Vacanze in Thailandia: come evitare la truffa sulla Thailand Digital Arrival Card obbligatoria e gratuita

Giulia Ruberti

6 Aprile 2026

Bangkok, 6 aprile 2026 – Da oggi, chi mette piede in Thailandia deve obbligatoriamente registrarsi con la nuova Digital Arrival Card. La procedura, attiva nei principali aeroporti del Paese, è gratuita, come confermato dal ministero del Turismo. L’obiettivo? Snellire i controlli alle frontiere. Ma nelle prime ore di utilizzo non sono mancati dubbi e qualche segnalazione di tentativi di truffa online.

Registrazione digitale all’arrivo: cosa cambia davvero

Le autorità thailandesi chiedono a ogni viaggiatore, a prescindere dalla nazionalità, di compilare la Digital Arrival Card prima del controllo passaporti. Si fa tutto online, sul sito ufficiale dell’immigrazione o tramite totem digitali negli aeroporti più grandi come Suvarnabhumi a Bangkok e Phuket International. Bastano pochi minuti, un passaporto valido, il biglietto di ritorno o di proseguimento e l’indirizzo dove si alloggerà in Thailandia. Le informazioni servono a rafforzare la sicurezza e a gestire meglio l’afflusso di turisti, spiega un portavoce dell’Immigration Bureau.

I primi giorni non sono stati semplici: negli arrivi si vedono gruppi di viaggiatori un po’ spaesati a cui il personale in divisa prova a dare una mano. “Stiamo facendo il possibile per semplificare il passaggio”, assicura Somchai Chaiprasit, responsabile all’aeroporto di Don Mueang. D’altronde la Thailandia ha ospitato quasi 28 milioni di turisti nel 2023 e punta su queste soluzioni digitali per far scorrere meglio le file.

Obbligatoria ma senza costi: occhio alle trappole online

Anche se il governo ha ribadito che la registrazione è gratuita, già circolano siti non ufficiali che chiedono soldi per “aiutare” con la compilazione della Digital Arrival Card. Le associazioni dei tour operator italiani mettono in guardia: alcune pagine propongono tariffe fino a 50 euro usando nomi che somigliano a quelli ufficiali.

Il Consolato italiano a Bangkok avverte chi parte: “Il procedimento è semplice e non costa nulla”. Anche l’Ambasciata britannica invita alla prudenza: “Non pagate nessuno e controllate sempre l’indirizzo del sito web”, si legge nelle ultime raccomandazioni sul portale governativo.

Cosa serve e dove chiedere aiuto

Per completare la Digital Arrival Card bastano pochi dati essenziali: numero del passaporto, informazioni sul volo, indirizzo della destinazione e recapiti personali. Una volta inviata la domanda sul sistema ufficiale arriva un QR code da mostrare agli agenti al controllo passaporti. Chi non ha uno smartphone può usare i terminali disponibili in aeroporto; spesso sono affiancati da operatori che parlano inglese.

In alcune zone – spiegano le autorità – si sono viste brevi code soprattutto dopo gli arrivi notturni dai voli dall’Europa e dall’Australia. Le compagnie aeree fanno sapere che le nuove regole sono state comunicate anche ai check-in europei ma capita ancora che qualche passeggero arrivi senza aver completato nulla. Come racconta uno steward della Thai Airways: “Non si viene respinti all’imbarco, ma bisogna fare tutto appena arrivati”.

Chi non si registra? I rischi concreti

Non ci sono multe immediate per chi dimentica la Digital Arrival Card, ma chi salta questo passaggio rischia tempi più lunghi al controllo o ritardi nell’ingresso nel Paese. “Consigliamo di informarsi bene prima di partire”, sottolinea Chonlada Ritthidet dell’Ufficio turismo dell’aeroporto di Phuket. I tour operator ricordano che in alta stagione questo intoppo può complicare parecchio le cose.

Aggiornamenti e come tenersi al passo

Il sito dell’Immigration Bureau thailandese (https://www.immigration.go.th/) resta il punto di riferimento ufficiale per tutto ciò che riguarda la Digital Arrival Card. Ambasciate italiane e straniere aggiornano regolarmente i propri canali web e social network con news importanti. Se avete dubbi meglio rivolgersi direttamente agli sportelli informativi degli aeroporti o contattare le rappresentanze diplomatiche.

“Serve un po’ di pazienza in questi primi giorni – ammette un agente agli arrivi internazionali – ma alla fine il sistema aiuterà anche in caso di emergenze sanitarie o improvvisi flussi turistici.” Insomma, la digitalizzazione avanza anche alle frontiere thailandesi. La miglior difesa? Essere informati e restare sempre vigili contro possibili truffe o inconvenienti imprevisti.

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