Natale nel Monferrato: Luci, Presepi e Tradizioni nei Borghi dal 7 Dicembre al 6 Gennaio

Simona Carlini

30 Novembre 2025

Casale Monferrato, 30 novembre 2025 – Dal 7 dicembre al 6 gennaio, **borghi e castelli del Monferrato si trasformano in un mosaico vivente**. Parte il **Presepe Diffuso del Monferrato**, un percorso fatto di **mostre, eventi e tradizioni popolari** che anima tutto il periodo natalizio. Una festa aperta a famiglie, appassionati e curiosi da ogni angolo della regione. Il progetto, nato cinque anni fa grazie ai Comuni di Casale, Ozzano, Vignale e Pontestura – solo per citarne alcuni –, vuole riportare alla luce le radici culturali del territorio riscoprendo l’arte del presepe tra **chiese romaniche**, piazze e palazzi storici.

## **Mostre e installazioni nei borghi**

Le strade acciottolate di **Casale Monferrato** si vestono di luci ogni sera dalle 17. Un gioco di luminarie guida i visitatori verso le tappe più importanti del percorso. Tra le esposizioni più attese c’è la **mostra di presepi artistici** nella Chiesa di San Domenico. “Ci abbiamo lavorato tutto l’anno”, racconta Renata Ghio, curatrice della rassegna. “Quest’anno ospitiamo 38 opere realizzate da artigiani locali, ma anche da scuole e associazioni della zona”. Poco lontano, al Castello di Uviglie, si può ammirare la **collezione di presepi in miniatura**. I più piccoli rimangono incantati davanti ai dettagli: minuscole botteghe di falegnami, pastori che portano doni fatti a mano, lanterne fatte con fili di ferro e carta crespa.

## **Eventi per famiglie e laboratori**

Oltre alle esposizioni ci sono laboratori e spettacoli pensati proprio per i bambini. La Pro Loco di Cella Monte ha organizzato un calendario di attività per il weekend dell’Immacolata: “I bambini potranno costruire il proprio presepe usando materiali naturali raccolti nei boschi intorno”, spiegano gli organizzatori mostrando cesti pieni di foglie secche e rametti. Nei fine settimana si possono fare visite guidate – anche in notturna – tra vicoli decorati a festa. Spesso le guide sono volontari in costume che raccontano storie degli antichi Natali monferrini.

## **Tradizioni popolari e sapori locali**

Ogni borgo mette in scena la festa a modo suo. A **Vignale Monferrato**, la sera del 24 dicembre si svolge il presepe vivente nella piazza del Municipio. L’atmosfera è calda e familiare: una ventina di figuranti con abiti cuciti a mano, animali veri – quest’anno un asinello e due pecore. “Vogliamo trasmettere ai giovani il vero spirito delle festività”, spiega Don Paolo Gualandi, parroco di Vignale. Chi arriva trova bancarelle con **vino cotto**, frittelle dolci e formaggi tipici della zona. Non manca mai il vin brulé distribuito dagli Alpini vicino al sagrato.

## **L’iniziativa diffusa: mappa interattiva e accoglienza**

La novità più interessante dell’edizione 2025 è la sua dimensione diffusa. I visitatori possono scaricare una **mappa digitale interattiva** – accessibile tramite QR code sui totem informativi dei centri principali – che aiuta a orientarsi tra tutte le iniziative, segnala i punti ristoro convenzionati e offre brevi video su ogni presepe. “Abbiamo voluto abbattere le barriere tra i borghi”, dice Valentina Ferretti, coordinatrice dell’evento per la Fondazione Monferrato Cultura. “Chi viene da fuori può scegliere dove fermarsi senza problemi”. Nei giorni festivi sono previsti anche bus navetta gratuiti.

## **Impatto sul territorio e aspettative**

Secondo gli organizzatori, lo scorso anno hanno visitato l’evento oltre **23mila persone**, portando benefici sia all’artigianato locale sia alle strutture ricettive della zona. “Per noi è stata una scommessa vinta: abbiamo recuperato spazi spesso dimenticati e dato nuova vita ai nostri paesi nei mesi più freddi”, ha detto la sindaca di Ozzano, Teresa Bonelli. Gli operatori turistici sperano in un’altra crescita quest’anno grazie all’allargamento delle iniziative e alla promozione nelle scuole.

## **Un invito alla riscoperta**

Il **Presepe Diffuso del Monferrato** resta un’occasione per riavvicinarsi a tradizioni antiche senza dimenticare l’accoglienza. Il cammino tra borghi e castelli regala scorci intimi e piccoli riti condivisi. “Non è solo una questione religiosa – sottolinea Renata Ghio –, ma anche un modo per ritrovare comunità”. E chi passa da queste parti lo percepisce: il calore già si sente tra le pietre delle stradine illuminate a festa.

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