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Pasta Diva di Andrea Grignaffini: il nuovo libro che svela i segreti della pasta più amata al mondo

Giulia Ruberti by Giulia Ruberti
30 Novembre 2025
in Destinazioni
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Destinazioni

Milano, 30 novembre 2025 – Ieri pomeriggio, alle 18.30, **Andrea Grignaffini**, noto critico gastronomico tra gli appassionati dell’alta cucina, ha scelto la Triennale di Milano per presentare il suo nuovo libro: **“Pasta Diva”**. Un titolo che richiama subito tradizione e un po’ di melodramma. Tra le pagine si raccontano storie, aneddoti e curiosità sul piatto italiano più amato e ormai famoso in tutto il mondo. Nei corridoi pieni di gente — addetti ai lavori e semplici appassionati — si è parlato di spaghetti, formati poco conosciuti e di quella magia che solo la pasta sa creare tra cultura popolare e arte.

## **La pasta come protagonista indiscussa**

«La pasta è un personaggio a sé», ha detto **Grignaffini** dal palco, sorseggiando un bicchiere d’acqua e quasi sorridendo mentre parlava al microfono. Nel libro racconta le **origini** della pasta e come sia passata da cibo povero a simbolo fortissimo dell’identità italiana. Dai primi documenti medievali fino a Gragnano e poi agli impianti moderni del Nord Italia, tra macchine per la trafilatura e storie di inventori improvvisati.

Quello che colpisce sono i dettagli: le tagliatelle fatte a mano nelle case emiliane, i “zitoni” spezzati la domenica mattina nelle cucine napoletane, il linguaggio — dice Grignaffini — «che è già una storia di famiglia». Per lui, «la pasta è stata sempre una specie di complice nelle nostre vite». E non c’è italiano che non ricordi almeno una scena davanti a un piatto fumante.

## **Pasta tra ricette e vita quotidiana**

Ma “Pasta Diva” non si ferma alla cucina. Il libro guarda anche alla pasta nella vita di tutti i giorni, dentro il suo ruolo sociale ed economico. Grignaffini spiega come i piatti di pasta siano cambiati nel tempo: da cibo necessario a lusso da esportazione fino alle tavole dei ristoranti stellati. «Ci sono spaghetti che raccontano guerre», dice lui, «e lasagne con il sapore della pace».

C’è spazio anche per le ricette tradizionali: dalla **carbonara** originale con guanciale e pecorino ai classici più semplici come pomodoro e basilico. Ma non mancano nemmeno i formati meno noti: la “monnezza” napoletana (pasta mista avanzata), i “fusilli calabresi” arrotolati a mano con il ferro o i cappellini piemontesi riservati alle occasioni importanti.

## **La forza della pasta italiana nel mondo**

Un tema che emerge con forza dal libro e dalla presentazione è l’impatto della **pasta italiana all’estero**. Grignaffini cita dati Istat: nel 2024 l’export di pasta secca ha superato i 3 miliardi di euro, con Stati Uniti, Germania e Regno Unito in testa tra i clienti. «La cosa più bella», aggiunge, «è vedere come ogni paese la adatti a modo suo». Spesso nascono ibridi strani che fanno sorridere ma fanno anche pensare. Non manca qualche battuta su ketchup o panna usati all’estero nei piatti italiani, ma secondo lui questa capacità di cambiare è parte del successo globale.

Racconta un episodio da Tokyo: «Ho visto piatti chiamati “spaghetti napoletana” con salse improbabili in locali piccolissimi», dice ridendo. «Ma la cottura al dente lì era quasi maniacale». In fondo la pasta è diventata una lingua comune nel mondo: parole diverse ma gesti molto simili ovunque.

## **Perché la pasta non passa mai di moda**

Tra domande dal pubblico e qualche selfie chiesto dai fan più giovani, l’incontro si è chiuso con una riflessione su quello che Grignaffini definisce «l’infinito della pasta». Perché questo piatto piace sempre a tutte le età? «È nella memoria collettiva», spiega il critico. «Ogni forchettata riporta indietro nel tempo, all’infanzia. E ogni generazione trova il suo modo per mangiarla».

Alla fine dell’evento le copie cartonate di “Pasta Diva” sono andate via in un lampo. Qualcuno ha chiesto all’autore qual è il suo piatto preferito oggi. Lui ha sorriso: «Non c’è una risposta sola. Ora direi bucatini all’amatriciana. Ma domani chissà». Forse questa è proprio la forza della pasta: resta sempre quella di sempre — ma cambia insieme a noi.

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