Vacanze da sogno a Dhërmi: il cottage perfetto tra mare e monti in Albania per relax e smart working

Giulia Ruberti

1 Giugno 2026

Tirana, 1 giugno 2026 – Nel piccolo Dhërmi, un borgo nascosto lungo la costa meridionale dell’Albania, sta spopolando un angolo che da qualche mese è diventato il punto di riferimento per viaggiatori, nomadi digitali e appassionati di mare. Non lo troverete segnato sulle mappe più gettonate, eppure questo posto sta raccogliendo consensi per come riesce a mescolare design moderno, relax e una sensazione di libertà che, a sentire chi l’ha visitato, si percepisce già dal primo passo.

Dhërmi, la nuova meta per chi cerca lavoro e mare

Arrivare a Dhërmi vuol dire più che ammirare l’Adriatico. Qui c’è qualcosa di speciale nella semplicità curata che si respira. Sulla spiaggia di Gjipe – una striscia di ciottoli e acqua cristallina incastonata tra scogliere e pini – è nata una piccola struttura pensata proprio per chi lavora da remoto senza voler rinunciare al contatto diretto con la natura. Chi frequenta questo posto parla di una connessione Wi-Fi veloce, spazi all’ombra con vista mare e una sala comune dal look essenziale, fatta di materiali locali e grandi finestre.

«Lavorare qui mi aiuta a concentrarmi e trovare idee, soprattutto nelle pause tra una videochiamata e l’altra», racconta Marco, consulente IT arrivato da Milano. Non sono pochi gli italiani, insieme a giovani imprenditori tedeschi e francesi, che scelgono Dhërmi per restare dalla settimana fino anche a un mese intero. È uno smart working diverso dal solito, più rilassato, scandito dal ritmo delle onde.

La scelta di uno stile essenziale

Dietro la reception, aperta dalle 9 alle 19, c’è Sara, 27 anni di Tirana, che spiega come tutto sia nato quasi per caso. «Durante la pandemia tanti cercavano posti tranquilli dove lavorare e trovare un nuovo equilibrio lontano dal caos delle città», racconta lei. Da quella voglia è sbocciato un progetto semplice ma efficace: uno spazio multifunzione dove vivere senza distrazioni inutili.

Le camere sono poche, appena otto, con terrazze che guardano alla pineta. L’arredamento punta su legno chiaro, tessuti naturali e colori tenui. Niente tv nelle stanze: qui si punta tutto su internet stabile e su una cucina in comune dove prepararsi colazioni o pranzi veloci. «Il vero lusso qui è il tempo», dicono i gestori. E la spiaggia? È lì a due passi: sabbia mista a ciottoli, ombrelloni distanziati e il suono del mare che si fa sentire fin sul patio.

Nuovi equilibri tra lavoro e tempo libero

Il fenomeno non riguarda solo Dhërmi. In diverse zone dell’Albania meridionale si moltiplicano le offerte per chi cerca la cosiddetta workation: un modo nuovo di alternare lavoro e svago in luoghi fino a poco fa considerati solo mete turistiche tradizionali. I prezzi? Restano bassi: una settimana in camera doppia costa intorno ai 400 euro in giugno e settembre; nei mesi estivi lievitano ma sono comunque più contenuti rispetto alle località più famose d’Italia.

«Abbiamo scelto questa zona anche per comodità: l’aeroporto di Tirana è collegato con voli diretti da Roma, Milano e Bologna», spiega Sara. Da lì bastano circa due ore lungo strade panoramiche per raggiungere il mare. E poi il clima è perfetto: caldo secco già da fine maggio e serate fresche anche d’estate.

Ospiti e futuro: tra digital nomads e viaggiatori “lenti”

Secondo dati recenti dell’ente turistico nazionale, nell’ultimo anno più di 60 mila italiani hanno messo piede sulle spiagge albanesi. A spingere questa crescita è stato anche il passaparola tra chi lavora da remoto. «I nostri ospiti cercano soprattutto semplicità e tranquillità», dice Sara mentre sistema alcune piante sul terrazzo. La maggior parte ha tra i 30 e i 45 anni; alcuni arrivano con uno zaino in spalla, altri portano famiglie o amici per soggiorni lunghi.

C’è chi si alza all’alba per una nuotata solitaria prima di mettersi davanti al computer; altri invece si ritrovano la sera attorno al tavolo in giardino per parlare di progetti o improvvisare un barbecue. «Non abbiamo programmi o animazione fissa: ognuno vive il suo ritmo», ammette Sara.

Un posto dove l’essenziale torna protagonista mentre intorno la costa albanese cambia faccia diventando un laboratorio aperto per chi vuole scoprire nuovi modi di vivere – e lavorare – guardando il mare negli occhi.

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