. Un risultato che mette il Paese in cima alla classifica nell’Europa centrale e che, per i viaggiatori italiani, significa una meta varia e a poche ore di volo da Milano o Venezia.
Dalle piazze di Praga alle miniere di Kutná Hora
Varcando il confine nord-orientale del Friuli si entra in una terra che sembra un museo a cielo aperto di monumenti protetti dall’UNESCO. Praga è la prima tappa: il suo centro storico è stato il primo sito ceco iscritto nella lista, già nel 1992. Camminare sul Ponte Carlo nelle prime ore del mattino – quando i venditori di souvenir stanno ancora preparando le loro bancarelle e il traffico è calmo – regala quella sensazione unica di storia che si è stratificata nei secoli e ha affascinato tanti viaggiatori.
Non lontano, la città medievale di Kutná Hora, famosa per la cattedrale di Santa Barbara e l’antica miniera d’argento, attira migliaia di visitatori ogni anno. “Qui si respira un’atmosfera diversa rispetto a Praga, più intima. È la storia mineraria che ancora si sente forte”, racconta Jiří Novotný, guida locale, davanti all’ingresso dell’ossario decorato con ossa umane.
Tra castelli rinascimentali e vigneti moravi
Spostandosi verso sud, la maestosa residenza dei Lednice-Valtice domina la campagna morava con i suoi giardini perfettamente ordinati e le facciate che ricordano l’epoca ottocentesca. Il complesso, costruito dalla famiglia Liechtenstein tra Settecento e Ottocento, è considerato il più grande paesaggio artificiale d’Europa. Passeggiando tra serre tropicali e canali navigabili, soprattutto la domenica mattina si incontrano famiglie ceche e gruppi di turisti tedeschi: molti arrivano qui anche per assaggiare i rinomati vini della zona.
“La Moravia sta diventando un punto di riferimento per l’enoturismo nell’Europa dell’Est”, spiega Martina Svobodová, sommelier, durante una degustazione vicino a Mikulov. I siti UNESCO contribuiscono molto a questa crescita, portando visitatori stabili anche nei piccoli borghi.
La tradizione religiosa di Olomouc e Třebíč
Tra i luoghi più noti ci sono anche monumenti religiosi: la Colonna della Santissima Trinità a Olomouc, alta e riccamente decorata, richiama pellegrini da tutta la regione. Non meno famosa è la Basilica di San Giovanni Nepomuceno a Zelená Hora, un esempio chiave del barocco locale.
A Třebíč invece convivono tracce della presenza ebraica e cristiana in un dedalo di vicoli che circondano la vecchia sinagoga. “Qui si percepisce un passato complesso ma fondamentale”, racconta David Heller, storico locale. “La tutela UNESCO ha dato nuova vita al quartiere”.
Paesaggi culturali tra boschi e colline
Non solo città d’arte: la Repubblica Ceca offre anche paesaggi riconosciuti come patrimonio mondiale. Le foreste della Val d’Elba, con sentieri poco frequentati; o il villaggio di Holašovice, esempio intatto di architettura rurale ottocentesca. Lì, tra case colorate e stalle dal tetto spiovente, la vita scorre lenta: alle otto del mattino il fornaio sistema pani ancora caldi sul banco di legno.
Molti siti meno noti – come il castello rinascimentale di Litomyšl o le chiese in legno della Valacchia morava – stanno attirando sempre più interesse grazie alle campagne promozionali dell’ente turistico nazionale. Secondo l’ultimo rapporto del Ministero della Cultura ceco, nel 2025 oltre 2 milioni di persone hanno visitato almeno uno dei siti UNESCO nel Paese.
Una meta facile da raggiungere dall’Italia
Per chi viaggia dall’Italia, la Repubblica Ceca è oggi una meta vicina e ben collegata: voli diretti collegano Praga con Roma, Milano e Venezia; treni notturni partono regolarmente da Vienna o Monaco. I prezzi restano contenuti: secondo dati recenti della Czech Tourism una notte in hotel nelle città UNESCO costa in media circa 60 euro.
“C’è ancora tanto da scoprire qui”, ammette Tomáš Rada, direttore dell’Ufficio Turismo di Brno. “Ogni anno emergono nuove storie e piccole gemme”. Per chi parte dall’Italia cercando cultura senza folla, arte senza barriere linguistiche (molti parlano inglese o tedesco) e paesaggi che alternano colline a vigneti, la Repubblica Ceca resta una scelta concreta. Con ben dodici motivi in più per prenotare il prossimo viaggio.