Aarhus, 9 gennaio 2026 – In Danimarca, tra le coste sinuose del Mar Baltico e i boschi della penisola dello Jutland, c’è una regione che molti turisti italiani ancora non conoscono bene: si chiama Kystlandet, cioè “la terra delle meraviglie quotidiane”. Dal piccolo porto di Horsens fino alle lunghe spiagge di Juelsminde, questa parte della Danimarca centrale, bagnata dal mare e punteggiata da villaggi discreti, sta piano piano facendo breccia tra chi cerca una vacanza autentica, senza clamore ma ricca di piccoli dettagli.
Una natura scandita da ritmi lenti
Sulle rive di Snaptun, dove all’alba le barche dei pescatori si muovono lente, l’aria porta ancora il profumo della legna umida e del mare. Qui molti scelgono di partire per escursioni nell’entroterra verde della Kystlandet: sentieri segnalati a piedi o in bici attraversano foreste, laghi e brughiere, fino a raggiungere Vejle Fjord. I panorami cambiano colore a seconda della luce del giorno. “Qui sembra davvero di uscire dal tempo”, racconta Lene Madsen, guida locale che accompagna gruppi lungo i sentieri vicino a Bjerre Skov. Secondo l’ente turistico locale, nell’estate 2025 il turismo naturalistico è cresciuto del 15%, con tanti viaggiatori attratti dalla calma dei paesaggi.
Tra piccoli porti e isole poco conosciute
Ogni giorno dal molo di Horsens partono traghetti per isole come Endelave e Tunø. Sono destinazioni ancora poco frequentate, anche dai danesi. Qui si pedala tra campi coltivati, si sente il vento muovere l’erba alta e con un po’ di fortuna si possono vedere lepri o cervi al tramonto. Su Tunø non circolano auto: le biciclette si affittano subito dopo lo sbarco, vicino alla chiesetta bianca immersa nel verde. “Il ritmo qui segue le maree”, racconta Søren Kristensen, proprietario di una piccola guesthouse.
Cucina locale e mercatini
Tra le cose che piacciono ai viaggiatori spicca la cucina tipica. Nei ristoranti a conduzione familiare di Juelsminde e Odder, il pesce arriva fresco ogni mattina: aringhe affumicate, gamberi rosa del Baltico e pane di segale appena sfornato sono protagonisti. Un pranzo completo costa tra le 120 e le 170 corone danesi (circa 16-23 euro), meno rispetto alle grandi città come Copenaghen. Ogni venerdì a Odder c’è il mercato degli agricoltori: bancarelle con formaggi locali, conserve fatte in casa e miele prodotto nei piccoli apiari della zona. “La filiera corta qui non è uno slogan, è la normalità”, sottolinea Niels Poulsen, coltivatore bio.
Cultura danese e storie locali
Non mancano spunti per chi ama la storia e la cultura: la città di Horsens ospita ogni anno festival musicali – dal jazz alla classica – e un museo dedicato alla vecchia prigione ottocentesca, oggi spazio espositivo aperto al pubblico. A Brædstrup una vecchia stazione ferroviaria è diventata un caffè letterario, punto d’incontro per residenti e visitatori. Secondo la municipalità locale, più della metà dei turisti stranieri che arrivano trascorre almeno una notte per scoprire questi luoghi fuori dai percorsi tradizionali.
Come arrivare e muoversi nella regione
La Kystlandet è facilmente raggiungibile da Aarhus (40 minuti in auto) o in treno da Copenaghen con collegamenti diretti fino a Horsens e Odder. L’auto non serve sempre: molte strutture offrono il noleggio bici o la carta dei trasporti pubblici regionale (circa 25 euro per tre giorni), con traghetti compresi. D’estate la zona ospita famiglie danesi ma anche piccoli gruppi italiani o francesi in cerca di pace.
Un turismo ancora autentico
Chi vuole scoprire la vera Danimarca, lontano dalle folle e dalle offerte patinate, trova qui una sorpresa ancora tutta da vivere. Nessun monumento famoso sulle guide turistiche ma tante storie da ascoltare nei caffè dei porti o nelle case rosse affacciate sul mare. “Qui non servono grandi attrazioni”, dice Lene Madsen sorridendo. “Basta fermarsi un attimo, respirare l’aria e lasciarsi sorprendere dalla semplicità”.
Così la Kystlandet – terra silenziosa e sincera – invita a rallentare il passo. Non sarà per tutti, ma chi ci mette piede promette spesso che tornerà presto.