Minneapolis, 11 gennaio 2026 – Dal tranquillo lago Itasca, nel cuore del Minnesota, fino alle calde acque del Golfo del Messico, il Mississippi River attraversa gli Stati Uniti per oltre 3.700 chilometri. Un fiume che più di ogni altro racconta storie di viaggiatori, città, musica e cambiamenti. Oggi sempre più italiani si lasciano conquistare dalla sua leggenda, spesso in sella a una moto o su una quattro ruote.
La Grande Strada del Mississippi: tra storia e paesaggi indimenticabili
Seguire la Great River Road, la strada che scorre lungo il Mississippi, vuol dire immergersi in un’America fatta di piccoli paesi, battelli a pale e immense distese verdi. Il percorso, riconoscibile dal simbolo verde e bianco della “Pilot’s Wheel”, si estende per quasi duemila miglia attraversando dieci Stati: dal Minnesota fino alla Louisiana, dove il fiume si apre nel delta. Lungo il cammino cambiano accenti, musiche e sapori. A Dubuque, nello Iowa, i pescatori al mattino tirano su le reti tra nebbie fitte; mentre a Memphis il blues si sente già dai bar all’ora di pranzo.
Tappe da non perdere tra musica e gusto
La sosta a St. Louis è una tappa obbligata. Qui l’Arco domina i primi grandi argini cittadini. “Attraversare il fiume all’alba vale tutto il viaggio,” racconta Jeffery Kline, guida del posto. Più a sud, a Memphis e New Orleans, il Mississippi diventa jazz, barbecue e folklore puro. I turisti italiani non rinunciano a Vicksburg: qui si visitano i resti delle battaglie civili o ci si gusta un piatto di jambalaya. “Non immaginavo che la cucina creola avesse un sapore così forte,” confida una viaggiatrice milanese davanti alle vetrine colorate del French Quarter.
Paesaggi che parlano: natura, campi e memoria
Il viaggio lungo il Mississippi non è solo città. A Winona, nel Minnesota, le aquile pescatrici volano ancora al tramonto sul fiume. Più avanti, tra Arkansas e Tennessee, la strada corre accanto a campi di cotone e vecchie piantagioni. Qui la storia della schiavitù si sente ancora nell’aria tra cartelli turistici e case in legno scolorite dal sole. Secondo Joan Parkerson, storica locale, “chi percorre questa strada percepisce davvero il peso del passato.”
Viaggiare lungo il Mississippi: consigli utili
Negli ultimi anni il turismo lento ha rilanciato la Great River Road anche tra gli italiani. Le distanze sono impegnative: 300-400 chilometri al giorno sono frequenti, specialmente se ci si lascia tentare da deviazioni verso bayou o mercatini dell’usato. Primavera e inizio autunno sono le stagioni migliori per evitare sia l’afa estiva sia i temporali tipici di quei luoghi. I costi variano: una doppia in un motel Super 8 a Hannibal (la città di Mark Twain) costa intorno ai 90 dollari a notte. Nelle zone rurali capita ancora di trovare distributori senza self-service e piccoli ristoranti dove il caffè arriva in tazze un po’ sbeccate.
Un fiume che unisce storie diverse
Il Mississippi River resta un simbolo di frontiera: “Un viaggio che cambia ad ogni curva,” dice Jim Banks, autista tra Baton Rouge e Natchez. Qui le differenze sociali sono nette: accanto alle ville coloniali spuntano quartieri segnati dalla povertà. Eppure l’ospitalità è sempre forte: molti hanno trovato accoglienza nei B&B gestiti da famiglie afroamericane pronte a raccontare storie personali sulle note del gospel.
Dal Minnesota al Golfo: un viaggio che lascia il segno
Seguire il Mississippi dalla sorgente alla foce – dalla neve dei boschi del nord ai vapori salmastri della Louisiana – è un’avventura fatta di contrasti e scoperte continue. “Ho visto tramonti sul fiume che non dimenticherò mai,” dice Giovanni Rubini, architetto romano in viaggio con la famiglia. La strada è lunga e i paesaggi cambiano velocemente; ma qui lungo la Great River Road si sa: solo seguendo il fiume si può capire davvero cosa significhi attraversare il cuore dell’America.