Tsutenkaku Osaka: la Torre Iconica con Vista Panoramica ispirata alla Tour Eiffel

Silvana Lopez

9 Febbraio 2026

Osaka, 9 febbraio 2026 – Tra i grattacieli che punteggiano l’orizzonte di Osaka, il Tsūtenkaku non è solo un punto panoramico. Per molti abitanti è la memoria viva di una città che ha saputo rimettersi in piedi, guardando sempre verso l’alto. Nata nel 1912, ispirata alla celebre Tour Eiffel di Parigi, la torre si staglia nel quartiere di Shinsekai. Ancora oggi è uno dei simboli più riconoscibili, non solo per i turisti ma soprattutto per chi qui ci vive e la usa come bussola nel caos urbano.

Un simbolo nel cuore pulsante di Shinsekai

L’idea all’inizio – raccontano le vecchie cronache – era semplice: regalare a Osaka un monumento moderno, che mostrasse l’ambizione economica della città e attirasse visitatori nella nuova area ricreativa di Shinsekai, nata all’inizio del secolo scorso. “Non si era mai visto nulla di simile da queste parti,” confida Masao Nishida, pensionato che trascorre spesso il pomeriggio ai piedi della torre. Originariamente alta 64 metri, ricostruita poi nel 1956 arrivando a toccare i 103 metri, la struttura è diventata con gli anni un punto fermo dello skyline cittadino.

Dall’osservatorio lo sguardo su Osaka

Salire sulla cima del Tsūtenkaku – l’osservatorio è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20 – significa godersi una vista a 360 gradi sulla città: dai grattacieli di Umeda alla linea piatta del porto, fino alle luci rosate del tramonto che sfumano sulle vie sottostanti. Sono molti i viaggiatori che scelgono questo momento del tardo pomeriggio per salire in cima; lo confermano anche i gestori dell’attrazione, che hanno visto aumentare le visite serali negli ultimi anni. “C’è chi arriva solo per ammirare il panorama e resta qualche minuto in silenzio,” racconta Hiroko Takayama, addetta all’accoglienza turistica. Il prezzo del biglietto standard si aggira intorno ai 900 yen (poco meno di sei euro), con sconti per studenti e gruppi familiari.

Tra ricostruzione e identità della città

La storia del Tsūtenkaku ha avuto momenti difficili. Distrutta da un incendio nel 1943 durante il periodo bellico, la torre tornò a splendere solo dopo oltre dieci anni grazie alla spinta dei cittadini e delle associazioni commerciali. “Abbiamo aspettato a lungo prima di rivedere questo simbolo,” ricorda Kazuya Mori, titolare di un negozio storico su Janjan Yokocho, la strada dei ristorantini sotto la torre. Fu proprio durante il boom economico degli anni ‘60 che Osaka riprese pienamente possesso del suo faro verticale. Ancora oggi molti visitatori lasciano offerte alla statua dorata di Billiken – un portafortuna d’origine occidentale adottato dalla cultura locale – posizionata nell’area espositiva interna.

Shinsekai tra passato e futuro

Il quartiere intorno al Tsūtenkaku cambia lentamente ma in modo evidente: dai vecchi teatri agli izakaya vivaci, dai bagni pubblici alle sale giochi. “Non è più quella degli anni ’80,” spiega Midori Sugimoto, giovane imprenditrice locale. Eppure la torre resta il riferimento visivo e simbolico, anche nei progetti per rilanciare il turismo della zona. Negli ultimi mesi sono aumentate le iniziative culturali e i tour guidati in inglese; secondo il Dipartimento Turismo Osaka, gli arrivi dall’estero sono cresciuti del 17% nel 2025.

Piccole curiosità e dritte utili

Pochi sanno che “Tsūtenkaku” vuol dire letteralmente “torre che tocca il cielo”. Di sera le luci a LED regalano spettacoli di colori visibili anche dal parco Tennoji o dalla stazione vicina. Tra i souvenir più amati ci sono calamite con l’immagine della torre, portachiavi e gli snack tipici come le crocchette kushikatsu. L’ingresso si trova in una piazzetta circondata da chioschi e negozi storici, spesso pieni anche nei giorni feriali. I cartelli turistici sono aggiornati anche in italiano e aiutano a orientarsi tra le vie strette e i locali tradizionali.

In questo scenario urbano – sospeso tra passato popolare e voglia di modernità – il Tsūtenkaku resta un punto d’incontro imprescindibile. Una cartolina vivente di Osaka che ogni giorno richiama centinaia di visitatori ma soprattutto custodisce le storie quotidiane di chi qui ci vive davvero.

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