Milano, 1 aprile 2026 – Da quasi quattro anni la teleferica del Monte Stella tiene banco a Milano, tra ricorsi al Tar, cantieri che si aprono e si chiudono e la protesta continua dei residenti. L’opera, annunciata nel 2022 e subito finita sotto la lente della magistratura amministrativa, avrebbe dovuto collegare la zona di QT8 a San Siro. Eppure, nonostante i proclami e i primi scavi — si parla addirittura di “perforazioni delle pareti” già nell’estate di due anni fa — i lavori sono fermi, bloccati in un groviglio di carte e carte.
Teleferica del Monte Stella: lavori fermi e tensioni che non si placano
La storia è ben nota: il Comune di Milano ha affidato l’appalto a un consorzio guidato dalla svizzera “Alps Line”, con un investimento iniziale di circa 25 milioni di euro. Il tracciato, poco più di 2 chilometri, doveva essere un collegamento rapido e sostenibile tra la parte nord-ovest della città e lo stadio Meazza. Ma già nell’autunno del 2022 i comitati locali hanno iniziato a lanciare l’allarme: paesaggio compromesso, rischio per le aree verdi attorno.
Ricorso al Tar e il cantiere bloccato
Nel dicembre dello stesso anno il Tribunale Amministrativo Regionale ha dato ragione ai residenti e ha fermato tutto. “Non ci hanno mai ascoltati — racconta Antonella Brunetti, portavoce del comitato ‘Salviamo il Monte Stella’ — abbiamo fatto petizioni, assemblee, scritto all’assessorato.” Dopo le prime perforazioni in viale Alcide De Gasperi — dove già dalle sette del mattino operai e macchinari erano al lavoro — è arrivata la sentenza che ha messo la parola fine: recinzioni chiuse, mezzi fermi, cantiere abbandonato.
Le ragioni del Tar e la replica del Comune
Secondo il Tar, reso noto a gennaio 2023, ci sono “dubbi sul rispetto delle normative ambientali”, soprattutto considerando che il Monte Stella è un’area artificiale ma protetta come verde urbano. Il Comune ha cercato di calmare le acque. “Stiamo lavorando per trovare un punto d’incontro tra sviluppo e tutela dell’ambiente,” aveva detto l’assessore ai Lavori Pubblici Gabriele Troiani. Ma le rassicurazioni non hanno convinto: anche il ricorso al Consiglio di Stato è caduto nel vuoto. Nel luglio 2024 i giudici hanno confermato il blocco dell’opera.
Il progetto in numeri: investimenti e impatti attesi
Il piano prevede una capacità di circa 2.000 persone all’ora, con cabine da 10 posti che percorrerebbero il tragitto in meno di sette minuti. I costi sono saliti: dopo il rincaro delle materie prime nel 2025 la spesa stimata ha toccato quota 31 milioni. Una cifra che per l’opposizione comunale rischia di pesare troppo sui cittadini senza garanzie sui benefici reali. “Ci sono altre priorità,” dice da settimane Marco Rossi (PD), consigliere comunale. Troiani però insiste: “La teleferica sarà un aiuto concreto alla mobilità cittadina, soprattutto durante gli eventi sportivi.”
Proteste in strada e un futuro ancora tutto da scrivere
Intanto intorno al cantiere non si placa la protesta. Sabato scorso una trentina di persone si è ritrovata davanti alle transenne di via Cimabue con striscioni (“Non toccate il Monte Stella!”). L’atmosfera è tesa anche per alcuni danneggiamenti alle recinzioni avvenuti durante la notte. La polizia locale però non segnala violenze o feriti.
L’associazione “Verdi per Milano” chiede chiarezza su tempi e modi del progetto: “Non bastano promesse — dice la presidente Laura Bortolazzi — vogliamo sapere se l’area verrà davvero ripristinata.” Il Comune risponde che tutto è fermo “fino al verdetto definitivo della giustizia amministrativa.”
Cosa succederà adesso?
Il giudizio finale del Consiglio di Stato, atteso entro fine maggio, sarà decisivo per il destino della teleferica. Nel frattempo il cantiere resta bloccato, i mezzi immobili e le polemiche non si placano nel quartiere. Nessuno oggi si azzarda a dire se questo progetto vedrà davvero la luce nei prossimi anni.