Viaggiare nel 2026: la Risk Map aggiornata svela i Paesi più sicuri e quelli da evitare

Giulia Ruberti

25 Marzo 2026

Roma, 25 marzo 2026 – Chi si muove per lavoro o per piacere in questi mesi si trova a fare i conti con un quadro che cambia continuamente. La Risk Map 2026, pubblicata oggi da Control Risks, società internazionale di consulenza, disegna un mondo segnato da conflitti, crisi geopolitiche e nuovi rischi. Dall’America Latina al Medio Oriente, passando per l’Africa e alcune aree dell’Asia, la sicurezza globale sembra riscriversi giorno dopo giorno tra focolai di instabilità appena nati e tensioni che riaffiorano da tempo. La mappa – disponibile da stamattina alle 9 – invita chi deve spostarsi all’estero a fare attenzione nella scelta della destinazione, consigliando di consultare sempre fonti ufficiali prima di partire.

Risk Map 2026: ecco i Paesi più pericolosi secondo Control Risks

L’analisi, aggiornata ogni anno per aiutare imprese e cittadini a orientarsi tra i paesi più a rischio, prende in considerazione diversi fattori: conflitti armati, tensioni politiche, presenza terroristica e qualità dei servizi sanitari. «Ci sono zone dove il pericolo resta alto sia per le persone sia per le attività economiche», ha spiegato Jonathan Wood, responsabile globale della geopolitica di Control Risks, durante la conferenza online tenuta da Londra alle 11. In cima alla lista delle aree meno sicure ci sono Siria, Afghanistan e Yemen: lì gli spostamenti sono fortemente sconsigliati dalle autorità internazionali. Novità del 2026 è il peggioramento della situazione in alcune zone dell’Africa subsahariana – Mali, Burkina Faso e Sudan – dove colpi di Stato e scontri tra milizie complicano ulteriormente il quadro.

A confermare le difficoltà arrivano anche i dati sugli incidenti contro cittadini stranieri raccolti nell’ultimo anno. Secondo il report, sequestri e aggressioni contro operatori umanitari sono aumentati del 17% rispetto al 2025. In America Latina spiccano Venezuela e Haiti con le situazioni più critiche: tra gennaio e dicembre si sono registrati almeno 380 rapimenti legati a criminalità organizzata e proteste sociali. Situazione tesa anche in Messico, soprattutto nelle zone settentrionali.

Geopolitica e viaggi: la sicurezza che cambia nel 2026

In Europa la percezione della sicurezza resta sostanzialmente stabile, con l’unica eccezione delle zone orientali dell’Ucraina dove continuano sporadici combattimenti. Ma è l’Asia a riservare qualche sorpresa nella Risk Map: le Filippine meridionali, il Pakistan occidentale e parti della Birmania sono ora segnalate come “ad alto rischio” sia per i turisti sia per chi viaggia per affari. La Cina non compare tra i paesi più pericolosi ma viene indicata come area con una “vulnerabilità crescente”, a causa delle tensioni geopolitiche e delle restrizioni ai visitatori internazionali.

Un capitolo a parte è dedicato agli effetti dei cambiamenti climatici sui rischi legati ai viaggi: eventi estremi come le alluvioni improvvise in Bangladesh o gli incendi diffusi in Australia stanno cambiando le priorità degli esperti. «Oggi il clima pesa quanto la politica», ha spiegato Wood ai giornalisti collegati dall’Italia. I tour operator sembrano già aver preso nota: molte offerte vengono riviste tenendo conto dei nuovi parametri legati ai rischi ambientali.

Imprese italiane: prudenza sulle rotte emergenti

Per le aziende italiane che lavorano all’estero – sottolineano fonti di Confindustria – la Risk Map è ormai uno strumento fondamentale. Il dato concreto è che nel 2025 più del 27% delle imprese esportatrici ha deciso di rimandare o rivedere piani di espansione in Nord Africa o America Latina proprio a causa dei rischi crescenti. Gli hub commerciali principali restano comunque Europa Occidentale, Stati Uniti e Giappone, ma alcuni mercati emergenti dell’Estremo Oriente restano sotto osservazione per i prossimi mesi.

La Farnesina aggiorna regolarmente gli avvisi sul sito Viaggiare Sicuri: nelle ultime settimane sono state rafforzate le allerte su Libia, Etiopia e Repubblica Democratica del Congo. «Consigliamo sempre ai connazionali di valutare bene prima della partenza», ha ricordato ieri una funzionaria del Ministero degli Esteri.

Viaggiatori e lavoratori: cosa cambia davvero

Se il turismo globale sembra aver ripreso slancio dopo la pandemia – secondo i dati IATA dello scorso febbraio i voli internazionali sono aumentati del 13% rispetto al 2024 – non mancano però nuove incognite. La copertura assicurativa contro rischi geopolitici è richiesta dal 41% dei viaggiatori d’affari intervistati da Control Risks. «Ci chiamano spesso per capire quali Paesi siano davvero sicuri», racconta Paolo Cesari, tour operator romano con vent’anni di esperienza tra Africa e Medio Oriente.

In sostanza: la mappa dei rischi evolve rapidamente ed è fondamentale che chi viaggia si tenga aggiornato in tempo reale; solo così si può scegliere la destinazione giusta ed evitare brutte sorprese lungo il cammino.

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