Le 10 città più attrattive del mondo secondo il Global Power City Index: Italia completamente assente

Simona Carlini

11 Gennaio 2026

Milano, 11 gennaio 2026 – È arrivato stamattina il nuovo Global Power City Index 2025, pubblicato dal Mori Memorial Foundation’s Institute for Urban Strategies di Tokyo. La classifica delle 10 città più attrattive al mondo conferma molti nomi noti, presenta qualche sorpresa e, purtroppo, lascia fuori l’Italia. Nonostante il prestigio di città come Milano, Roma e Firenze, nessuna di queste figura tra le destinazioni più “magnetiche” a livello globale.

Le metropoli che dominano la scena

A guidare la classifica è ancora una volta Londra. La capitale inglese mantiene il primato grazie a un mix ben bilanciato di innovazione, qualità della vita e attrazione per investitori e talenti da tutto il mondo. Gli esperti del Mori Institute sottolineano come Londra resti “un ecosistema urbano dinamico e resistente”, nonostante le incognite legate alla Brexit e ai cambiamenti geopolitici. Sul podio troviamo poi New York e Tokyo: la prima spicca per il peso finanziario e una scena culturale in costante fermento; la seconda per i trasporti efficienti, la sicurezza e un forte impulso all’innovazione tecnologica.

Nella top ten si trovano anche nomi come Parigi, Singapore e Amsterdam, mentre due novità asiatiche – Seul e Shanghai – segnano l’importanza crescente dell’Estremo Oriente nei movimenti di persone e capitali. Completano la lista Hong Kong e Sydney, mete ormai consolidate tra gli expat di alto profilo.

Come nasce questa classifica

Il Global Power City Index si basa ogni anno su oltre 70 indicatori divisi in sei aree: economia, ricerca & sviluppo, scambio culturale, vivibilità, accessibilità e ambiente. Il report combina dati concreti – dal PIL pro capite all’efficienza dei trasporti pubblici – con fattori meno tangibili come la reputazione internazionale o l’attrattiva verso i giovani professionisti. “Questa classifica disegna il ritratto delle città che sanno mettere insieme qualità della vita, opportunità di lavoro e sostenibilità”, ha detto Hiroo Ichikawa, coordinatore dello studio.

Non mancano sorprese: ad esempio, Toronto ha guadagnato posizioni grazie agli investimenti sull’intelligenza artificiale; mentre città come Barcellona hanno perso terreno a causa dei problemi infrastrutturali. Il peso crescente delle metropoli asiatiche riflette – sottolinea il rapporto – “un trend consolidato da almeno cinque anni, con un asse economico-culturale sempre più orientato verso Oriente”.

Italia esclusa dalla top ten

Non c’è nessuna città italiana tra le prime dieci più “magnetiche”. Un dato che pesa parecchio, soprattutto se si pensa al valore storico e culturale delle nostre città. Secondo i dati del Mori Institute, Milano si ferma solo al 15° posto: pesa qui la presenza di infrastrutture obsolete e un costo della vita piuttosto alto. A seguire c’è Roma, che si piazza al 22° posto, penalizzata soprattutto da problemi nei trasporti urbani e nel settore della ricerca scientifica.

“È un segnale su cui dobbiamo riflettere”, ammette Giuliano Noci del Politecnico di Milano. Interpellato da alanews.it spiega: “Abbiamo punti di eccellenza riconosciuti nel mondo, ma manca una strategia chiara che coinvolga pubblico e privato per far ripartire davvero le nostre città”.

Gli esperti mettono anche in luce la difficoltà nel trattenere i giovani talenti, spesso attratti da offerte migliori all’estero. “Milano ha capacità innovativa”, aggiunge Noci, “ma serve una spinta forte sulle infrastrutture digitali e sulla facilità d’accesso”.

Reazioni a caldo e prospettive

L’assenza dell’Italia dalla top ten ha suscitato qualche malumore tra amministratori locali ed esponenti del mondo economico. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato: “Sappiamo quali sono i nostri limiti oggi, ma lavoriamo ogni giorno per rendere la città più vivibile, aperta e connessa”. Dal Ministero del Turismo arriva invece una nota ufficiale: “Puntiamo sulla promozione dei grandi eventi internazionali e sull’innovazione green”, si legge nel comunicato diramato alle 13 da via di Villa Ada.

Si guarda così già alle prossime edizioni con un pizzico di ottimismo. Gli analisti ricordano infatti che questa classifica può cambiare rapidamente: “Il potenziale c’è”, assicurano dal Mori Institute, “ma bisogna sostenerlo con politiche coordinate”. Una sfida che torna a chiamare in causa la capacità delle nostre città di rinnovarsi senza perdere l’anima.

I dati completi della ricerca sono disponibili sul sito del Global Power City Index. Per ora emerge chiaro un messaggio: la gara tra metropoli non è mai stata così dura. Non basta più solo essere belle o storiche per conquistare i primi posti nella classifica dell’attrattività urbana.

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