Francia aumenta il biglietto per Louvre e Versailles: nuovi dazi per turisti extraeuropei dal prossimo mercoledì

Silvana Lopez

12 Gennaio 2026

Parigi, 12 gennaio 2026 – Da mercoledì prossimo chi vorrà salire sulla Torre Eiffel o visitare altri tre simboli di Parigi dovrà sborsare qualche euro in più. L’aumento dei prezzi dei biglietti, deciso dalla giunta della sindaca Anne Hidalgo, serve a finanziare il grande progetto “Rinascimento”. L’obiettivo è piantare un milione di alberi nella capitale francese e sostenere la trasformazione della città per le prossime decadi. La stretta riguarda non solo la Tour Eiffel, ma anche l’Arco di Trionfo, il Musée d’Orsay e la Sainte-Chapelle.

Biglietti più cari per i monumenti di Parigi

Dal 15 gennaio scatteranno rincari che vanno dal 10 al 18%, a seconda del luogo. Per esempio, il biglietto base per salire sulla Torre Eiffel salirà da 18 a 21 euro. All’Arco di Trionfo il prezzo passa da 13 a 15 euro. Aumenti più leggeri riguardano il Musée d’Orsay e la Sainte-Chapelle: rispettivamente da 16 a 18 euro e da 11 a 13 euro. Il provvedimento arriva in un momento cruciale per la città, impegnata nel conto alla rovescia verso le Olimpiadi estive del 2026 e nel rinnovamento della propria immagine turistica.

“Ci servono nuove risorse per sostenere una trasformazione urbana che metta al centro il verde, la qualità della vita e il patrimonio culturale”, ha detto stamattina l’assessora al turismo Marie Descamps durante la conferenza stampa al municipio. Il Comune ricorda che nel 2025 sono stati registrati oltre 25 milioni di visitatori stranieri, un numero mai visto dal periodo pre-pandemia. Solo la Torre Eiffel ha contato più di sette milioni di ingressi.

Il progetto ‘Rinascimento’: un milione di alberi entro il 2030

Al centro del piano c’è proprio il “Rinascimento”, che prevede la messa a dimora di un milione di alberi entro il 2030. L’intento è ridurre le emissioni e rendere Parigi più vivibile, soprattutto durante le calde estati sempre più frequenti. “Vogliamo una città meno inquinata e più accessibile alle famiglie – ha spiegato Hidalgo – per questo chiediamo un piccolo contributo ai turisti, che sono i primi ambasciatori della nostra bellezza nel mondo”.

I soldi raccolti con gli aumenti serviranno anche per manutenzioni straordinarie dei monumenti, spesso logorati dal tempo e dall’uso intenso. Solo per la Torre Eiffel i lavori di restauro iniziati nel 2024 hanno già superato i 60 milioni di euro.

Turisti divisi sui prezzi: ‘Più cari ma necessari’

Le prime reazioni tra i visitatori, soprattutto italiani e spagnoli presenti nei fine settimana, oscillano tra rassegnazione e accettazione. “Oggi vedere certi monumenti è diventato un lusso”, racconta Giulia, 28 anni, in fila al Musée d’Orsay con il compagno. C’è però chi capisce la scelta del Comune: “Se serve davvero a piantare alberi e non solo a riempire le casse pubbliche, va bene”, dice Jordi, turista catalano.

Gli operatori turistici temono però che gli aumenti possano pesare troppo sulle famiglie e sui gruppi numerosi. Il Comune rassicura però: resteranno esentati under 18, studenti europei e residenti parigini con reddito basso.

Non solo Parigi: Londra e Roma seguono la stessa strada

L’aumento delle tariffe a Parigi si inserisce in un trend europeo ormai consolidato. A dicembre Londra ha già rialzato i prezzi per entrare al British Museum e alla Torre di Londra; Roma sta valutando ritocchi simili per Colosseo e Fori Imperiali. Secondo l’associazione europea dei musei nel 2025 l’incremento medio dei biglietti nei grandi poli culturali ha raggiunto il 12%.

I dati confermano che la voglia di viaggiare non si ferma: nonostante i prezzi più alti, gli arrivi internazionali a Parigi sono aumentati del 6% rispetto al 2024. Per Hidalgo “il futuro delle città dipende anche dalla capacità di reinvestire ciò che arriva dal turismo”. Una linea ormai seguita da molte capitali europee.

Intanto davanti alla Torre Eiffel le file scorrono come sempre tra scatti veloci e qualche sguardo stizzito verso i nuovi cartelli con le tariffe aggiornate. Da mercoledì ci vorrà qualche euro in più: “Parigi – ammette Michel, pensionato di Lione – cambia ma resta sempre lei”.

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