Ungheria: 8 siti Unesco imperdibili da visitare per un viaggio indimenticabile

Silvana Lopez

14 Gennaio 2026

Budapest, 14 gennaio 2026 – L’Ungheria, nel cuore dell’Europa, continua a catturare l’attenzione di viaggiatori e appassionati d’arte. Sono soprattutto la sua storia antica, la cultura sempre viva e i paesaggi che alternano pianure e colline a fare da richiamo irresistibile. Negli ultimi mesi, dicono i dati dell’Ente Nazionale Ungherese per il Turismo, gli italiani che hanno scelto questa meta sono aumentati del 12% rispetto all’anno scorso. A spingere il flusso sono soprattutto famiglie e giovani adulti, attratti non solo da Budapest ma anche dai piccoli borghi lungo il Danubio. Un mix che – come spiega il portavoce Márton Balogh – punta tutto su “autenticità e varietà”.

Budapest: dove storia e cultura si intrecciano

Budapest resta il vero motore del turismo ungherese. Nel giro di pochi chilometri si incontrano palazzi ottocenteschi, bagni termali risalenti all’epoca turca e una scena artistica che mescola tradizione e innovazione. Passeggiando sul ponte delle Catene o dentro il Parlamento, la storia sembra quasi prendere vita. “I nostri visitatori rimangono sempre colpiti dal bilanciamento tra passato e presente”, racconta Anna Horváth, guida storica al Museo Nazionale Ungherese.

Ma non c’è solo la città. Villaggi come Hollókő – patrimonio UNESCO – o la zona vinicola di Tokaj raccontano storie profonde attraverso le loro case e i vigneti curati con passione. Nei mercatini contadini si respira un’atmosfera speciale: profumi di paprika e miele artigianale, anziane intente a ricamare motivi folk sui tessuti. Sono scene semplici ma piene di fascino, che i turisti amano fotografare.

Paesaggi naturali e relax alle terme: il volto nascosto dell’Ungheria

Fuori dai circuiti più noti, l’Ungheria offre riserve naturali come il lago Balaton, spesso chiamato “il mare interno” del Paese. D’estate è meta prediletta di famiglie e studenti universitari, sulle spiagge di Tihany o Siófok. Secondo le associazioni ambientaliste locali, nel 2025 gli ingressi agli stabilimenti balneari hanno superato i 2 milioni, con una netta preferenza per le strutture eco-friendly.

E poi ci sono le terme: da quelle famose di Széchenyi a Budapest – con le loro cupole giallo ocra e le vasche fumanti anche in pieno inverno – alle piccole piscine scavate nella roccia di Miskolctapolca. “Veniamo qui da vent’anni”, confida Károly, pensionato di Debrecen. “Ogni volta sembra di tornare bambini”. L’acqua calda fa parte della vita quotidiana ungherese.

Sapori genuini e feste popolari: la tradizione a tavola

La cucina è semplice ma ricca di sapore, con piatti robusti serviti nelle csárda – le tipiche trattorie dove non manca mai il gulasch, lo stufato di manzo speziato servito in grandi pentole smaltate. Durante i festival paesani spuntano altre specialità come il lángos (una focaccia fritta) o il dolce kürtőskalács. Nel 2025 in tutto il Paese si sono tenuti più di 800 eventi del genere, dice la Camera nazionale del turismo rurale.

“Il nostro cibo parla della nostra storia”, dice Eszter Varga, che gestisce una scuola di cucina a Budapest. Negli ultimi tempi cresce anche l’interesse per i mercatini bio delle città universitarie – come Pécs o Szeged – dove si trovano formaggi freschi e vini locali.

Viaggiare senza spendere troppo: numeri alla mano

Dall’Italia partono voli diretti ogni giorno da Milano, Roma e Venezia. In media, secondo i siti specializzati, una settimana tra Budapest e dintorni costa circa 700 euro a persona (alloggio in guesthouse, pasti nei ristoranti tipici e qualche ingresso alle terme). Nei quartieri meno frequentati dai turisti si può cenare con meno di 15 euro; l’ingresso ai bagni storici varia invece tra 12 e 25 euro.

Molti scelgono l’autunno per godersi temperature miti e colori caldi sulle colline. “C’è un’atmosfera più calma”, spiega Tommaso Lippi, studente romano in Erasmus. La stagione delle feste porta bancarelle piene di artigianato ovunque: tessuti ricamati a mano, ceramiche blu smaltate.

Ungheria oggi: tradizione che guarda al futuro

Le autorità puntano molto sul turismo sostenibile e sul recupero dei borghi storici: tra i progetti lanciati nel 2025 c’è la riapertura del percorso ciclabile lungo il Danubio. L’obiettivo è chiaro: unire rispetto per l’ambiente con la valorizzazione delle eccellenze locali. Così si evita l’omologazione a favore della diversità.

La sfida è mantenere vivo quel filo tra passato e futuro che rende l’Ungheria speciale. Non è facile, soprattutto davanti ai cambiamenti climatici che stanno colpendo le zone agricole del sud del Paese. Ma proprio questa tensione tra conservazione e innovazione sta facendo parlare dell’Ungheria come meta “da scoprire davvero”, come ammette Márton Balogh con una punta d’orgoglio.

Change privacy settings
×