Venezia, 8 gennaio 2026 – Venezia fatica a gestire da mesi l’overtourism, ma altrove, in una parte meno battuta del Veneto, l’attenzione internazionale sta crescendo. Un recente articolo del britannico The Times racconta di un rinnovato interesse per quelle zone meno note della regione. Il motivo? Qui si trova ancora un equilibrio autentico tra natura, borghi storici e tavole imbandite, capace di sorprendere anche chi è ormai abituato a viaggiare.
Il Veneto “nascosto” conquista i lettori inglesi
Il giornale londinese ha messo in luce alcune delle mete venete spesso oscurate da Venezia, Padova o Verona. Si parla di posti come Cison di Valmarino, piccolo centro tra le Prealpi Trevigiane, o Arquà Petrarca, incastonato nei Colli Euganei e noto per essere stato l’ultimo rifugio del poeta Francesco Petrarca. Secondo il Times, qui si respira ancora una vita vera: mercati rionali, trattorie dove il tempo sembra rallentare e si ordina un piatto di bigoli con l’anatra o un tagliere di salumi tipici senza fretta.
Gli inviati inglesi sottolineano in particolare la tranquillità che si trova nei vicoli acciottolati di Asolo, dove artigiani e viaggiatori curiosi si mescolano lontano dalla frenesia della laguna. “Abbiamo trovato ospitalità autentica e una cultura del tempo lento”, racconta uno dei giornalisti britannici. Le sue tappe? Piccole cantine del Prosecco e passeggiate ai margini dei boschi dolomitici.
Un turismo fatto di borghi, arte e sapori locali
Non si parla solo di piccoli paesi: nella selezione del Times ci sono anche alcune città d’arte venete meno affollate, come Vicenza, famosa per le sue architetture palladiane e un centro storico visitabile senza la ressa tipica delle grandi mete turistiche. “Qui tutto scorre con calma”, spiega Marco Zecchinato, albergatore nel cuore della città. “Molti stranieri arrivano da Londra o Amsterdam dopo aver letto questi articoli e cercano proprio questo tipo di esperienza.”
Dalle testimonianze raccolte emerge anche la grande attenzione alla cucina locale: dai piatti a base di polenta con baccalà mantecato ai risotti con radicchio rosso di Treviso. E i prezzi? “Sono ancora accessibili”, assicura Silvia Prandini, titolare di un’enoteca ad Este. Racconta di un aumento dei turisti britannici attratti da vini meno conosciuti come Tai Rosso o Raboso. Secondo chi lavora sul territorio, la chiave sta nel puntare su esperienze vere: laboratori artigianali e sentieri naturali lontani dai soliti percorsi.
Venezia soffre l’overtourism, ma il resto del Veneto cresce
La situazione a Venezia resta però difficile. Dopo aver introdotto la tassa d’accesso per chi visita la città in giornata e aver limitato gli ingressi nei momenti più caldi (come il ponte dell’Immacolata o Capodanno), il Comune stima un calo del 10% dei visitatori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo conferma Michele Zuin, assessore al Bilancio: “Le misure stanno aiutando a smorzare la pressione nei giorni critici, ma permangono difficoltà per le attività commerciali e il lavoro stagionale.”
Invece, località come Feltre o Bassano del Grappa vedono aumentare gli arrivi (+7% su base annua secondo il Consorzio Veneto Promozione). Questo porta a una domanda crescente di alloggi diffusi e agriturismi, con prenotazioni già aperte per la primavera. Gli operatori parlano di turisti “più consapevoli”, come li definisce Chiara Lazzarin, guida escursionistica vicino alle Dolomiti: preferiscono muoversi fuori stagione e vivere i ritmi locali.
Il futuro del turismo veneto passa dalla diversità
Guardando avanti, la sfida più grande per il Veneto sarà bilanciare la tutela dei centri storici con uno sviluppo turistico più distribuito sul territorio. Le istituzioni regionali – soprattutto l’assessorato al Turismo – stanno lavorando a campagne promozionali che puntano su percorsi ciclabili tra ville venete e itinerari naturalistici sui Colli Berici. “L’idea è spostare i flussi verso aree meno conosciute”, spiega Federico Caner, assessore regionale.
Chi lavora nel settore – confermato dai viaggiatori stranieri – vede proprio nella varietà della regione la sua forza più grande oggi. Così mentre Venezia continua a far discutere per l’overtourism, nel resto del Veneto cresce il desiderio di scoprire con calma borghi antichi, cibo genuino e panorami discreti. Una nuova storia turistica che sembra finalmente trovare spazio anche oltre i confini italiani.