Un dente di 5000 anni rivela i segreti di Stonehenge

Un dente di 5000 anni rivela i segreti di Stonehenge

Un dente di 5000 anni rivela i segreti di Stonehenge

Luca Mangano

31 Agosto 2025

Stonehenge, uno dei monumenti megalitici più iconici e affascinanti del mondo, continua a catturare l’immaginazione di storici, archeologi e turisti di ogni parte del globo. Situato nella piana di Salisbury, nel Wiltshire, questo enigmatico sito ha suscitato interrogativi su come sia stato costruito, sul suo significato e sulle modalità di trasporto dei giganteschi blocchi di pietra che lo compongono. Una recente scoperta legata a un antico dente di mucca, datato circa 5000 anni fa, ha aperto nuove strade di ricerca, offrendo insight preziosi sulle tecniche utilizzate dalle comunità neolitiche per erigere questa straordinaria struttura e sul loro legame con ritualità e vita quotidiana.

Un dente di mucca che arriva dal Galles

Il reperto in questione è un molare proveniente dalla mascella di una mucca, rinvenuto a pochi passi dall’ingresso di Stonehenge e datato tra il 2995 e il 2900 a.C. L’analisi scientifica, condotta da un team di studiosi del British Geological Survey, dell’Università di Cardiff e dell’University College di Londra, ha rivelato tracce isotopiche che collegano il dente direttamente al Galles. Questo aspetto ha rinforzato l’ipotesi secondo cui il bestiame non fosse utilizzato solo come fonte di cibo e risorsa economica, ma che avesse anche un ruolo cruciale nel trasporto delle massicce pietre, spostate per oltre 200 chilometri attraverso un paesaggio difficile e accidentato.

Il posizionamento del dente in un punto preciso della più antica struttura ad anello di Stonehenge suggerisce un possibile valore rituale. Gli archeologi ritengono che non si tratti di un posizionamento casuale: la mucca potrebbe essere arrivata insieme alle comunità che portarono le pietre dal Galles, divenendo un simbolo di legame culturale, religioso e politico tra le due regioni. Questo collegamento è particolarmente significativo in un periodo in cui le migrazioni e gli scambi commerciali erano essenziali per la sopravvivenza e lo sviluppo delle società preistoriche.

Nuove ipotesi sul trasporto delle pietre di Stonehenge

Fino a pochi anni fa, non esistevano prove concrete dell’utilizzo dei bovini come animali da soma nel Neolitico. Tuttavia, studi recenti hanno mostrato che la conformazione degli zoccoli di alcuni esemplari antichi poteva consentirne l’impiego per il traino. Questo dato, unito alle analisi isotopiche sul dente, apre nuove possibilità sul ruolo cruciale del bestiame nella costruzione di Stonehenge, alimentando un dibattito che continua a stimolare l’interesse degli studiosi di tutto il mondo.

Il viaggio delle pietre dal Galles al Wiltshire non sarebbe stato un’impresa semplice. Di seguito sono elencati alcuni degli aspetti chiave necessari per questo trasporto:

  1. Organizzazione: La pianificazione del percorso e delle risorse necessarie.
  2. Risorse: Fornire cibo e acqua sia per uomini che per animali.
  3. Rete di supporto: Assistenza lungo il percorso per garantire il benessere di tutti i partecipanti.

Le analisi isotopiche hanno anche rivelato che la dieta della mucca variava con le stagioni, suggerendo spostamenti periodici o foraggiamento proveniente da aree diverse. Questi dettagli testimoniano una gestione complessa del territorio e del bestiame, segno di una società neolitica più strutturata e sorprendentemente avanzata di quanto si pensasse.

Un legame culturale e rituale

La scoperta del dente di mucca non solo arricchisce la narrazione sulle origini di Stonehenge, ma evidenzia anche l’importanza delle interazioni culturali in epoche antiche. La mucca, simbolo di abbondanza e prosperità, potrebbe aver avuto un ruolo rituale significativo per le comunità che vivevano in quel periodo. In molte culture antiche, gli animali avevano un valore spirituale e venivano spesso utilizzati in cerimonie e rituali. Questo legame tra bestiame e spiritualità potrebbe aver influenzato le pratiche rituali legate alla costruzione di monumenti come Stonehenge.

Inoltre, il fatto che le pietre blu di Stonehenge provengano dalle colline Preseli in Galles e che il bestiame utilizzato possa aver avuto un ruolo fondamentale nella migrazione di materiali e persone, suggerisce una rete complessa di relazioni sociali e culturali. Queste connessioni sono essenziali per comprendere il contesto storico e sociale in cui è emerso Stonehenge.

Implicazioni per la ricerca futura

La scoperta del dente di mucca rappresenta un importante passo avanti nella comprensione di Stonehenge e delle sue origini. Gli archeologi sono ora spinti a rivedere le loro teorie sul trasporto delle pietre e sull’organizzazione sociale delle comunità neolitiche. Questo reperto non solo illumina le tecniche pratiche utilizzate per la costruzione del monumento, ma offre anche spunti di riflessione sulle dinamiche culturali e sociali che hanno caratterizzato l’epoca.

In conclusione, il dente di mucca di 5000 anni rappresenta una chiave preziosa per comprendere meglio la nascita di uno dei monumenti più iconici della storia umana. Le nuove scoperte scientifiche non solo arricchiscono la nostra conoscenza di Stonehenge, ma ci invitano a esplorare ulteriormente le complessità della vita neolitica, il suo legame con l’ambiente e il significato culturale di pratiche ora scomparse, ma che hanno lasciato un segno indelebile nella storia.

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