Milano, 26 luglio 2026 – Partire con un piano chiaro e tornare a casa con una storia da raccontare: non è solo uno slogan, ma il modo in cui molti italiani stanno vivendo il viaggio oggi. A confermarlo non sono soltanto i numeri delle partenze degli ultimi mesi, ma anche le nuove tendenze messe in luce dagli esperti del settore, tra cui gli autori di Lonely Planet, la celebre casa editrice di guide turistiche che quest’estate rilancia le sue raccomandazioni più iconiche.
I consigli degli autori Lonely Planet: esperienze e mete da segnare in agenda
Ormai è finita l’epoca dei viaggi senza una meta precisa. Come racconta Chiara Lanzoni, contributor della guida sull’Italia, “oggi i turisti partono con un itinerario ben definito, spesso cucito su misura con esperienze personalizzate”. Che si tratti di una visita al Museo Egizio di Torino di prima mattina, per evitare la ressa, o di una passeggiata tra i murales del quartiere Ostiense a Roma. Sono quei dettagli a fare la differenza. Lanzoni ricorda la storia di una famiglia bolognese che ha deciso di fermarsi a Napoli solo per assaggiare la pizza da Gino Sorbillo nel pomeriggio, ma che poi si è lasciata conquistare dalla street art nei Quartieri Spagnoli. Le nuove guide puntano quindi non solo sui classici itinerari ma anche su percorsi meno battuti, quelli che spesso sfuggono ai tour operator.
Raccomandazioni iconiche e dritte fuori dal comune: cosa cambia
Sul fronte editoriale, Lonely Planet ha cambiato registro: “Non bastano più le liste delle cose da vedere”, spiega Enrico Greppi, responsabile delle pubblicazioni europee. Adesso si punta su racconti di viaggio, esperienze vissute sul posto e piccoli consigli presi direttamente da chi quei luoghi li vive ogni giorno. La scelta delle mete segue criteri più concreti e autentici: “I nostri contributor si soffermano sui dettagli più veri”, aggiunge Greppi. Per esempio? La colazione a base di pane carasau e miele in un bar minuscolo a Gavoi, in Barbagia, o il tramonto visto dalla terrazza del Santuario di San Luca a Bologna, circondati dai pellegrini e dalle famiglie che aspettano in silenzio.
Nelle guide aggiornate per il 2026 spuntano anche piccole storie raccolte sul campo: come quella di una coppia francese a Palermo che ha scoperto l’Itinerario Arabo-Normanno grazie a una chiacchierata con un tassista al porto. Sono racconti semplici ma capaci di restare nel cuore.
Esperienze e incontri: quando la narrazione fa la differenza
“Partire con un piano dà sicurezza, ma sono le deviazioni inaspettate quelle che lasciano il segno”, sottolinea Marco Ferrero, esperto di turismo responsabile. I dati dell’Enit confermano un aumento della domanda per esperienze autentiche: più del 45% degli intervistati cerca non solo musei o monumenti, ma anche dove mangiare come i locali, festival poco noti o mercatini temporanei. Spesso sono proprio i suggerimenti nelle sezioni “insider tips” delle guide a orientare la scelta della destinazione.
Un dato interessante arriva dalle principali città d’arte italiane: gli accessi alle esperienze consigliate da Lonely Planet sono cresciuti del 18-20% rispetto al 2025 (dati Assoviaggi). La tendenza vale anche all’estero: gli autori segnalano un boom negli itinerari slow nelle campagne della Provenza o nei soggiorni nelle ryokan tradizionali dei piccoli centri del Giappone centrale.
Il ritorno a casa: storie da raccontare
Solo una volta tornati – magari all’aeroporto di Linate in un pomeriggio d’estate – si capisce davvero il senso del motto degli autori: partire con un piano e tornare con una storia. “Non esistono due viaggi uguali”, sorride Lanzoni. Anche seguendo gli stessi consigli, ognuno vive qualcosa di diverso: cambiano le persone incontrate lungo la strada, le conversazioni scambiate davanti a un caffè o le coincidenze fortunate degli orari degli autobus.
Raccontare quel viaggio – davanti a una birra tra amici o con messaggi vocali alla sera – spesso pesa più di mille foto scattate nei luoghi simbolo. È così che la guida turistica lascia il ruolo di semplice manuale per diventare una vera collezione di spunti narrativi e frammenti di vita vissuta.
L’osservatorio Lonely Planet lo conferma: oggi la sfida è saper indicare esperienze che siano il punto di partenza per storie personali nuove. Viaggiare seguendo un filo conduttore senza rimanere prigionieri dei must-see e aprirsi alle deviazioni inattese. Sono proprio questi dettagli a fare la differenza quando si torna a casa. Una visione che sta conquistando sempre più italiani. E non solo loro.