Viaggio in Argentina e Patagonia con DOVE: scopri i segreti dal 18 al 27 marzo con il fotoreporter Enrico De Santis

Giulia Ruberti

13 Febbraio 2026

Buenos Aires, 13 febbraio 2026 – Dal cuore di Buenos Aires fino agli angoli più remoti dell’estremo Sud argentino, dal 18 al 27 marzo si snoda un viaggio pensato per raccontare la bellezza di una terra sospesa tra sogno e realtà. A guidare i partecipanti ci sarà Enrico De Santis, fotoreporter con anni di esperienza tra le Ande e la Patagonia, pronto a condurre – macchina fotografica in mano – un percorso che unisce luoghi, storie e sguardi.

Tra città, natura e memoria: un viaggio che lascia il segno

L’appuntamento è il 18 marzo, alle 14:30, all’aeroporto di Ezeiza. Da lì il gruppo si sposterà verso il centro di Buenos Aires. Il primo impatto, racconta De Santis, «è quello di una metropoli che non sta mai ferma, con boulevard larghi come fiumi e caffè storici sempre pieni». Tra una passeggiata sull’Avenida Corrientes e una sosta nel quartiere di San Telmo, i viaggiatori coglieranno dettagli difficili da notare per chi visita la città da semplice turista. Ci sarà spazio per soffermarsi sulle facciate consumate di La Boca – «il quartiere degli immigrati italiani», ricorda Enrico –, ascoltare il passo cadenzato dei ballerini di tango in Plaza Dorrego o semplicemente lasciarsi attraversare dall’aria lunga del pomeriggio sul Rio de la Plata.

Dalla capitale al confine del mondo

La mattina del 21 marzo il gruppo prenderà un volo per Ushuaia, la città più a sud del pianeta. Qui, tra il vento pungente e le montagne innevate all’orizzonte, «si sente davvero di essere ai confini del mondo», spiega De Santis. Tra una visita al Museo Marittimo e una camminata lungo il canale di Beagle – le cui acque spesso grigie nascondono storie di antichi esploratori – la natura detta i tempi. Non mancherà l’escursione al Parco Nazionale della Terra del Fuoco: «Gli alberi piegati dal vento sembrano quasi parlare», confida il fotoreporter a chi gli chiede come catturare in uno scatto l’anima del luogo.

La sera, nei ristorantini di Ushuaia, l’odore del pesce fresco si mescola alle conversazioni quiete dei viaggiatori. Qualcuno, sorseggiando un secondo bicchiere di Malbec, sogna già la tappa che verrà.

Paesaggi che cambiano, emozioni che restano

Da Ushuaia si riparte verso nord attraversando le immense distese della Patagonia. Il viaggio – racconta De Santis – continua in pullman fino a El Calafate, dove il ghiacciaio Perito Moreno attende con i suoi fronti blu e bianchi che si tuffano nelle acque gelide del Lago Argentino. «Il rumore dei blocchi di ghiaccio che si staccano è qualcosa che ti resta dentro», ammette chi ha già vissuto questa esperienza. Ogni tappa è pensata per lasciare spazio non solo allo stupore ma anche alla riflessione: «C’è chi arriva solo per fare fotografie», sottolinea De Santis, «ma poi torna con storie da raccontare».

A El Calafate, nei piccoli bar sulla via principale – Avenida del Libertador –, le voci si intrecciano in lingue diverse: italiani, argentini, turisti tedeschi o francesi scambiano impressioni davanti a un piatto di agnello patagonico.

Dettagli pratici e anima del viaggio

Il programma completo – orari, sistemazioni e tappe dettagliate – è disponibile presso l’organizzazione locale. I partecipanti saranno seguiti da guide certificate oltre al fotoreporter. Chi vuole potrà partecipare a piccoli laboratori fotografici “sul campo”, imparando a leggere la luce della pampa o l’ombra delle nubi sulle montagne.

Qualche consiglio pratico: in Patagonia il clima cambia velocemente – meglio portare abiti tecnici e una giacca impermeabile –, mentre a Buenos Aires bastano scarpe comode per esplorare quartieri come Palermo o Retiro fino a sera.

Per De Santis quello che resta dopo ogni viaggio non è solo una serie di immagini: «Ci sono volti che ti restano dentro. Ragazzi seduti sul lungomare a Ushuaia, donne anziane che vendono empanadas a La Boca. Solo allora capisci davvero cosa vuol dire attraversare il Sud». Un’esperienza che promette molto più di un semplice tour: un omaggio silenzioso ma autentico alla bellezza dell’Argentina più vera.

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