Roma, 21 marzo 2026 – Le tensioni nel Medio Oriente stanno già cambiando i programmi di viaggio degli italiani. Molti hanno cancellato prenotazioni o stanno rivedendo i loro itinerari, anche per i mesi a venire. Nelle chat e nei gruppi social dedicati alle partenze primaverili si sente solo una domanda: partire o restare? E se si parte, come farlo in sicurezza? Tour operator e compagnie aeree parlano di un aumento improvviso di richieste di informazioni, mentre nelle agenzie di viaggi – come quella in via Merulana a Roma – ieri pomeriggio si sono formate code silenziose di clienti in cerca di alternative più tranquille.
Viaggi cancellati e modifiche: la reazione immediata alle tensioni
I dati di Astoi Confindustria Viaggi dicono chiaro: le prime cancellazioni sono arrivate subito dopo l’escalation del conflitto. A farne le spese soprattutto le destinazioni del Medio Oriente e Nord Africa, dove le disdette potrebbero superare il 30% rispetto allo scorso anno. Molti preferiscono rimandare tutto a tempi migliori o puntare su mete più sicure. Antonio Barreca, direttore di Federturismo, lo riassume così: “C’è molta preoccupazione. Le famiglie chiedono soluzioni flessibili e coperture assicurative più ampie”.
Non riguarda solo i pacchetti: anche i voli prenotati da soli vengono spesso cancellati o spostati. ITA Airways segnala un aumento del 40% delle richieste di cambio volo verso Tel Aviv, Il Cairo e Istanbul negli ultimi dieci giorni.
Consigli pratici: flessibilità e attenzione alle polizze
In tempi così incerti, gli esperti suggeriscono di puntare tutto sulla flessibilità. Chiara Zampetti, responsabile leisure di Gattinoni Travel Network, raccomanda: “Meglio scegliere hotel e voli cancellabili senza penali, anche se costano qualche euro in più”. Attenzione anche alle polizze assicurative, spesso limitate a coprire atti terroristici ma non conflitti armati. “Leggete bene il contratto”, avverte Zampetti, “e chiarite cosa include davvero la polizza”.
Anche il Ministero degli Esteri ricorda – con una nota diffusa questa mattina – che conviene consultare il sito Viaggiare Sicuri, sempre aggiornato sulle aree a rischio. E invita tutti a registrarsi su “Dove siamo nel mondo” per ricevere eventuali alert.
L’impatto sulle vacanze di Pasqua e oltre
Con la Pasqua ormai vicina (5 aprile), molte famiglie erano pronte a partire. Ora però l’incertezza domina soprattutto tra chi aveva in mente Israele, Egitto o Giordania. Laura Fabbri, che gestisce una piccola agenzia a Prati, racconta: “Solo martedì abbiamo ricevuto più di cinquanta telefonate”. Si cercano alternative come la Spagna meridionale, le isole greche o i Balcani occidentali. Chi può sposta le date in avanti, altri scelgono grandi città europee o capitali del Nord.
Nel frattempo alcune località meno coinvolte dal conflitto vedono un leggero aumento delle prenotazioni. “Non possiamo certo sostituire Sharm el-Sheikh o Petra”, dice Fabbri, “ma Croazia e Slovenia attirano sempre più interesse”.
L’invito alla calma e l’incertezza per i prossimi mesi
Nessuno sa quanto durerà questa fase difficile. Il settore però prova a mantenere la calma. Barreca ricorda che “il turismo ha già superato altre crisi negli ultimi anni”. Serve equilibrio e informazioni chiare: “La paura è normale, ma bisogna evitare scelte dettate dall’ansia”.
Per chi sta pensando a un viaggio nei prossimi mesi la parola d’ordine resta sempre la stessa: prudenza. Informarsi bene sulle condizioni reali delle destinazioni scelte, preparare piani alternativi e non dimenticare l’assicurazione sanitaria e contro gli imprevisti. In queste settimane la mappa delle vacanze degli italiani si riscrive quasi giorno dopo giorno — con decisioni che pesano più che mai.