HANOI, 9 marzo 2026 – Con più di 2.000 isole di calcare che emergono da acque verdi smeraldo, la baia di Halong si conferma una delle mete più amate del Vietnam. Nell’ultimo anno, sono stati oltre 2,6 milioni i turisti a visitare questo angolo di paradiso, attratti dai paesaggi punteggiati da picchi rocciosi, grotte misteriose e villaggi galleggianti. Gli operatori del posto parlano di numeri in crescita: la stagione alta, partita a novembre scorso, ha già portato lunghe file ai moli di Tuan Chau e Bai Chay, fin dalle prime ore del mattino.
Halong Bay tra tradizione e pressioni turistiche
Secondo i dati del Dipartimento del Turismo di Quang Ninh, la provincia che ospita la baia, il flusso dei visitatori ha ormai superato i livelli pre-pandemia. Nel weekend, battelli e motonavi partono ogni mezz’ora, portando i turisti tra le isole di Bo Hon, Ti Top, Sung Sot e tante altre formazioni calcaree avvolte dalla nebbia mattutina. Nguyen Van Thanh, guida locale, racconta: “Da gennaio non ci fermiamo un attimo. Arrivano soprattutto gruppi dalla Cina e dalla Corea, ma anche tanti europei”. Alle 7 del mattino sul molo principale il chiasso delle comitive copre quasi il rumore dei motori; venditori ambulanti offrono dolci tipici come il banh ran, mentre pescatori sistemano le reti vicino ai pontili.
Le autorità provinciali si dicono soddisfatte ma restano attente all’impatto sull’ambiente. “Il successo della baia dipende dalla sua salvaguardia”, ha detto Le Hong Linh, vicedirettore del Dipartimento del Turismo, durante una conferenza all’Università di Ha Long il 4 marzo. Alcuni abitanti segnalano un aumento dei rifiuti plastici sulle spiagge dopo l’arrivo dei grandi flussi turistici. I progetti per rafforzare i controlli e diffondere buone pratiche sono in corso, ma la pressione si sente: nei giorni di punta ci sono fino a 400 barche che navigano contemporaneamente tra gli isolotti.
L’attrazione delle isole calcaree e delle grotte
Il fascino della baia non si limita alla vista panoramica sulle scogliere biancheggianti. La baia di Halong offre grotte spettacolari come la celebre Sung Sot Cave (Grotta della Sorpresa), ogni giorno meta di centinaia di visitatori. “Dentro fa fresco anche a mezzogiorno e le stalattiti sembrano statue,” racconta Hoa, giovane turista arrivata da Ho Chi Minh City. Il tour classico include una sosta a Ti Top Island, dove una breve scalinata porta a un belvedere con vista mozzafiato; altri preferiscono invece fermarsi nei villaggi galleggianti come quello di Cua Van, per vedere da vicino la vita dei pescatori.
I prezzi variano: una crociera giornaliera costa dai 25 ai 60 dollari a persona secondo le agenzie locali. Le barche più piccole consentono di entrare nelle lagune nascoste tra le rocce o approdare sulle spiagge minuscole che emergono con la bassa marea. I visitatori con zaini in spalla e macchine fotografiche al collo spesso si soffermano a immortalare aironi e gabbiani che sfiorano l’acqua.
Sfide per il futuro: sostenibilità e tutela ambientale
Il rischio principale resta quello di “un turismo che schiaccia l’ambiente”, sottolinea Nguyen Thu Trang, ricercatrice dell’Istituto per la Protezione della Natura del Vietnam. Il governo ha fissato limiti giornalieri alle imbarcazioni autorizzate e inasprito le multe per chi abbandona rifiuti in mare. Da dicembre scorso è partita una prova pilota con la raccolta differenziata a bordo delle barche turistiche; i primi risultati sono incoraggianti, ma “c’è ancora molta strada da fare”, ammette Trang.
Intanto le associazioni ambientaliste chiedono regole più rigide e un coinvolgimento maggiore delle comunità locali nella gestione del turismo. Alcuni tour operator stanno proponendo percorsi meno affollati, puntando su soggiorni nei piccoli villaggi e promuovendo piatti tipici a base di pesce fresco e riso glutinoso.
Un tesoro da preservare
La baia di Halong, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1994, resta uno dei simboli più noti del Vietnam nel mondo. Ma proprio il suo successo rischia di mettere in crisi un equilibrio delicato. Mentre i visitatori continuano ad affollare moli e pontili – si parla di circa 7.000 persone al giorno – cresce tra gli abitanti la consapevolezza che proteggere l’ambiente sia ormai urgente.
Per chi arriva all’alba qui, il silenzio tra gli isolotti è un’esperienza difficile da dimenticare. Ma solo con una gestione attenta Halong Bay – sospesa tra giada e calcare – potrà restare davvero un luogo da scoprire anche negli anni a venire.