Milano, 4 gennaio 2026 – Con l’arrivo del nuovo anno, torna la domanda che accompagna ogni appassionato di viaggi: dove andare nel 2026? Che sia una fuga veloce dietro l’angolo o un’avventura lontana, il desiderio di partire si fa sentire adesso, tra una nevicata in città e le agende ancora vuote sul tavolo. Quest’anno però c’è un cambiamento: restano forti le mete “vicine”, ma cresce anche la voglia di spingersi oltre, riscoprendo rotte dimenticate o rimandate troppo a lungo.
Viaggiare vicino casa: comodità e sorprese
Gli operatori confermano un trend ormai consolidato: le destinazioni a portata di mano attirano sempre più italiani. Lago di Como, Dolomiti, Costiera Amalfitana sono in cima alle preferenze. “Molti scelgono mete raggiungibili in poche ore, spesso anche solo per un giorno,” racconta Anna Bianchi, responsabile di un’agenzia milanese. Il perché è semplice: costi contenuti, più sicurezza e la libertà di decidere all’ultimo momento.
Basta però guardare una stazione qualsiasi – Porta Garibaldi a Milano o Termini a Roma – per vedere trolley diretti ovunque. “Mi sorprende quanta gente preferisca ancora la Liguria fuori stagione,” dice Andrea, gestore di un piccolo b&b a Camogli. E i numeri gli danno ragione: Federalberghi segnala un +11% nel turismo locale nel 2025, con picchi tra marzo e ottobre.
Quando muoversi: i mesi chiave del 2026
Chi viaggia lo sa bene: il periodo giusto fa la differenza tra vacanze perfette e corse contro il tempo. Quest’anno i ponti non mancano. Pasqua arriva il 5 aprile, offrendo il primo assaggio di primavera. Poi ci sono il 25 aprile e il 1° maggio, giorni ideali per partire senza consumare troppe ferie.
Secondo Assoviaggi, però, il vero boom potrebbe arrivare ad agosto. “La domanda per le località balneari è già alta,” spiega Francesco Pini, portavoce dell’associazione, “ma cresce anche l’interesse per città d’arte e piccoli borghi.” Tra luglio e settembre capiremo meglio quali saranno le destinazioni più gettonate.
Perché partire ora: aspettative ed esperienze
Le ragioni che spingono a partire cambiano da persona a persona. C’è chi cerca relax assoluto, chi vuole camminare ore su sentieri o tra musei. Ma tutti hanno una cosa in comune: sentono il bisogno di cambiare aria almeno per qualche giorno. “Nel 2026 non basta più una semplice pausa,” osserva la psicologa specializzata in travel coaching Elisa Mauri. “Si cercano esperienze vere: un corso di cucina in Toscana, una notte in rifugio sulle Alpi o semplicemente un weekend senza cellulare.”
Anche le offerte delle agenzie si sono adattate a questa voglia di novità. Spuntano così trekking guidati, wine tour fuori stagione e pacchetti last minute per spa immerse nel verde.
Sognare lontano: mete esotiche e viaggi rimandati
Ma nonostante tutto la voglia di un vero “viaggio grande” resta forte. “Quest’anno stiamo ricevendo molte prenotazioni anticipate per destinazioni fuori Europa,” conferma Marta De Simone, manager della filiale romana di un network internazionale. Tra le mete più richieste ci sono Giappone, Australia, Stati Uniti, ma anche Sudafrica e Polinesia.
I prezzi dei voli restano stabili rispetto al 2025 – dice SkyScanner Italia – così molti si organizzano fin da ora per partire dopo l’estate. “Da anni sognavamo il foliage nel New England,” racconta una coppia al check-in di Fiumicino. Segnali chiari che qualcosa sta cambiando: meno fughe lampo e weekend improvvisati, più viaggi lunghi pianificati con largo anticipo.
Il 2026 tra prossimità e grandi partenze
Chi lavora nel turismo ha un’impressione condivisa: il 2026 sarà l’anno dell’equilibrio tra viaggi vicino casa e itinerari internazionali importanti. “La voglia di sognare c’è ancora tutta,” sottolinea Mauri, “ma ora si sceglie con più cura”. In pratica? Meno partenze impulsive e più attenzione ai dettagli dell’esperienza.
Chi ha in mente una partenza nei prossimi mesi – vicina o lontana che sia – deve ricordarsi alcune cose: informarsi bene sulle regole d’ingresso, prenotare con margine di flessibilità e lasciare spazio all’imprevisto. Basta poco per cambiare aria; ma serve anche un pizzico di coraggio per osare davvero e partire sul serio.