Bergamo, 2 gennaio 2026 – Il primo fine settimana dell’anno riporta vita e calore nelle strade innevate dei borghi lombardi, dove le sagre tornano a scandire il ritmo delle giornate. È un rito che raduna famiglie e visitatori attorno a tavoli carichi di piatti semplici e profumi genuini. Da sabato 3 gennaio, a partire dalle 10 del mattino, si riaccendono i fuochi nelle piazze di Clusone, Carpenedolo e Cremona. Un appuntamento fisso per chi vuole iniziare l’anno riscoprendo sapori e tradizioni autentiche. Promuovere la cucina locale è una strada che molti comuni stanno percorrendo per dare nuova vita al turismo e sostenere i piccoli produttori, soprattutto in questo periodo freddo.
Polenta fumante e festa nelle valli orobiche
A Clusone, nel cuore della Val Seriana, la Festa della Polenta Taragna è pronta a far salire fumo e allegria nell’aria. Ieri sera, sotto il portico del Palazzo Comunale, le donne della Pro Loco hanno cominciato a sistemare i grandi paioli di rame. Domenica alle 8 del mattino si accenderanno i primi fuochi. “Si parte all’alba con la farina di mais appena macinata”, racconta il presidente della Pro Loco, Giorgio Parimbelli. “La polenta qui non manca mai: la giriamo a mano per almeno quaranta minuti. È un lavoro lungo, ma nessuno si tira indietro”. Già dalle prime ore della mattina si forma la fila: residenti e turisti si contendono un posto sotto i gazebo mentre i volontari servono piatti caldi, accompagnati da brasato e formaggi d’alpeggio. Una festa che in Val Seriana è molto più di un momento conviviale: “Da bambini venivamo a guardare i nonni girare il mestolo – ricorda una signora in coda – ora tocca a noi mantenere viva questa tradizione”.
Il torrone di Cremona: segreti di una bottega centenaria
Spostandosi verso sud, la Festa del Torrone di Cremona attira appassionati e curiosi da tutta Italia. La piazza del Comune, ancora illuminata dalle luci natalizie, ospita stand artigianali che raccontano più di due secoli di storia dolciaria. Sabato pomeriggio, dalle 15 alle 17, il laboratorio della ditta Sperlari aprirà eccezionalmente le porte al pubblico. “La ricetta è la stessa dell’Ottocento”, spiega Luigi Marini, responsabile dello storico negozio. “Miele, mandorle e albume montato a neve: è questa la miscela che ancora oggi fa profumare il quartiere”. Non solo degustazioni: qui si può vedere all’opera i maestri pasticceri mentre modellano le stecche bianche con gesti rapidi ed esperti. Tra gli assaggiatori ci sono anche volti noti: “Veniamo ogni anno”, dicono Claudia e Simone, arrivati apposta da Modena.
Carpenedolo celebra i sapori della Bassa
In provincia di Brescia, Carpenedolo risponde con la sua tradizionale Sagra della Trippa. Un piatto semplice ma dal grande calore, servito caldo fin dal mattino nella tensostruttura allestita nel parco del Castello. Quest’anno c’è una novità: gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Luigi Einaudi” affiancheranno i cuochi storici nella preparazione. “È così che si impara davvero – spiega Davide Frigerio, insegnante di cucina – chi lavora qui capisce cosa vuol dire tenere viva una memoria”. La trippa viene proposta in due versioni: quella classica con salsa rossa e fagioli e quella in brodo secondo l’antica ricetta delle nonne bresciane.
Sagre come cuore pulsante della comunità
Ma perché queste feste attirano ancora così tanta gente? Gli organizzatori parlano di un vero e proprio “ritorno all’autenticità”, la voglia di gesti semplici che si intreccia con l’impegno per sostenere produttori locali e volontariato. Non mancano neppure visitatori stranieri: ieri tra i tavoli di Clusone si sono sentite conversazioni in tedesco e francese. È un segnale chiaro: il richiamo delle feste gastronomiche va ormai ben oltre i confini regionali. A conferma anche i dati dell’Associazione Italiana Sagre che nel 2025 hanno registrato oltre quattro milioni di partecipanti complessivi alle principali sagre del Nord Italia.
Un gennaio denso di sagre tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna
I primi appuntamenti dell’anno confermano una tendenza chiara: tra gennaio e marzo sono già previste oltre 140 sagre solo in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Per chi vuole evitare le grandi città o le piste da sci affollate, queste feste sono un’occasione concreta per stare insieme e scoprire il territorio. “Si mangia bene, si ride e ci si riconosce”, dice una volontaria bresciana con le mani ancora infarinata. Solo così il nuovo anno sembra davvero cominciare – tra vapore di polenta e dolcezza di torrone – nei borghi dove ogni ricetta è un pezzo prezioso di memoria da custodire.