Santo Domingo, 29 novembre 2025 – Un viaggio in **Repubblica Dominicana** porta spesso i turisti nelle mete più note: le spiagge bianchissime di **Punta Cana**, i resort con pacchetti all inclusive affacciati sull’Atlantico. Ma basta allontanarsi un po’ dalle strade più battute per scoprire un’isola diversa, dove il tempo scorre lento come nei vecchi villaggi, l’aria è impregnata del profumo delle piante di cacao e il mare racconta storie su spiagge ancora poco frequentate. Questa è la **Repubblica Dominicana autentica**, quella che si rivela solo a chi lascia la via principale e si avventura verso la costa nord o nell’entroterra.
## **Villaggi di pescatori: dove il tempo sembra fermarsi**
Il vero cuore dell’isola batte nei piccoli **villaggi di pescatori**, dove il ritmo segue ancora quello del sole. A **Las Galeras**, a nord-est, la giornata comincia con il canto dei galli e l’odore del pane fritto, la “arepita”. La baia è silenziosa, interrotta solo dal rumore delle barche che rientrano dopo una notte in mare. Qui la pesca è vita quotidiana. Sul molo si vedono reti rattoppate a mano, secchi pieni di conchiglie appena raccolte e gruppi di donne che, tra risate genuine, puliscono pesci argentati.
**Miguel Valdez**, pescatore di Samaná, racconta: “La vera ricchezza è il mare. Ogni giorno è una sorpresa, non sai mai cosa trovi nelle reti”. I bambini corrono sulla sabbia inseguendo le galline, e l’unico bar apre intorno alle otto senza insegne al neon. Solo una lavagna con i piatti del giorno: riso, fagioli neri e pesce grigliato sul fuoco. E i prezzi? Sorprendentemente bassi – un pasto completo spesso costa meno di cinque dollari.
## **Spiagge segrete lontane dalla folla**
Chi lascia la strada asfaltata e si avventura sulle piste sterrate trova ancora angoli nascosti e quasi intatti lungo la costa. **Playa Rincón** è uno di questi: fuori dai circuiti turistici tradizionali, con una spiaggia ampia fiancheggiata da palme piegate dal vento e una vegetazione tropicale rigogliosa. L’acqua qui è calma e limpida. Una ragazza del posto confida: “I turisti non sono molti, solo chi cerca davvero questo posto ci arriva”.
Per arrivarci serve almeno un’ora da Samaná, tra buche e curve strette. Ma l’attesa vale ogni minuto: sabbia soffice sotto i piedi e poche persone — qualche viaggiatore con lo zaino in spalla e mucche al pascolo che arrivano quasi fino al mare.
## **Cascate tra piantagioni di cacao nell’entroterra**
Spostandosi verso l’interno l’ambiente cambia subito: coltivazioni di **cacao** e caffè disegnano un verde mosaico sulle colline. L’aria diventa più fresca soprattutto nelle prime ore del mattino. Vicino a **El Limón**, poco lontano da Las Terrenas, il sentiero che porta alla famosa cascata (Salto El Limón) attraversa piantagioni e orti familiari.
Juan Pérez, guida locale, avverte: “Servono scarpe comode, ma lo spettacolo ripaga ogni passo”. La cascata è alta più di 40 metri e si getta in una pozza azzurra dove si può fare il bagno; chi arriva presto spesso la trova tutta per sé. Intorno solo il suono degli uccelli e l’odore della terra bagnata.
Non lontano c’è una piccola **finca** familiare dove si produce cioccolato artigianale e rum locale. I proprietari raccontano come raccolgono le fave di cacao e le tostano sul fuoco aperto.
## **Mercati locali vivi e ospitalità semplice**
Nel centro di paesi come **Sánchez** o **Cabrera**, i mercati sono ancora il cuore della vita quotidiana. Si parte presto – già alle sei le bancarelle sono piene di frutta tropicale: mango, guanábana, platani verdi disposti a piramide. E non manca mai una radio che diffonde bachata o merengue.
Il turismo qui resta discreto. Pochi bed & breakfast a gestione familiare offrono camere semplici (con zanzariera e amaca sul balcone). La sera cala presto sulla piazza principale; qualche risata arriva dai tavolini all’aperto dove si sorseggia una birra ghiacciata Presidente.
## **Un’altra Repubblica Dominicana: senza fretta né folla**
Viaggiare nella **Repubblica Dominicana fuori dai percorsi classici** vuol dire adattarsi a un ritmo diverso: quello delle stagioni della pesca, delle piogge improvvise e dei bus locali – i “guagua” – che partono solo quando sono pieni. Nessun grande cartello né resort extralusso; così si scopre davvero l’anima dell’isola fatta di piccoli incontri e angoli silenziosi.
“I turisti qui li conosciamo tutti per nome”, sorride Don Rafael, gestore di una piccola pensione a Cabrera. “Chi cerca solo belle foto va a Punta Cana; chi vuole capire davvero questo paese… resta più a lungo”.