Rogojeni in Moldavia: il borgo spopolato che si trasforma in villaggio Hobbit per rinascere senza perdere la tradizione

Silvana Lopez

20 Gennaio 2026

Chişinău, 20 gennaio 2026 – Nel piccolo villaggio di Rogojeni, a un paio d’ore d’auto dalla capitale moldava, il tempo pare essersi fermato. Tra le colline che scendono verso il fiume Nistru vivono oggi solo 30 persone. Un numero esiguo, se si pensa ai circa 200 abitanti di qualche decennio fa. Eppure, tra strade silenziose e tetti logori, qualcosa sta muovendosi. La riapertura di una delle vecchie cantine locali, avvenuta questa settimana, ha acceso una scintilla di speranza – sia tra chi ci abita sia nelle istituzioni della zona.

Rogojeni resiste allo spopolamento

Lo spopolamento non è una novità in Moldavia. Ma Rogojeni, incastrato tra campi e orti curati con pazienza, sembrava destinato a sparire. “Una volta c’erano scuole piene di bambini, un medico, la posta. Ora restiamo noi pochi”, racconta Maria Gheorghe, 74 anni, residente da sempre. La fuga verso Chişinău o all’estero – soprattutto in Romania e Italia – ha svuotato le case. I giovani tornano solo d’estate, per raccogliere l’uva o le mele.

La cantina storica che riaccende la speranza

Sembrava tutto perduto finché – quasi a sorpresa – la storica cantina Podgoria Rogojeni ha riaperto i battenti. Non è solo un’azienda agricola: è un pezzo di storia locale che risale al 1880, dove per generazioni si sono prodotti vini bianchi e rossi venduti anche a Chişinău. Dopo dieci anni di chiusura, grazie a una cooperativa creata da tre giovani del posto (Vasile, Ion e Natalia), la cantina ora accoglie visitatori con degustazioni guidate e piccoli tour tra i vigneti.

“Era un peccato lasciare tutto andare in rovina”, dice Ion Spataru, 32 anni. “Abbiamo chiesto un piccolo prestito regionale e ci siamo messi al lavoro. Oggi arrivano anche gruppi dall’estero”. Nella prima settimana sono passati una cinquantina di turisti: curiosi di assaggiare i vini ma anche di riscoprire il paesaggio del villaggio.

Turismo lento che apre nuove strade

Il ritorno della viticoltura porta con sé qualcosa di più: la sensazione che Rogojeni possa diventare meta di turismo lento. Non numeri da grande afflusso, ma visite costanti e rispettose. “Sono soprattutto italiani e tedeschi”, racconta Natalia Ursu della cooperativa. “Vengono per il vino ma restano colpiti dalla calma e dai ritmi del paese”. Le offerte sono semplici: passeggiate nei vigneti, pranzi nei cortili in pietra, laboratori di cucina tradizionale moldava.

Il sindaco del distretto di Rezina, Iurie Ciobanu, sottolinea che il progetto “potrebbe fare scuola per altre comunità a rischio abbandono”. Nel weekend sono tornati anche alcuni ex abitanti residenti all’estero da anni. Piccoli segnali concreti.

I nodi da sciogliere: servizi ridotti e futuro incerto

Restano però tante difficoltà sulla strada della rinascita. I servizi pubblici sono ridotti al minimo: la scuola elementare ha chiuso nel 2022, la dottoressa viene solo due volte alla settimana. L’elettricità manca spesso quando tira vento forte. Secondo il Ministero dell’Interno moldavo, Rogojeni ha perso il 70% dei suoi abitanti negli ultimi dieci anni.

Il problema demografico pesa molto. “Serve qualcuno che scelga davvero di restare o tornare”, ammette Vasile Balan, il più giovane dei soci della cantina. Eppure, tra filari ordinati e una sala degustazione finalmente aperta dopo anni di polvere, si sente un’aria nuova.

Una sfida tra tradizione e futuro

La vera prova sarà trasformare questo entusiasmo iniziale in qualcosa di stabile. Gli investimenti pubblici restano pochi – circa 20 mila euro stanziati dalla Regione solo per sistemare la cantina – e la collaborazione con alcune agenzie turistiche di Chişinău è ancora agli inizi. Ma c’è già chi punta su Rogojeni come esempio concreto contro l’abbandono delle campagne.

Nelle parole degli abitanti non c’è retorica: “Siamo pochi e stanchi ma qui nessuno vuole mollare”, dice Maria mentre versa un bicchiere di Fetească albă. Il vino scorre lento nei calici mentre fuori l’inverno fa filtrare una luce fioca tra i rami spogli. Forse non sarà facile cambiare il destino del villaggio; però oggi Rogojeni ha almeno una speranza in più. E la sua storia riparte proprio da qui.

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